AGI – Kevin Warsh, il neo presidente della Fed fortemente voluto da Donald Trump alla guida dell’istituto centrale, si prepara a presiedere domani e mercoledì il Fomc (Federal Open Market Committee). Sarà la sua prima riunione da numero uno del comitato per la politica monetaria e si troverà nella classica, scomoda, posizione, ovvero tra l’incudine e il martello. L’inflazione è ai massimi da tre anni, ma Warsh continua a subire pressioni dalla Casa Bianca per abbassare i tassi di interesse.
Il Fomc è composto da 12 membri, e martedì inizierà una riunione di due giorni il cui esito appare abbastanza scontato per gli analisti: i tassi resteranno invariati. Un compromesso per non scontentare nessuno. Diversi membri della Fed hanno infatti espresso pubblicamente preoccupazione per il rialzo dei prezzi, mostrandosi favorevoli a un possibile aumento dei tassi in futuro. Al contrario, il tycoon è un sostenitore dei tagli per favorire i consumatori americani e rafforzare l’economia.
Effetti della guerra e pressioni politiche
Il tutto mentre gli effetti della guerra all’Iran del presidente statunitense Donald Trump si ripercuotono sulla più grande economia del mondo. Warsh ha prestato giuramento il mese scorso e ha un’agenda di riforme ambiziosa e di ampio respiro. In passato ha espresso il suo sostegno a una riduzione dei tassi, in linea con le richieste di Trump, ma probabilmente incontrerà la resistenza di un comitato diviso.
Divisioni interne alla Fed
Nell’ultima riunione di aprile, la Fed ha mantenuto i tassi invariati tra il 3,50 e il 3,75%, ma la decisione è stata accolta da quattro voci di dissenso, il numero più alto dal 1992. Gli analisti prevedono che il Fomc prenderà una decisione simile a giugno, sebbene si preveda un dibattito sull’opportunità di modificare le linee guida della Fed e sulla prossima mossa: un aumento o un taglio dei tassi.
Il ruolo della maggioranza
“È stato nominato su consiglio di Trump, probabilmente perché Trump lo stava influenzando affinché tagliasse i tassi”, ha dichiarato Dan North, economista senior di Allianz Trade, all’Afp. “Non credo che sarà in grado di farlo ora, soprattutto alla luce dei dati sull’inflazione e sulla crescita dell’occupazione, e di quanto espresso dai membri del Fomc con i loro dissensi nell’ultima riunione”.
Mandato della Fed
La Fed ha un duplice mandato: mantenere l’inflazione al suo obiettivo di lungo termine del 2% e al contempo garantire la massima occupazione. In genere, la Fed raggiunge questi obiettivi attraverso decisioni sui tassi di interesse: riducendo i costi di finanziamento per stimolare l’attività economica o aumentandoli per contenere i prezzi.
Scenario economico e previsioni
Prima che la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran facesse schizzare alle stelle i prezzi dell’energia, lo scorso febbraio, i mercati avevano già scontato almeno un taglio dei tassi entro la fine del 2026. Prima della guerra erano stati i dazi a far aumentare i prezzi soprattutto negli Usa. Secondo lo strumento FedWatch del Cme, con l’inflazione in aumento a causa della guerra, tuttavia, le previsioni indicano un aumento dei tassi entro dicembre.
Scontro con la Casa Bianca
Questo farà sicuramente infuriare Trump, che ha lanciato un attacco senza precedenti all’indipendenza della Fed con un’indagine penale contro il predecessore di Warsh, Jerome Powell, e tentando di licenziare la governatrice Lisa Cook. La scorsa settimana, in risposta ai solidi dati sulla crescita dell’occupazione negli Stati Uniti che suggerivano che la Fed dovesse concentrarsi sull’inflazione, Trump ha affermato di volere ancora tassi più bassi, ma che avrebbe lasciato a Warsh “la decisione”.
Decisioni del Fomc
Il Fomc decide a maggioranza e, anche se Warsh si schierasse a favore di un taglio, dovrebbe convincere almeno altri sei membri del comitato di politica monetaria a unirsi alla sua posizione. Durante l’udienza di conferma, Warsh ha affermato di preferire “riunioni più caotiche”, in cui i membri del comitato potessero avere “un sano scontro in famiglia”. “Si sta inserendo in un ambiente già di per sé caotico”, ha avvertito North di Allianz Trade. “Non credo che si riferisse allo scontro in famiglia”.
Forward guidance e comunicazione
Greg Daco, capo economista di EY-Parthenon, ha dichiarato all’Afp che è improbabile che Warsh tenti di apportare cambiamenti radicali durante la riunione, la sua prima occasione per sedersi con l’intero comitato e “condividere la sua prospettiva sul panorama economico”. Warsh ha proposto di ridurre la quantità di informazioni che la Fed comunica sulle sue decisioni: eliminando le forward guidance e le proiezioni.
Prospettive future
“In questa prima riunione, presumo che non pubblicherà le sue proiezioni, ma non necessariamente cambierà il modo in cui vengono pubblicate”, ha affermato Daco. Sebbene la maggior parte degli analisti preveda tassi d’interesse invariati in questa riunione, le opinioni divergono ampiamente su quale potrebbe essere la prossima mossa della Fed: se sarà necessario affrontare l’inflazione alimentata dalla guerra o se potrà essere considerata temporanea.
Inflazione e rischi
“Ritardare gli aumenti dei tassi è oggi più rischioso di quanto non lo fosse quando l’economia è uscita dalla pandemia”, ha avvertito Diane Swonk, capo economista di Kpmg. “La persistenza dell’inflazione è la realtà con cui Warsh si è trovato a dover fare i conti; nulla può farla scomparire”. Quanto alla possibilità che Warsh ceda alle pressioni di Trump, “è qualcosa che dovrà essere verificato”, ha affermato Daco di EY-Parthenon. “A dire il vero, non credo che lo sappiamo ancora con certezza”.
Visione dei mercati
Per Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm “l’attuale contesto evidenzia come la chiusura dello Stretto di Hormuz abbia finora avuto effetti più contenuti sui prezzi energetici rispetto ai timori iniziali, mentre i mercati sembrano continuare a incorporare la prospettiva di una graduale normalizzazione dei flussi energetici attraverso l’area, favorita dal possibile allentamento delle tensioni in Medio Oriente. Alla luce di questi sviluppi, appare improbabile che la Federal Reserve proceda a un aumento dei tassi nel corso della prossima riunione, scenario che trova ampio consenso anche nelle attese di mercato”.
Prospettive sui tassi
“Particolare attenzione – prosegue Flax – sarà rivolta all’orientamento del nuovo presidente Kevin Warsh. Sebbene Donald Trump abbia più volte espresso la preferenza per tassi d’interesse più bassi, il livello attuale dell’inflazione rende difficile individuare, nel breve termine, condizioni compatibili con una riduzione del costo del denaro. Le aspettative degli investitori indicano oggi un rialzo dei tassi di 25 punti base entro la fine dell’anno, in netto contrasto con le previsioni di tagli che prevalevano all’inizio del 2026”.
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