Al Consiglio ENVI di Lussemburgo, la Repubblica Ceca ha richiesto una modifica degli standard sulle emissioni delle automobili e chiarimenti sulle nuove norme relative agli imballaggi


In occasione del Consiglio ENVI di Lussemburgo, la Repubblica Ceca ha richiesto una modifica degli standard sulle emissioni delle automobili e un chiarimento sulle nuove norme relative agli imballaggi.

Modificare gli obiettivi di emissione per le automobili, adeguare le nuove normative sugli imballaggi o affrontare la questione della sicurezza idrica: questi i principali temi che la Repubblica Ceca ha promosso in occasione della riunione dei ministri dell’ambiente dell’UE, tenutasi giovedì 25 giugno a Lussemburgo. La delegazione ceca al Consiglio era guidata da Filip Turek, Commissario governativo per la politica climatica e il Green Deal, e da Ivo Marcin, Vice Commissario.

«Non rifiutiamo la tutela ambientale, rifiutiamo le soluzioni inadeguate. L’Europa ha bisogno di un’ecologia di buon senso. Un’ecologia che protegga l’acqua, il paesaggio e la salute delle persone, ma che al tempo stesso non distrugga la propria industria e non renda la vita più cara. Non vogliamo un’Europa fatta di statistiche pulite e fabbriche vuote. Vogliamo un’Europa che sappia proteggere la natura e il suo futuro economico», afferma Filip Turek, commissario governativo per la politica climatica e il Green Deal.

“Ad esempio, la Repubblica Ceca non concorda con l’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 delle automobili entro il 2035, ma al contempo è necessario affrontare l’obiettivo per il 2030. Senza un adeguamento, che includa le flessibilità proposte, l’industria automobilistica europea rischia sanzioni multimiliardarie. Invece di investire nello sviluppo tecnologico, comprometteremmo la competitività del settore, che rappresenta oltre l’8% del PIL e circa 13,5 milioni di posti di lavoro nell’Unione Europea. Come paese produttore, potremmo diventare solo un mercato per veicoli importati, il che indebolirebbe significativamente la nostra economia. Nessuna persona di buon senso è contraria a trasporti più puliti. Il problema inizia quando l’Europa, invece di sostenere l’innovazione, comincia a dettare a persone e imprese quale tecnologia possono utilizzare. L’elettromobilità deve avere il suo posto, ma non deve diventare un obbligo politico”, commenta il rappresentante del governo.

Alla fine del 2025, la Commissione europea ha presentato un pacchetto di misure per l’industria automobilistica. L’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO₂ per le autovetture entro il 2030 rimane fissato al -55%, mentre per i furgoni si propone una riduzione dal -50% al -40%. A partire dal 2035, i produttori dovranno ridurre le emissioni del 90%, compensando in parte tale riduzione con l’utilizzo di acciaio a basse emissioni di carbonio, carburanti elettronici o biocarburanti. La revisione mira a garantire maggiore flessibilità e neutralità tecnologica.

Per la Repubblica Ceca, è fondamentale calcolare la media degli obiettivi di riduzione delle emissioni su un quinquennio, ovvero tra il 2028 e il 2032, e mantenere l’attuale metodo di calcolo delle emissioni per i veicoli ibridi plug-in fino a quando non saranno disponibili dati affidabili derivanti dal loro utilizzo in condizioni reali. La Repubblica Ceca sostiene inoltre il riconoscimento dei vantaggi derivanti dai carburanti rinnovabili, dai biocarburanti sostenibili e da altre tecnologie a basse emissioni che soddisfano i requisiti della Direttiva RED III.

Norme poco chiare in materia di imballaggi: la Repubblica Ceca mette in guardia contro gli aumenti dei prezzi e chiede ulteriori interventi.

La Repubblica Ceca ha espresso preoccupazione in seno al Consiglio Ambiente per le ambiguità nell’attuazione del nuovo Regolamento sugli imballaggi (PPWR). Anche Bulgaria, Italia, Lettonia, Polonia, Slovenia, Slovacchia e Romania hanno condiviso le sue riserve. Il regolamento entrerà in vigore ad agosto e interesserà un’ampia gamma di aziende: tutte le entità che si occupano di imballaggi, forniscono imballaggi o prodotti imballati al mercato. Si tratta di produttori, importatori, commercianti, negozi online, aziende alimentari, hotel, ristoranti, produttori di imballaggi e aziende di logistica.

“Le modifiche previste ambiscono a riguardare l’intero ciclo di vita degli imballaggi, non solo il loro riciclo. Il problema, tuttavia, è che mancano ancora norme chiare e uniformi, così come la loro interpretazione. Le aziende dovranno quindi decidere su investimenti significativi senza sufficiente certezza giuridica. Inoltre, l’introduzione di nuovi requisiti non sarà economica: per l’intera UE si tratterà di miliardi di euro. Secondo le stime basate sull’analisi d’impatto della Commissione europea, i costi potrebbero riflettersi in un aumento della spesa delle famiglie di circa 160 euro”, afferma il Commissario Turek.

L’incertezza riguarda in particolare i settori dell’etichettatura degli imballaggi, della riciclabilità e delle norme per i test sulle sostanze che vengono a contatto con gli alimenti (PFAS). Ciò aumenta il rischio di approcci di attuazione differenti da parte degli Stati membri, che potrebbero compromettere il funzionamento del mercato interno. La Repubblica Ceca ritiene necessario un approccio realistico all’attuazione del regolamento e, insieme agli Stati membri associati, invita la Commissione a fornire un’interpretazione chiara e uniforme del regolamento e a finalizzare rapidamente le norme di attuazione.

Gestione delle risorse idriche

Uno dei temi principali dell’incontro è stata anche la resilienza idrica dell’UE. La strategia dell’UE per la resilienza idrica, pubblicata dalla Commissione europea un anno fa, risponde agli impatti dei cambiamenti climatici, come siccità, inondazioni o scarsità d’acqua, e mira a garantire acqua di qualità sufficiente entro il 2050.

La Repubblica Ceca ha sottolineato l’importanza della gestione strategica delle risorse idriche, della ritenzione idrica nel paesaggio, del ripristino dei terreni post-minerari e dell’ulteriore sviluppo delle infrastrutture di gestione idrica. A nostro avviso, anche gli impianti idrici e le centrali idroelettriche a pompaggio svolgono un ruolo importante, contribuendo all’accumulo di energia.

A margine della riunione, si è svolto un momento di coordinamento tra 13 Stati membri, tra cui la Repubblica Ceca, in merito alla prossima revisione del sistema EU ETS, che la Commissione europea presenterà a luglio.

ČR na Radě ENVI v Lucemburku žádala změnu emisních norem pro auta i vyjasnění nových pravidel pro obaly

Změna emisních cílů pro automobily, úprava nových pravidel pro obaly nebo otázka vodní bezpečnosti. To jsou hlavní témata, která prosazovala Česká republika na jednání ministrů životního prostředí EU ve čtvrtek 25. 6. v Lucemburku. Delegaci ČR na zasedání Rady vedli vládní zmocněnec pro klimatickou politiku a Green Deal Filip Turek a náměstek Ivo Marcin.

„Neodmítáme ochranu životního prostředí, odmítáme špatná řešení. Evropa potřebuje ekologii zdravého rozumu. Takovou, která chrání vodu, krajinu a zdraví lidí, ale zároveň neničí vlastní průmysl a nezdražuje lidem život. Nechceme Evropu čistých statistik a prázdných továren. Chceme Evropu, která umí chránit přírodu i svoji ekonomickou budoucnost,” říká Filip Turek, vládní zmocněnec pro klimatickou politiku a Green Deal.

„Česká republika například nesouhlasí s cílem snižování emisí CO2 u automobilů pro rok 2035, zároveň je ale potřeba řešit už cíl pro rok 2030. Bez jeho úpravy, včetně navrhovaných flexibilit, hrozí evropskému autoprůmyslu mnohamiliardové sankce. Místo investic do technologického vývoje bychom podkopali konkurenceschopnost odvětví, které představuje přes 8 % HDP a přibližně 13,5 milionu pracovních míst v Evropské unii. Z místa výroby bychom se mohli stát pouze trhem pro dovážená vozidla, což by výrazně oslabilo naši ekonomiku. Nikdo rozumný není proti čistší dopravě. Problém začíná ve chvíli, kdy Evropa místo podpory inovací začne lidem a firmám diktovat, jakou technologii smějí používat. Elektromobilita má mít své místo, ale nesmí se z ní stát politická povinnost,” komentuje vládní zmocněnec.

Evropská komise na konci roku 2025 představila balíček pro automobilový průmysl. Cíl snížení emisí CO₂ u aut do roku 2030 zůstává na -55 %, u dodávek se navrhuje zmírnění z -50 % na -40 %. Od roku 2035 by výrobci měli snížit emise o 90 %, přičemž část mohou kompenzovat využitím nízkouhlíkové oceli, e-paliv nebo biopaliv. Revize má přinést větší flexibilitu a technologickou neutralitu.

Pro Českou republiku je klíčové pětileté průměrování emisních cílů v letech 2028–2032 a zachování současného způsobu výpočtu emisí u plug-in hybridů, dokud nebudou k dispozici spolehlivá data z jejich reálného provozu. ČR zároveň podporuje uznání přínosu obnovitelných e-paliv, udržitelných biopaliv a dalších nízkoemisních technologií, které splňují požadavky směrnice RED III.

Nejasná pravidla u obalové legislativy – ČR varuje před zdražením a vyzývá k dopracování

Česká republika na Radě pro životní prostředí upozornila na nejasnosti při zavádění nového nařízení o obalech (PPWR). K jejím výhradám se připojily také Bulharsko, Itálie, Lotyšsko, Polsko, Slovinsko, Slovensko a Rumunsko. Nařízení začne platit už od srpna a dotkne se širokého okruhu firem – všech subjektů, které nakládají s obaly, dodávají na trh obaly nebo balené výrobky. Od výrobců a dovozců přes obchodníky a e-shopy až po potravinářské podniky, hotely, restaurace, výrobce obalů a logistické společnosti.

„Chystané změny mají ambici řešit celý životní cyklus obalů, nejen jejich recyklaci. Problém ale je, že dosud neexistují jasná a jednotná pravidla ani jejich výklad. Firmy tak musí rozhodovat o významných investicích bez dostatečné právní jistoty. Zavedení nových požadavků navíc nebude levné – v součtu za celou EU půjde o miliardy eur. Podle odhadů vycházejících z analýzy dopadů Evropské komise by se náklady mohly promítnout do zvýšení výdajů domácností přibližně o 160 eur,” říká zmocněnec Turek.

Nejistota se týká zejména oblasti označování obalů, recyklovatelnosti a pravidel pro testování látek, které přicházejí do styku s potravinami (PFAS). Tím roste riziko rozdílného přístupu členských států k implementaci, což může narušit fungování vnitřního trhu. ČR se domnívá, že je potřeba přijmout realistický přístup k implementaci nařízení a spolu s připojenými členskými státy vyzývá Komisi k jeho jasnému a jednotnému výkladu a k urychlenému dopracování implementačních pravidel.

Hospodaření s vodou

Jedním z hlavních témat jednání byla také vodohospodářská odolnost EU. Strategie EU pro vodohospodářskou odolnost, kterou Evropská komise zveřejnila před rokem, reaguje na dopady klimatické změny, jako jsou sucho, povodně nebo nedostatek vody, a usiluje o zajištění dostatku kvalitní vody do roku 2050.

Česká republika zdůraznila význam strategické správy vodních zdrojů, zadržování vody v krajině, obnovy území po těžbě a dalšího rozvoje vodohospodářské infrastruktury. Důležitou roli podle nás hrají také vodní díla a přečerpávací elektrárny, které pomáhají s akumulací energie.

Na okraj zasedání se uskutečnila koordinace 13 členských států včetně ČR k připravované revizi systému EU ETS, kterou Evropská komise představí v červenci.


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