"La Gioia" con Valeria Golino e Saul Nanni, ispirato alla vera storia di Gloria Rosboch, arriva stasera in tv su Sky. Perché vederlo


Qualcuno ha scritto, a proposito di questo film, che «proibisce al pubblico di puntare il dito». Ed è esattamente quello che fa La Gioia, il secondo lungometraggio di Nicolangelo Gelormini, in onda stasera in tv in prima visione alle 21.15 su Sky Cinema Uno e in streaming su Now. Una storia d’amore impossibile, avvelenata dal bisogno e dalla menzogna, liberamente ispirata a uno dei casi di cronaca nera più dolorosi degli ultimi anni. Gelormini, già autore di Fortuna, non vuole fare true crime. Vuole fare cinema. «L’obiettivo è attraversare la realtà attraverso il flusso dell’immaginazione», ha spiegato. «La cronaca appartiene ad altri mezzi. Il cinema deve essere un approfondimento che permette di dialogare con il pubblico a un altro livello». Il risultato è un film che scava nelle crepe più intime del presente: la solitudine degli invisibili, la violenza silenziosa del bisogno d’amore, l’illusione che qualcuno possa salvarci da noi stessi.

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La storia vera di La Gioia: il caso Gloria Rosboch

Il 13 gennaio 2016, Gloria Rosboch, insegnante di scuola superiore di Castellamonte, in provincia di Torino, sparì nel nulla. Un anno prima aveva denunciato un suo ex studente per truffa: lui le aveva sottratto quasi 187 mila euro promettendole un futuro insieme in Costa Azzurra. Una storia che aveva fatto molto rumore in Piemonte e non solo.

E che col tempo era diventata prima un’opera teatrale, Se non sporca il mio pavimento di Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori, poi una sceneggiatura vincitrice ex aequo del Premio Franco Solinas 2021, firmata da Scarpinato con Benedetta Mori e Chiara Tripaldi. Da quel materiale Gelormini ha realizzato La Gioia. Non una ricostruzione fedele, ma un racconto in cui la cronaca si trasforma in specchio universale. Una storia che, come ha detto il regista, doveva «parlare a un pubblico capace di immedesimarsi in quella stessa diseducazione sentimentale di cui i personaggi sono vittime».

La gioia foto ufficio stampa

La Gioia con Valeria Golino, ispirato alla vera storia di Gloria Rosboch, arriva stasera in tv su Sky. Perché vederlo (foto ufficio stampa)

La trama di La Gioia: desiderio, riscatto e distruzione

Gioia è un’insegnante di francese al liceo. Non ha mai conosciuto l’amore, se non quello soffocante dei genitori con cui vive ancora. Tra i suoi studenti c’è Alessio: un ragazzo che usa il proprio corpo come strumento per racimolare qualche centinaio di euro e aiutare la madre Carla, cassiera in un supermercato.

Tra i due nasce un legame proibito, fragile e inspiegabilmente necessario per entrambi. Ma il desiderio di riscatto sociale di Alessio è un veleno silenzioso che gli impedisce di lasciarsi conquistare dalla dolcezza disarmante di Gioia. Fino a quando non distrugge tutto. E cancella l’unica persona che lo abbia davvero amato.

Il trailer di La Gioia

Il cast e i personaggi di La Gioia

A dare volto a Gioia è Valeria Golino, che con Gelormini ha già lavorato in Fortuna e poi in un episodio della serie L’arte della gioia. Un sodalizio che il regista definisce tale senza esitazione. «Il passo successivo è che sia lei a dirigere me», ha detto con una risata. Per costruire il personaggio, l’attrice ha lavorato a lungo su trucco, parrucco, costumi e accento piemontese. «La costruzione di Gioia è stata laboriosa, lunga, attenta», ha raccontato Golino. «Hanno creato una maschera-non-maschera, regalandomi la sua invisibilità». Il risultato è una trasformazione radicale: occhiali spessi, look dimesso, ogni concessione estetica azzerata.

Accanto a lei, Saul Nanni è Alessio: 27 anni, un magnetismo naturale che nel film diventa insieme strumento e arma. L’idea era costruire un personaggio istrionico, cangiante, capace di mille facce diverse. Per trovare la sua essenza, dice, il regista gli ha consigliato di “cercarlo” «non al di fuori di me, ma dentro di me».

Jasmine Trinca è Carla, la madre di Alessio: una dark lady senza scrupoli, disposta ad avallare i giochi del figlio pur di guadagnare. Francesco Colella interpreta Cosimo, la figura che orienta e sfrutta Alessio secondo i propri interessi, mentre Betti Pedrazzi completa il cast nei panni di Gisella.

La gioia foto ufficio stampa

Valeria Golino e Saul Nanni in La Gioia (foto ufficio stampa)

Siamo tutti vittime della diseducazione sentimentale

La Gioia non giudica nessuno. Né Gioia, né Alessio, né le figure che ruotano intorno a loro. Ed è questa la sua forza, oltre che il suo turbamento più profondo. «Sono tutti vittime di loro stessi, della mancanza di strumenti o della proiezione che facciamo sugli altri», spiega Valeria Golino. «L’unica cosa che si salva è il titolo: quel momento brevissimo di pienezza per cui Gioia rischia tutto». Saul Nanni ha invece riflettuto sul peso di portare sullo schermo una storia vera. «Quando si parte da un evento realmente accaduto c’è una questione legata al rispetto. Nicolangelo ha sempre chiesto di non fare un lavoro emulativo».

Jasmine Trinca, che con Golino condivide un’amicizia e un sodalizio artistico che vengono da lontano, ha parlato di un set vissuto con «azzardo e libertà», dove persino i personaggi più distanti da lei si sono rivelati preziosi. «Avevamo dei personaggi anche distanti da noi, però abbiamo amato abitarli per poterci poi giocare senza costrizioni». Presentato in concorso alle Giornate degli Autori alla Mostra del Cinema di Venezia 2025, è un film che non si dimentica facilmente. E che lascia con una sola, scomoda certezza: in fondo, come dice il regista, «parla d’amore, ma racconta anche la morte».

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 Sara Sirtori

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