Incendi in crescita nel 2025: ISPRA segnala quasi il raddoppio delle aree bruciate e nuove criticità per boschi e aree protette


Il monitoraggio condotto da ISPRA nel corso del 2025 evidenzia un incremento dell’incidenza degli incendi rispetto all’anno precedente. La superficie complessiva interessata ammonta a 965 km(pari all’estensione della provincia di Pistoia), un valore che quasi raddoppia le stime registrate nel 2024. I dati storici archiviati da EFFIS -European Forest Fire Information System – collocano il 2025 tra gli anni ad elevata criticità, superata solo dai picchi registrati negli anni 2007, 2017, 2021 e 2023.

Figura 3.1: Distribuzione della superficie percorsa da incendio nell’anno 2025 per le regioni italiane. Fonte EFFIS (dati aggiornati
al 16/02/2026). Elaborazione CSA ISPRA

È quanto emerge dalle attività dell’ISPRA sul monitoraggio degli impatti dei grandi incendi boschivi, un sistema che fornisce ogni anno dati solidi e aggiornati a supporto delle amministrazioni centrali e regionali. Le analisi, basate su osservazioni satellitari ad alta risoluzione, garantiscono coerenza metodologica e rappresentatività statistica. Eventuali differenze rispetto ad altri dati risultano contenute e non influiscono sulla lettura complessiva del fenomeno.

Un dato di particolare rilievo riguarda l’incidenza degli incendi all’interno del sistema delle aree protette, dove si è concentrato oltre il 30% della superficie totale bruciata e ben il 38% degli ecosistemi forestali percorsi da incendio a livello nazionale.

Considerando l’intero territorio nazionale, nel 2025 il 48% degli eventi incendiari ha interessato ecosistemi forestali. In termini di superficie, risultano percorsi dal fuoco circa 123 km² di aree boscate (pari all’estensione del comune di Ancona), così ripartiti:

–       circa 57 km2 di latifoglie sempreverdi (principalmente rappresentata da leccete, sugherete e macchia alta);

–       circa 36 km2 di latifoglie decidue (querceti, castagneti e faggete);

–       più di 24 km2 di aghifoglie sempreverdi (boschi naturali e piantagioni di conifere);

–       i restanti 5,79 km2 relativi a sistemi forestali misti.

Superficie percorsa da incendio in km2 secondo EFFIS nelle diverse regioni Italiane dal 1 gennaio al 31 dicembre 2025,
suddivise nelle classi di copertura del suolo prodotte da CLC. FOR=Foreste, SCL=Sclerofille, TRAN=Transizione, ALTN=Altro Naturale, AGR=Agricolo, ART=Artificiale, ALT=Altro, TOT=Totale. Le regioni sono in ordine decrescente in relazione alla superficie totale
bruciata. La classe ”Foresta” include sia le latifoglie decidue che le conifere. La classe ”Sclerofille” comprende tutte le specie arboree e arbustive sempreverdi. La classe ”Transizione” comprende tutte le superfici con copertura non omogenea delle specie
arboree e arbustive. In ”Altro Naturale” sono incluse prevalentemente tutte le praterie non soggette ad attività agricola. Le regioni
dove non risultano aree percorse da incendio non sono presenti in tabella. Dati aggiornati in archivio EFFIS al 16 febbraio 2026.

A livello territoriale, si conferma la tendenza storica che vede il Meridione e le Isole maggiori come aree maggiormente impattate. In particolare, Sicilia, Calabria e Campania rappresentano i contesti geografici più colpiti, contribuendo per il 71% al totale nazionale delle superfici forestali percorse dal fuoco. Si osserva, inoltre, una tendenza in aumento delle superfici forestali percorse annualmente da incendio nelle regioni Basilicata, Calabria, e Puglia.

Primi Dati 2026

Dal 1° gennaio al 9 giugno 2026 risulta una superficie complessiva colpita da incendi di circa 60 km2 (pari all’estensione del Lago di Bracciano, in provincia di Roma), di cui quasi 20 km2 appartenenti a coperture forestali. Attualmente circa il 28% delle aree forestali percorse da incendio si trova nella regione Toscana. La seconda regione attualmente più colpita è la Calabria con circa il 23%.

Distribuzione delle aree percorse da incendio nell’anno 2025 e rilasciate da EFFIS per la regione Sicilia. Viene riportata anche la classificazione degli ecosistemi forestali ottenuta grazie al prodotto Ecosystems Classification Model – Forest4 (ECM-F4) relativo all’anno 2020 e la classe prateria proveniente dal layer Copernicus High Layer Resolution Land Monitoring
Service Copernicus (HLR). Elaborazione CSA ISPRA

Maria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA e SNPA: “I boschi rappresentano uno dei patrimoni più preziosi del nostro Paese: custodiscono biodiversità, assorbono carbonio, proteggono il suolo e contribuiscono al benessere delle comunità. I dati del 2025 ci ricordano che gli incendi boschivi non sono soltanto un’emergenza ambientale, ma una sfida che riguarda la sicurezza dei territori, l’economia e la qualità della vita delle persone. Per questo è necessario investire sempre di più nella prevenzione, nella conoscenza e nella capacità di intervenire tempestivamente. Nessuna istituzione può affrontare da sola questa sfida: serve una grande alleanza tra Stato, Regioni, enti locali, comunità scientifica, sistema della protezione civile, mondo agricolo e cittadini. ISPRA e il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente mettono a disposizione dati, monitoraggi e competenze scientifiche per sostenere decisioni efficaci e costruire una cultura della prevenzione sempre più diffusa. Proteggere i nostri boschi significa proteggere il futuro del Paese”.

 

Roberto Inghilesi, Responsabile del Centro Operativo Sorveglianza Ambientale dell’ISPRA: “Le attività dell’Istituto nel campo del monitoraggio satellitare e nello studio degli impatti degli incendi sugli ecosistemi naturali garantiscono un solido supporto scientifico per la valutazione dei trend in atto e delle possibili conseguenze legate ai cambiamenti climatici. Comprendere i tempi e le modalità di risposta dei sistemi boschivi agli eventi incendiari è fondamentale per orientare efficacemente le strategie di gestione, ripristino e prevenzione, in un contesto caratterizzato da una crescente pressione climatica.”


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 manager

Source link

Di