La risposta di De Laurentiis all’asse Milano-Torino
Qualche giorno fa ho letto un articolo di Massimiliano Gallo. Nel pezzo, il direttore inviava un messaggio obliquo ad Aurelio De Laurentiis, ammonendolo (diciamo così) di non sottovalutare la nomina di Giovanni Carnevali alla Juventus come nuovo amministratore delegato (ad) e direttore generale (dg), mossa strategica della proprietà bianconera per riportare la “vecchia signora” ai posti di comando nella sala dei bottoni del calcio italiano. L’editoriale mi ha subito suggerito un’idea, su cui ho rimuginato più di una volta durante il weekend. E alla fine ho ceduto al fascino di uno scenario: Aurelio De Laurentiis ‘fiuta il pericolo’ dell’asse del Nord, e decide di rispondere con un coupe de théâtre dei suoi (o forse sarebbe più corretto dire di cinema, vista la storia del nostro presidente). E quale mossa potrebbe spiazzare davvero tutti? Una delle risposte possibili, o forse la più gigantesca, è: nominare Adriano Galliani come nuovo ad e dg della Società Sportiva Calcio Napoli.
Parliamo di un uomo che di calcio, istituzioni, dinamiche di Lega, e corridoi federali ne sa più di chiunque altro. Portarlo in azzurro — ora che è libero da impegni operativi — sarebbe un capolavoro di geopolitica pallonara. Significherebbe contrapporre, alla diplomazia di Carnevali e allo strapotere politico di Beppe Marotta, il “Condor” supremo della storia dirigenziale italiana. Il compito del “buon vecchio Adriano” sarebbe chiaro: spezzare sul nascere non tanto la restaurazione dell’asse del Nord, quanto il possibile duopolio Inter-Juve; costruire (diciamo quasi da zero) il peso politico del Napoli; e tessere relazioni strategiche tra Lega, Figc, Uefa, e Efc/Eca. Il tutto senza pestare i piedi al ds Manna, che rimarrebbe concentrato sul mercato sulla linea verde: sforbiciare il monte ingaggi, ringiovanire la rosa, e mantenere il club finanziariamente sostenibile. A Galliani spetterebbero i giochi di potere, le pubbliche relazioni, e magari le grandi occasioni di mercato last-minute sfruttando la sua agenda telefonica e la reti di contatti che sicuramente ancora ha.
Ecco, io la vedrei così la contromossa di Adl. E mi sono chiesto: cosa succederebbe se questo fanta-scenario si realizzasse davvero nella stagione 2026/2027? E così, nell’era in cui chiediamo all’intelligenza artificiale indiscriminatamente cosa sia l’amore o una blockchain, ho chiesto a un modello avanzato di AI di simulare la stagione basandosi su questo scenario.
Questo il racconto di quel campionato, con focus ovviamente sul Napoli.
La pre-season del Napoli: arriva il Condor Galliani
L’effetto Adriano Galliani si fa sentire immediatamente nei salotti del potere calcistico. Temi storicamente cari ad Aurelio De Laurentiis — come la Serie A a 18 squadre, la reintroduzione del Decreto Crescita, la valorizzazione internazionale del brand Serie A, e la revisione dei criteri dei diritti tv — tornano prepotentemente al centro del dibattito. Entro novembre prende forma un inedito “triangolo di governo” istituzionale: Napoli e Inter collaborano sui temi politici; Inter e Juventus si alleano sulle questioni fiscali (con il club azzurro spettatore comunque molto interessato); Napoli e Juventus stringono asse sui dossier economici. L’asse del Nord non è affatto smantellato, ma adesso al tavolo dei bottoni il Napoli siede da protagonista, con una postura vigorosa. Anche sul fronte arbitrale lo stile-Galliani fa scuola: basta piazzate pubbliche: spazio a una diplomazia istituzionale felpata, pur mantenendo una costante e sottile pressione mediatica. Il rapporto tra i club, Figc, e Aia si ricuce, ponendo le basi per una riforma condivisa della classe arbitrale e l’introduzione del professionismo arbitrale.
Sul fronte sportivo, il ds Giovanni Manna opera una profonda epurazione: per abbassare il monte ingaggi e ridisegnare la squadra partono Anguissa, Lucca e Lang e Beukema, azzerando di fatto gli investimenti dell’estate precedente. Il gioiello Vergara vola in Premier League per 35 milioni di euro. Arrivano Gila, Juanlu Sanchez, e Richard Rios. Poi, scatta il capolavoro last-minute firmato il closer Galliani: Dušan Vlahović a parametro zero. L’attaccante serbo si aggiunge alle conferme pesanti (con ingaggi spalmati su un altro anno) di Lukaku e De Bruyne, sui quali Massimiliano Allegri punta a occhi chiusi (d’altronde, come sottolineato da Il Napolista, Kdb era il regalo per il tecnico livornese già l’anno scorso, prima della riconferma di Conte). Spazio anche alla linea verde, con il rilancio del rientrante Rafa Marín e la valorizzazione di giovani talenti come Hasa e Rao.
Mentre la Juventus avvia un progetto biennale di ringiovanimento e l’Inter punta sulla continuità con innesti mirati a parametro zero, in casa Milan regna la confusione: un mercato estivo low-cost e qualche scommessa d’agosto pescata dai club di Premier in crisi di bilancio; per le altre, invece, un mercato sulla falsariga degli ultimi anni, con l’Atalanta che sembra la società con le idee più precise (e il portafoglio più gonfio).
Il verdetto del campo: una volata da brividi con l’Inter, mentre in Europa…
Il Napoli parte forte. Vince con Genoa e Como (Fabregas si sarà arrabbiato anche stavolta con Allegri?), e pareggia a Milano contro l’Inter. Gli azzurri preferiscono la solidità alla spettacolarità: il girone d’andata si chiude con la miglior difesa del torneo. La classifica a metà percorso vede l’Inter capolista a 44 punti, il Napoli subito dietro a 42 e la Juventus staccata a 37. Vlahović non segna a raffica, ma timbra il cartellino in tutti gli scontri diretti decisivi, regalando una sfilza di pesantissimi 1-0. Dietro, Atalanta, Roma e Fiorentina si contendono l’Europa che conta. Il Como senza Nico Paz e alcuni dei (bellissimi) protagonisti della stagione precedente, non bissa l’exploit dell’anno precedente.
A gennaio Manna lascia i fari spenti e cede il palcoscenico a Galliani. Non è tempo di scommesse. Sfruttando un’operazione impostata da Manna (in stile Alisson Santos), il Napoli strappa all’Inter due pedine di peso: Acerbi e Frattesi. (Finalmente Frattesi…).
Il girone di ritorno è un testa a testa logorante tra Napoli e Inter. La volata scudetto premia i nerazzurri, che chiudono a quota 86 punti. Il Napoli si ferma a un soffio di distanza, secondo a 85. Più staccate Juventus (74) e Atalanta (69). Seguono a ruota la Roma e un Milan autore di una buona rimonta, complice un profondo rimpasto dirigenziale, un ottimo mercato di riparazione, e l’addio precoce alle coppe. Chiudono la Fiorentina e il Como, che scavalca la Lazio, quest’ultima protagonista dell’ennesimo flop di Rino Gattuso (allenatore).
E in Europa? Il verdetto delle coppe
Nelle coppe europee il cammino delle italiane è agrodolce, segnato anche da un clamoroso colpo di scena burocratico. In Champions League, Inter e Napoli si fermano ai quarti di finale (con gli azzurri eliminati da una big continentale), mentre la Roma esce di scena agli ottavi. Il Milan, ripescato nella massima competizione al posto del Como — escluso a causa del mancato rispetto dei parametri strutturali, normativi e finanziari della Uefa —, non sfrutta l’occasione e saluta il torneo già nella fase a gironi.
Decisamente anonima l’Europa League, con una Juventus distratta e disinteressata alla competizione. In Conference League, invece, l’Atalanta si ferma ai quarti di finale, consolandosi però con la vittoria della Coppa Italia nella finalissima contro la Roma (dopo aver eliminato Napoli e Inter in semifinale).
Il bilancio del Napoli di Galliani oltre i trofei: chi vince davvero?
Pur senza bacheche da aggiornare, l’annata del Napoli è un successo su tutta la linea. Il club centra ogni obiettivo strategico: taglia il monte ingaggi, ringiovanisce l’organico, e resta in corsa per lo scudetto fino all’ultimo secondo, migliorando anche il ranking Uefa. Ma il vero capolavoro è politico: la società triplica il proprio peso specifico nelle stanze dei bottoni in Italia e in Europa, grazie ad Adriano Galliani. Paradossalmente, però, il vincitore formale della stagione è Giovanni Manna, consacrato come uno dei migliori ds del campionato per aver azzeccato ogni singola scommessa sul mercato. Eppure, a guardare bene l’intera scacchiera, il trionfatore assoluto resta sempre e solo uno (anche questa volta): Aurelio De Laurentiis.
Disclaimer
Ovviamente, tutto quanto raccontato è solo scenario della mia fantasia. Per rendere credibile il what-if dello scenario, ho prima strutturato il contesto dettagliato su Claude.AI (modello Opus 4.6), e poi ho dato il prompt in pasto a ChatGPT per simulare l’andamento della stagione 2026/2027.
La simulazione è stata sviluppata in 5 fasi distinte: l’impatto politico-istituzionale di Galliani, il calciomercato estivo, il girone d’andata, le mosse di riparazione a gennaio con il girone di ritorno e, infine, il cammino europeo delle squadre italiane.
Tipicamente, i bot di AI ‘capiscono’ il punto di vista di chi li interroga e tendono ad assecondarlo. Sicuramente è trasparito, nella scrittura del prompt e nell’architettura della simulazione, il mio tifo per il Napoli e il mio fascino per la soluzione Galliani AD/DG: i risultati della simulazione sono stati inevitabilmente formulati a partire da questi due paletti.
Infine, ogni riferimento a fatti, persone, o situazioni reali è da considerarsi puramente casuale e finalizzato al racconto della fanta-stagione. (Si può dire fanta-stagione, o si pestano i piedi al linguaggio fantacalcistico?).
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Redazione Napolista
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