Il Papa celebra con 34 cardinali i funerali di Camillo Ruini in San Pietro: “Ha servito il Vangelo”


Papa Leone è nella Basilica di San Pietro per presiedere alle esequie del cardinale Camillo Ruini, morto martedì all’età di 95 anni. Nella Basilica vaticana diverse le personalità presenti, tra cui il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano. Con Prevost, ci sono 34 cardinali concelebranti. Il rito delle esequie si tiene all’Altare della Cattedra di San Pietro.

Il Pontefice lo ha ricordato ieri esprimendo “gratitudine al Signore per il dono di questo stimato uomo di Chiesa, che visse con generosità il suo ministero”.

Leone XIV, in un telegramma alla Diocesi di Roma, definisce Ruini “esperto e saggio fratello, corroborato da fede profonda, acuta intelligenza e sguardo lungimirante, che ha servito con discrezione e abnegazione il Vangelo e la Chiesa, penso al suo proficuo lavoro per la Conferenza episcopale italiana e per un fecondo dialogo con il mondo della cultura”.

Leone XIV: “Fu pastore saggio e sollecito”

Il cardinale Camillo Ruini fu “pastore saggio e sollecito del gregge di Cristo” che “per molti anni ha servito la Chiesa svolgendo con la stessa dedizione sia gli incarichi più umili sia quelli più gravidi di responsabilità che il Signore ha voluto affidargli, come sacerdote, vescovo e cardinale: nell’insegnamento, nello studio e nell’approfondimento teologico, nel servizio pastorale, nell’animazione giovanile, nell’ambito culturale, nella cura del laicato e delle vocazioni, nell’esercizio dell’autorità”. Così Papa Leone XIV ha descritto il porporato scomparso il 16 giugno scorso, nel corso della sua omelia funebre. Un pastore, Ruini, ha poi detto il Papa, al quale “moltissimo gli deve la Chiesa in Italia, che ha servito per circa diciassette anni come Presidente della Conferenza Episcopale – ha ricordato il Pontefice – come pure la Diocesi di Roma, in cui per altrettanto tempo ha svolto il ministero di Vicario del Santo Padre”.

Filosofo, teologo, notato da San Giovanni Paolo II

Il cardinale Ruini, storico Presidente della Cei, è deceduto martedì sera. Teologo di formazione e pastore di lungo corso, ha occupato un ruolo centrale nel periodo del Pontificato di San Giovanni Paolo II, contribuendo in modo decisivo a ridefinire la  presenza pubblica dei cattolici nella società italiana.

Ruini nacque a Sassuolo (Modena) nel 1931. Dopo gli studi nel seminario diocesano, proseguì la formazione teologica a Roma, alla Pontificia Università Gregoriana, dove  si laureò in filosofia e teologia. Venne ordinato sacerdote nel 1954, iniziando un intenso percorso accademico e pastorale, che lo portò all’insegnamento di filosofia e teologia nei seminari.

Negli anni della maturità ecclesiale, entra nel corpo episcopale e viene nominato vescovo ausiliare di Reggio Emilia nel 1983. Successivamente, assume incarichi di crescente rilievo fino alla nomina nel 1986 a segretario della Conferenza Episcopale Italiana di cui assumerà la presidenza nel 1991, incarico che ricoprirà per 16 anni, diventando anche vicario generale del Papa per la Diocesi di Roma.

Cardinale Camillo Ruini (ansa)

La sua affermazione all’interno dell’episcopato avviene già negli anni della maturità. In quella fase emerge per capacità organizzativa e visione ecclesiale, tanto da essere coinvolto nella preparazione del Convegno ecclesiale di Loreto del 1985. Quel passaggio viene spesso ricordato come un momento chiave per il rilancio del protagonismo dei cattolici italiani nel mondo sociale e culturale, in sintonia con l’indirizzo pastorale di Giovanni Paolo II. Fu allora, insomma, che il Papa polacco lo notò e lo volle accanto a sé nella guida della Diocesi di Roma.

Negli anni successivi Ruini diventa presidente della CEI, assumendo un ruolo che va oltre la dimensione strettamente ecclesiastica. La sua leadership si caratterizza per una forte attenzione alla presenza pubblica della Chiesa, soprattutto sui temi etici e antropologici. In questo contesto elabora e promuove con forza l’idea dei cosiddetti “valori non negoziabili”, riferiti in particolare alla difesa della vita, della famiglia e della libertà educativa.

Dopo il 2005, con il progressivo ritiro dalle posizioni di vertice e raggiunta l’età avanzata, la sua presenza nel dibattito pubblico si è gradualmente ridotta.

cardinal Ruini

cardinal Ruini (tg2)

Tajani: “Figura autorevole della Chiesa, un grande italiano”

“Apprendo con grande dispiacere della scomparsa del cardinale Camillo Ruini. Figura autorevole della Chiesa, prima da Segretario generale e poi come presidente della CEI. Strenuo difensore dei valori tradizionali, è stato un prezioso interlocutore della politica e delle Istituzioni. Un grande italiano. Lo ringrazio per la sua opera cristiana. Che riposi in pace” scrive, in un post su X, il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

 

La Russa: “Difensore della testimonianza cristiana come leva per intera società”

“Nell’apprendere con sincera e profonda commozione la notizia della scomparsa del cardinale Camillo Ruini, esprimo gratitudine e riconoscimento per il suo ruolo di guida spirituale e  pastorale, sempre vicino alla gente e al popolo italiano. Attento alle donne e agli uomini che vivevano nelle difficoltà della vita vera, il cardinale Ruini è stato un appassionato difensore della testimonianza cristiana come punto di leva per l’intera società civile e le istituzioni democratiche. Alla Chiesa italiana e ai familiari il cordoglio mio personale e del Senato della Repubblica” dichiara Ignazio La Russa, presidente di Palazzo Madama.

 

Cardinale Zuppi: “Raccogliamo la sua eredità: Cercare la verità che è Cristo

“Ci raccogliamo in preghiera e affidiamo alla misericordia del Padre il Cardinale Camillo Ruini, che il Signore ha chiamato a sé. Lo ricordiamo con riconoscenza per la vita spesa al servizio del Vangelo, della Chiesa di Roma e della Conferenza Episcopale Italiana” dice il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, ricorda Ruini.


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