Regge l’accordo tra Stati Uniti e Iran, che dovrebbe essere firmato ufficialmente venerdì vicino Lucerna, in Svizzera. Delle petroliere di Teheran hanno superato per la prima volta negli ultimi due mesi l’area del Golfo, oggetto del blocco navale americano. Anche il G7, riunito a Evian, in Francia, applaude all’intesa, garantita “dalla forte leadership del presidente Trump”. In Medio Oriente, però, Israele continua a non deporre le armi in Libano e su questo aspetto Teheran è stata molto chiara: “Se non cesserà la sua aggressione dovrà prepararsi a una risposta ferma e decisiva da parte delle formidabili forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran”.
Il premier spagnolo Pedro Sanchez, nella sessione di controllo del governo al Congresso dei deputati ha annunciato che il 29 giugno verrà approvato in Consiglio dei ministri “un nuovo decreto legge di protezione del tessuto produttivo e dei cittadini” per far fronte alle conseguenze della guerra in Iran. “Vedremo qual è il percorso di questo cessate il fuoco annunciato da Usa e Iran”, ha detto il leader socialista.
Reporter Senza Frontiere (Rsf) ha condannato l’utilizzo di gas lacrimogeni da parte dell’esercito israeliano contro il giornalista Motassem Saqf Al-Hayt. “Motassem Saqf Al-Hayt. Il corrispondente di Quds News Network, che si trovava a Deir Abu Mashaal, vicino a Ramallah, è rimasto ferito a un piede ed è stato trasportato in ambulanza”, ha scritto l’organizzazione per la libertà di stampa sul proprio account X.
Comando generale delle forze armate iraniane Khatam Al-Anbiya ha affermato che “negli ultimi due giorni successivi all’annuncio della fine della guerra da parte del Presidente degli Stati Uniti” Israele ha “ha violato il cessate il fuoco 84 volte nel Libano meridionale e continua a perpetrare crimini e massacri contro il popolo libanese oppresso”. Pertanto “se l’esercito assassino di bambini del regime sionista non cesserà le sue atrocità nel Libano meridionale, dovrà affrontare una dura risposta da parte delle potenti forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran”. Lo riporta Tasnim.
Durante la notte coloni israeliani avrebbero incendiato l’ingresso di una moschea nel villaggio di Jaljilya, vicino a Ramallah in Cisgiordania. Lo riportano i media palestinesi. Non sono stati segnalati feriti. Sono state pubblicate anche alcuni immagini dove si vede del fumo che fuoriesce dall’ingresso della moschea e. Inoltre i muri sono stati imbrattati con alcune frasi come “Ragazzi, svegliatevi”, “Notte delle moschee” e “Vendetta”.
I media libanesi riferiscono di attacchi israeliani nel Libano meridionale. Secondo l’agenzia di stampa nazionale di Beirut aerei da combattimento israeliani avrebbero colpito Nabatieh al-Fawqa mentre un drone avrebbe effettuato un raid ad Ansariyeh, sulla costa.
Secondo quanto riportato da NBC News , l’Iran ha lanciato diversi droni contro navi mercantili nello Stretto di Hormuz ogni notte da quando è stato firmato il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran. Un funzionario statunitense ha dichiarato alla testata giornalistica che l’esercito americano ha abbattuto i droni lanciati dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane prima che potessero minacciare navi o personale nella regione.
I leader del G7 in una dichiarazione pubblicata nella notte accolgono “con favore” l’annuncio “di un accordo tra gli Stati Uniti e l’Iran, garantito dalla forte leadership del presidente Trump, con il supporto dei Paesi mediatori, che offre un’opportunità storica per impedire all’Iran di acquisire qualsiasi arma nucleare e per affrontare le minacce legate alle sue attività regionali e balistiche. Sosteniamo e siamo pronti a contribuire alla sua attuazione”.
I ‘Sette Grandi’ ribadiscono inoltre che – in riferimento allo Stretto di Hormuz – “il diritto di transito senza restrizioni o pedaggi è il fondamento del commercio internazionale”. Concordiamo che l’iniziativa multinazionale, indipendente e difensiva guidata da Francia e Regno Unito possa svolgere un ruolo importante nel facilitare la ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, proteggendo le navi mercantili, rassicurando gli operatori del trasporto commerciale e sostenendo la verifica della rimozione di tutte le mine”.
I Paesi del G7 inoltre sostengono “fermamente” un accordo diplomatico “solido e completo, al Memorandum d’intesa garantito dal presidente Trump, che possa portare pace e sicurezza per tutti nella regione”. “Sottolineiamo la necessità che i negoziati a tal fine affrontino le minacce poste dall’Iran nella regione e oltre e garantiscano che non ottenga mai un’arma nucleare. Concordiamo che tali negoziati beneficerebbero dei contributi di partner regionali e internazionali pertinenti, inclusa l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA). Ribadiamo che l’Iran non otterrà mai un’arma nucleare”, concludono.
Petroliere iraniane hanno superato per la prima volta negli ultimi due mesi l’area del Golfo oggetto del blocco navale americano. Lo ha reso noto il sito di monitoraggio TankerTrackers su X. Le due imbarcazioni in questione sono la ‘Diona’ e la ‘Hero2’. In totale – si legge – “trasportano 3,8 milioni di barili di petrolio iraniano”. Successivamente anche una terza nave – la ‘Sonia I’ ha superato la linea di blocco. L’imbarcazione trasporta 1 milione di barili di petrolio. L’Iran ha dichiarato che il memorandum d’intesa raggiunto con gli Stati Uniti prevede la fine immediata del blocco navale imposto da Washington ai porti iraniani, in vigore da due mesi.
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