A Casorate neanche un assessore che si occupi di scuola



Dopo l’insediamento dell’amministrazione Cassani-ter a Casorate Sempione, la lista di minoranza – Sogniamo Casorate – porta le sue considerazioni critiche e l’impegno per i prossimi anni.
Riceviamo e interamente pubblichiamo

Consiglio di insediamento a Casorate: parla Sogniamo Casorate
Sogniamo Casorate prende posto tra i banchi della minoranza in un primo consiglio comunale irrituale per la scelta del luogo e per le modalità – più un monologo che una discussione. Il gruppo pubblica i propri pensieri: critiche all’assenza di un assessorato alla scuola, tre nodi irrisolti sul patrimonio comunale e la scuola primaria, e un voto di astensione presentato come apertura di fiducia.

Martedì sera si è tenuto a Casorate Sempione il primo consiglio comunale di insediamento della nuova legislatura. Alla seduta era presente anche la lista civica Sogniamo Casorate, che alle elezioni del maggio scorso ha raccolto il 42,31% dei consensi conquistando quattro seggi in opposizione, con i consiglieri Tiziano Marson, Salvatore D’Amora, Anna Cattoretti e Veronica Cocolo.
A distanza di qualche ora dalla chiusura della seduta, il gruppo ha scelto di rendere pubblici i testi che aveva preparato per l’occasione, affidandoli a un comunicato destinato alla stampa e ai cittadini. «Presenza, ascolto, proposta»: è la frase guida con cui Sogniamo Casorate ha aperto la propria campagna e che ora, dal primo giorno di opposizione, intende tradurre in mandato concreto.

LA SCUOLA SENZA ASSESSORATO: «UNA NOTA DAL SAPORE AMARO»
Il tema che più ha animato i pensieri dalla minoranza è l’assenza di un assessorato dedicato alla scuola nella nuova giunta. Casorate Sempione dispone di un nodo, di una scuola dell’infanzia, una primaria e una secondaria di primo grado che attira iscrizioni anche dai comuni limitrofi. Eppure, nel riparto delle deleghe annunciato dal sindaco, l’istruzione non compare tra gli assessorati.
Salvatore ha parole nette a riguardo:
«Come possiamo pretendere che i ragazzi diventino cittadinanza attiva e protagonisti della vita futura del paese, quando si pone una tale distanza tra le istituzioni cittadine e la loro vita quotidiana — addirittura superiore rispetto a quanto già fatto in passato?
E ancora, riferendosi alla sola delega prevista in sostituzione dell’assessorato — uno strumento che, formalmente, attribuisce al consigliere delegato unicamente compiti di studio, collaborazione e proposta, senza poteri decisionali autonomi né rilevanza esterna:
Il messaggio che passa chiaro alla cittadinanza, e lo diciamo con delusione e rammarico, è che questa amministrazione ha tante priorità, ma tra queste non c’è la scuola, non c’è la coscienza della centralità della scuola nella vita di un paese. È questa una nota dal sapore amaro che sa di occasione mancata. Peccato».

TRE QUESTIONI APERTE EMERSE DALLA SEDUTA
Oltre al tema dell’istruzione, la minoranza ha individuato nel corso della serata tre nodi concreti che intende approfondire nelle prossime settimane.
Il primo riguarda alcune aree pubbliche chiave del paese. Dal discorso del sindaco è emerso che alcune zone della pista di atletica, dell’area Altobelli e dell’area feste risultano ancora formalmente intestate a privati. La questione non è nuova: è la stessa ragione per cui, come il sindaco ha dichiarato in più occasioni, il Comune non ha potuto partecipare a bandi per il rifacimento della pista. Ma il punto, secondo Sogniamo Casorate, si fa più delicato quando si considera che l’area feste è stata oggetto di un bando vinto da A.gen.cas: i concessionari erano a conoscenza della situazione proprietaria e dell’impossibilità di richiedere bandi? E in caso di incidente su un terreno a titolarità mista, chi ne risponde legalmente?
Il secondo nodo tocca la scuola primaria e i lavori strutturali necessari. Se l’amministrazione è a conoscenza dello stato dell’edificio — e lo è, avendo riconosciuto la necessità di interventi — perché risultano ancora inutilizzati circa 30.000 euro di un mutuo contratto appositamente per la scuola? Perché per anni si è criticato chi voleva intervenire? E perché ci sono voluti due mandati interi per maturare la consapevolezza che la struttura vada ristrutturata? In undici anni un edificio non migliora: peggiora, e con esso aumentano i costi dell’intervento.
IL VOTO: ASTENSIONE COME APERTURA DI FIDUCIA
In sede di dichiarazione di voto sulle linee programmatiche della maggioranza — l’unico momento in cui Sogniamo Casorate è potuta intervenire ufficialmente — Salvatore ha letto un testo che ha scelto l’astensione come posizione deliberata e motivata.
«Dopo aver ascoltato le linee programmatiche — che somigliano più a singoli interventi isolati che a un piano coerente di sviluppo — riconosciamo alcuni obiettivi condivisibili e notiamo con piacere che sono state accolte alcune nostre idee espresse in campagna elettorale. Riteniamo però che siano insufficientemente sviluppati, o addirittura mancanti, temi che per noi sono fondamentali: partecipazione alla vita democratica, valorizzazione degli spazi pubblici, politiche per giovani, meno giovani e famiglie, qualità della vita e, soprattutto, la centralità della scuola. Il nostro voto questa sera sarà l’astensione: un atto che deve essere interpretato come un’apertura di fiducia alla maggioranza. Saremo — l’abbiamo detto fin da subito — un’opposizione propositiva, che giudicherà ogni atto della maggioranza volta per volta, per il suo contenuto e non per la sua provenienza».

LE SINGOLE VOCI DELLA MINORANZA
A margine dell’incontro, restano altre considerazioni. Veronica si concentra soprattutto su chi non era presente: i 2.715 aventi diritto che non si sono recati alle urne, ovvero la maggioranza assoluta degli elettori.
«Vorrei brevemente riflettere su coloro i quali non sono andati ad esprimere il loro diritto di voto in questa tornata elettorale, che sono per altro la maggioranza dei nostri concittadini. Credo che questo dato, il 44,6% di affluenza, sia un dato drammatico soprattutto in un paese piccolo come il nostro, dove la partecipazione e la conoscenza dovrebbero essere la base della nostra comunità».
Un monito rivolto a tutti, maggioranza e opposizione:
«La loro scelta di non scegliere è utile a tutti noi per capire quale sia il punto critico del nostro paese, dal quale ripartire. L’affluenza — che è partecipazione, speranza, esercizio del proprio diritto e dovere — non è affare di una categoria in particolare, ma è un punto cardine di tutti noi. Auguro che nei prossimi cinque anni si possa lavorare per prevenire l’astensionismo di massa: ciò vorrebbe dire aver lavorato bene per tutti i 4.856 aventi diritto di voto ad oggi, e anche per quelli che lo acquisiranno nel 2031».

Tiziano rimarca la linea che avrà il gruppo di Sogniamo Casorate nei prossimi Consigli:
«Non saremo un’opposizione comoda, silenziosa o decorativa. Controlleremo ogni atto, ogni delibera, ogni euro speso. Non saremo qui a dire sempre “no”. Saremo qui a dire “no” quando serve, ma soprattutto a dire “perché”, a chiedere trasparenza, a pretendere risposte. A questa amministrazione ricordiamo che siete stati eletti, ma non avete ricevuto un assegno in bianco».
Anna conclude con una visione orientata alla partecipazione:

«Per avere una cittadinanza attiva bisogna innanzitutto proporre occasioni in cui la cittadinanza si attivi, si interessi, si riconosca identitariamente. Intendiamo contribuire con un programma di incontri culturali e informativi in luoghi istituzionali, aperti, gratuiti e accessibili: luoghi che possano diventare spazi di appartenenza».





#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 

Source link

Di