Prove digitali e AI – Il corso della settimana


Il corso online in diretta “Prove digitali e AI”, con Michele Iaselli, affronta uno dei temi più attuali per avvocati, giuristi d’impresa, consulenti e professionisti coinvolti nel contenzioso civile e penale: il trattamento processuale delle prove digitali e l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla loro acquisizione, analisi, contestazione e utilizzabilità.

Il webinar combina l’inquadramento normativo con una prospettiva pratica, dedicando attenzione sia alle regole già applicabili, sia alle questioni emergenti poste dall’AI, dai deepfake, dall’e-discovery, dalla blockchain e dai nuovi sistemi forensi ad alto rischio (SCOPRI IL PROGRAMMA COMPLETO E ISCRIVITI CLICCANDO QUI).

Punti di forza del corso

Uno dei principali punti di forza del corso è l’approccio integrato tra diritto, tecnologia e strategia processuale. Il programma non si limita a descrivere la prova digitale in astratto, ma la colloca nel contesto concreto del processo, dove assumono rilievo l’autenticità, l’integrità, la catena di custodia, la corretta acquisizione e la possibilità di contestazione da parte della controparte.

La prima parte del webinar offre una base tecnica e normativa essenziale. Vengono affrontate la nozione di digital evidence, le differenze rispetto alla prova documentale tradizionale, il valore probatorio del documento informatico, il Codice dell’Amministrazione Digitale, la firma digitale, il Regolamento eIDAS 2, la conservazione digitale a norma e gli strumenti di autenticazione, come hash, metadati e log.

La seconda parte introduce il tema dell’intelligenza artificiale nel processo. Il corso analizza l’AI non solo come strumento di supporto all’analisi documentale, alla classificazione dei dati e al riconoscimento di pattern, ma anche come possibile fonte di nuove criticità probatorie. Particolare attenzione è riservata all’opacità algoritmica, alla spiegabilità delle decisioni automatizzate, alla generazione di prove tramite AI e alla loro affidabilità in giudizio.

Rilevante è anche il riferimento all’AI Act, con riguardo ai sistemi ad alto rischio nel settore giudiziario, agli obblighi di trasparenza, alla documentazione tecnica e alla valutazione dei rischi fondamentali. Si tratta di profili destinati ad assumere un peso crescente nella pratica forense e nella consulenza legale.

La parte finale valorizza l’applicazione pratica. Il programma affronta casi concreti di indagini digitali, e-discovery, big data forensics, intercettazioni, tabulati, traffico telematico, blockchain, smart contract e rapporto tra privacy e prova digitale. Questo consente al partecipante di collegare le categorie giuridiche agli scenari operativi che possono emergere nei procedimenti giudiziari.

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Perché frequentarlo?

Frequentare il corso è utile perché la prova digitale è ormai centrale in molti contenziosi. Messaggi, email, file informatici, log, metadati, registrazioni, immagini, video, dati di traffico e documenti firmati digitalmente sono sempre più spesso decisivi nella ricostruzione dei fatti.

Tuttavia, la loro efficacia processuale dipende dalla corretta acquisizione e dalla capacità di dimostrarne autenticità, integrità e riferibilità. Un documento digitale non può essere trattato come una prova tradizionale senza considerare le sue specificità tecniche. Errori nella raccolta, nella conservazione o nella produzione possono indebolire la strategia difensiva o esporre la parte a contestazioni.

Il corso consente di comprendere i confini di ammissibilità e utilizzabilità delle prove digitali, ma anche di individuare i possibili motivi di contestazione delle prove prodotte dalla controparte. È un aspetto particolarmente rilevante per chi costruisce una strategia processuale, perché la tenuta della prova dipende spesso dalla qualità del percorso tecnico e documentale che ne accompagna l’acquisizione.

L’approfondimento sull’intelligenza artificiale rappresenta un ulteriore elemento di interesse. L’AI può rendere più efficiente l’analisi di grandi masse di dati, ma pone anche problemi nuovi: affidabilità dell’output, verificabilità del metodo, rischio di manipolazione, deepfake, bias, trasparenza algoritmica e compatibilità con il diritto alla prova. Il corso aiuta a riconoscere questi profili e a collocarli correttamente nel processo.

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Chi dovrebbe frequentarlo?

Il corso è particolarmente indicato per avvocati civilisti e penalisti che si occupano di contenzioso, responsabilità, diritto delle nuove tecnologie, diritto dell’informatica, diritto societario, lavoro, famiglia, privacy e compliance. In tutti questi ambiti, la prova digitale può assumere rilievo decisivo.

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È utile anche per giuristi d’impresa, legal counsel e responsabili compliance, chiamati a gestire documentazione informatica, indagini interne, flussi documentali, sistemi di conservazione, audit e contenziosi nei quali emergono dati digitali o prove generate da sistemi automatizzati.

Il webinar può essere di interesse per DPO, consulenti privacy e professionisti della data protection, perché dedica spazio al rapporto tra GDPR, diritto alla prova, utilizzo dei dati personali in giudizio e discovery. Il bilanciamento tra esigenze probatorie e tutela dei dati personali è oggi uno snodo operativo frequente e spesso complesso.

Il corso si rivolge, infine, anche a consulenti tecnici, informatici forensi e professionisti coinvolti nelle indagini digitali, che intendano approfondire il dialogo tra aspetti tecnici e regole processuali, soprattutto con riferimento a catena di custodia, metadati, log, analisi di grandi moli di dati e sistemi AI.

FAQ utili sul corso

Quando si svolge il corso?

Il corso si svolge online in diretta il 3 luglio 2026, dalle 14.30 alle 17.30.

Qual è il tema principale del webinar?

Il corso approfondisce le prove digitali, il loro valore probatorio, le modalità di acquisizione e contestazione in giudizio, nonché l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla gestione e sulla generazione della prova processuale.

Il corso è solo teorico?

No. Il programma prevede un inquadramento normativo, ma dedica spazio anche a casi concreti, indagini digitali, e-discovery, big data forensics, intercettazioni, tabulati, blockchain, smart contract e profili privacy.

Perché è importante il tema dell’AI nel processo?

Perché l’intelligenza artificiale può essere utilizzata per analizzare documenti, immagini, video e grandi masse di dati, ma può anche generare contenuti o prove di dubbia affidabilità. Questo impone di valutare ammissibilità, spiegabilità, trasparenza e verificabilità degli strumenti utilizzati.

Il corso tratta anche il rapporto tra prova digitale e privacy?

Sì. Una parte del programma è dedicata al GDPR, all’utilizzo dei dati personali a fini probatori, al bilanciamento tra diritto alla prova e protezione dei dati, e al ruolo del DPO nei contesti di litigation e discovery.

Qual è il principale vantaggio pratico per un avvocato?

Il corso consente di comprendere come costruire una strategia processuale più solida quando sono coinvolte prove digitali, e come contestare efficacemente le prove informatiche prodotte dalla controparte.




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 Redazione Giuricivile

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