Astuti attacca l’azienda, Monti chiede tutele



La vicenda del rinnovo dell’appalto per i servizi di pulizia dell’Ospedale di Varese e dell’ASST Sette Laghi è arrivata all’attenzione del Consiglio regionale. Nel corso di un’audizione in commissione, alla presenza delle organizzazioni sindacali e delle parti coinvolte, il consigliere regionale del Partito Democratico Samuele Astuti ha chiesto che vengano salvaguardati i diritti delle lavoratrici interessate dal cambio di appalto, mentre il consigliere regionale della Lega Emanuele Monti ha annunciato un’iniziativa per tutelare le risorse economiche derivanti dalla contrattazione integrativa nei futuri bandi regionali.

Astuti: «L’ASST non può chiamarsi fuori»

Per Astuti il tema riguarda innanzitutto le responsabilità dell’ASST Sette Laghi nella gestione di un servizio considerato essenziale per il funzionamento delle strutture sanitarie: «Ancora una volta ci troviamo di fronte a una situazione problematica legata a una gara d’appalto. Dove mette le mani ARIA troppo spesso emergono criticità che finiscono per scaricarsi sui lavoratori. Ma ciò che trovo davvero inaccettabile è l’atteggiamento dell’ASST Sette Laghi, che su un servizio fondamentale per il funzionamento dell’ospedale sembra voler fare Ponzio Pilato. Se l’azienda sanitaria non interviene per definire le condizioni e vigilare sulla qualità degli appalti, allora viene da chiedersi a cosa serva una direzione amministrativa all’interno dell’ASST» – Samuele Astuti, consigliere regionale del Partito Democratico –

Il consigliere dem ha ricordato di aver partecipato allo sciopero delle lavoratrici coinvolte nella vertenza: «Ho partecipato allo sciopero e ho avuto modo di confrontarmi direttamente con loro: parliamo di persone che svolgono un lavoro essenziale, con retribuzioni bassissime e con situazioni di part-time involontario. E nonostante tutto questo, continuano a garantire il servizio con grande senso di responsabilità e professionalità» – Samuele Astuti, consigliere regionale del Partito Democratico –

La questione del lavoro negli ospedali

Secondo Astuti, la vicenda delle pulizie ospedaliere si inserisce in una riflessione più ampia sulle condizioni di lavoro all’interno delle strutture sanitarie lombarde: «Parliamo spesso della fuga del personale sanitario, ma dobbiamo capire che il benessere all’interno delle strutture ospedaliere dipende anche dalle condizioni in cui operano tutti i lavoratori che contribuiscono quotidianamente al funzionamento del sistema. Se non si creano ambienti di lavoro adeguati, sicuri e rispettosi della dignità delle persone, il sistema sanitario nel suo complesso si indebolisce» – Samuele Astuti, consigliere regionale del Partito Democratico –

Il gruppo regionale del Partito Democratico ha inoltre rilanciato la proposta di legge sugli appalti già depositata in Consiglio regionale, chiedendo che venga discussa in commissione: «Le nuove aziende aggiudicatarie devono essere obbligate a mantenere le condizioni contrattuali e gli accordi migliorativi già conquistati in precedenza» – Samuele Astuti, consigliere regionale del Partito Democratico –

Monti: un ordine del giorno per salvaguardare il salario integrativo

Durante la stessa audizione è intervenuto anche Emanuele Monti, consigliere regionale della Lega e presidente della Commissione Welfare di Regione Lombardia, che ha annunciato l’intenzione di presentare un ordine del giorno nella prossima sessione di bilancio regionale: «Oggi, nel corso dell’audizione con le organizzazioni sindacali sulla vicenda relativa al rinnovo dell’appalto dei servizi di pulizia dell’Ospedale di Varese e dell’ASST Sette Laghi, ho assunto un preciso impegno nei confronti dei lavoratori: presentare, in occasione della prossima sessione di bilancio di Regione Lombardia prevista nel mese di luglio, un ordine del giorno volto a promuovere, nei bandi regionali per gli appalti pubblici, strumenti in grado di garantire continuità alle risorse derivanti dalla contrattazione integrativa a favore dei lavoratori coinvolti nei cambi di appalto».

Secondo Monti, il passaggio dei lavoratori da una società all’altra in seguito all’aggiudicazione delle gare è una situazione frequente che richiede strumenti di tutela: «Nei servizi in appalto accade frequentemente che i lavoratori passino da una società all’altra a seguito dell’aggiudicazione delle gare. Per questo ritengo opportuno valutare, nel rispetto della normativa vigente, meccanismi che consentano di salvaguardare quella quota di trattamento economico integrativo che rappresenta un elemento importante di tutela e valorizzazione del lavoro svolto».

L’auspicio di una soluzione condivisa

Monti ha infine espresso l’auspicio che il confronto in corso tra organizzazioni sindacali e società subentrante possa portare a una soluzione positiva per i lavoratori coinvolti: «L’auspicio è che, grazie alla disponibilità delle organizzazioni sindacali e della società subentrante, si possa arrivare a una soluzione positiva per i lavoratori. Serve senso di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti per individuare un punto di equilibrio che garantisca la tutela dell’occupazione, delle condizioni economiche e della qualità del servizio».

La vertenza resta quindi aperta, ma dall’audizione regionale emerge una convergenza sulla necessità di individuare strumenti che garantiscano continuità occupazionale e tutele economiche per il personale impiegato nei servizi in appalto delle strutture sanitarie.





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