Mini trasmettitori sui piccoli di tartarughe marine


Dopo la sperimentazione avviata lo scorso anno, che ha segnato la prima sperimentazione in Italia con trasmettitori satellitari e test sul nuoto per proteggere le tartarughe marine (caretta caretta) del Mediterraneo, il progetto Life Turtlenest, cofinanziato dall’Unione Europea e coordinato da Legambiente, è tornato nelle acque di Ventotene con la liberazione di giovani esemplari che saranno monitorati tramite trasmettitori satellitari miniaturizzati ultra leggeri alimentati a energia solare.

I dispositivi, grandi quanto una moneta e dal peso inferiore ai 3 grammi, meno dell’1% del peso corporeo delle tartarughe, consentiranno di seguire gli spostamenti in mare degli esemplari allevati presso il Centro Ricerche Tartarughe Marine del Turtle Point di Portici (NA) della Stazione Zoologica Anton Dohrn.

Preparate al rilascio attraverso sessioni di nuoto

In particolare, sono stati rilasciati 20 piccoli post-hatchling, di cui 10 dotati di microtag satellitari, per seguire gli spostamenti delle tartarughe nelle prime fasi della loro vita marina, per valutare la sopravvivenza e contribuire all’individuazione delle aree nursery del Mediterraneo occidentale.

Le tartarughe provengono da 7 nidi della Campania, schiusi tra 19 settembre e 5 ottobre 2025. Hanno già raggiunto un peso medio di circa 1 kg e, nelle ultime settimane, sono state preparate al rilascio attraverso sessioni di nuoto in un piccolo canale contro corrente, utile a valutare l’effetto del microtag satellitare sulla loro capacità di nuoto e relativo consumo energetico.

«Il nostro obiettivo principale è garantire il mantenimento in condizioni ottimali e adeguate alla specie, che consenta lo sviluppo delle giovani tartarughe nel pieno rispetto del loro benessere. Il successo del nostro programma di head-starting si è evidenziato quest’anno in un tasso di crescita più elevato e in un comportamento generalmente socievole, privo di interazioni aggressive» spiega Andrea Affuso, Primo Tecnologo e coordinatore del Turtle Point di Portici.

La vasca di grandi dimensioni, dotata di un impianto di ricircolo dell’acqua dedicato, dove sono cresciute le piccole tartarughe marine. © Legambiente / Life Turtlenest

Una vasca di grandi dimensioni

Una delle principali novità di quest’anno riguarda le modalità di alloggiamento e accudimento: i piccoli sono stati ospitati in un’unica vasca di grandi dimensioni, dotata di un impianto di ricircolo dell’acqua dedicato.

Inoltre, sono stati introdotti arricchimenti per rendere l’ambiente più attrattivo, offrendo allo stesso tempo piccoli rifugi nella vasca condivisa ed è cambiata la modalità di somministrazione dell’alimento, offerto in maniera controllata, ma non individuale, nell’intento di favorire lo sviluppo di quei comportamenti competitivi che saranno utili al momento del ritorno alla vita selvatica.

trasmettitori su tartarughe marine
trasmettitori su tartarughe marine

Tartarughe “atlete”

Tra le attività di monitoraggio più rilevanti figurano i test di nuoto controllato. Già nel 2024, a partire dal secondo mese di vita, i giovani esemplari sono stati inseriti in un mini canale sperimentale con corrente a 8 cm/sec per 30 minuti al giorno. I ricercatori hanno monitorato la frequenza respiratoria, la durata del nuoto continuo e la forza esercitata.

Quest’anno è seguita una nuova fase di osservazione controllata per verificare l’impatto energetico dei trasmettitori satellitari: le tartarughe, raggiunti un peso medio di 800 g, hanno nuotato in un nuovo canale con corrente a 13 cm/sec senza e con il tag satellitare, per accertare che l’applicazione dei microtag non comprometta la capacità di movimento.

Grazie a un sistema di respirometria è stato possibile di registrare il consumo di ossigeno durante delle tartarughine mentre nuotavano per verificare che non aumenta il loro consumo energetico quando portano il tag sul loro guscio.

 

L’iniziativa si inserisce nel progetto LIFE TURTLENEST, cofinanziato dall’Unione Europea e coordinato da Legambiente, che punta alla conservazione della specie e alla riduzione dell’impatto antropico nei siti di nidificazione del Mediterraneo occidentale.

 

Bene, sei arrivato fino alle fine: significa che ami la Natura, proprio come noi.
Se non vuoi
perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.

Abilitare javascript per effettuare correttamente l’iscrizione

function formFeedback(tpye, message)
var showResponse = document.getElementById(“nl-response”);
showResponse.innerHTML = “

” + message + “

“;
showResponse.classList.add(type);
showResponse.style.display = “block”;
setTimeout(function ()
showResponse.innerHTML = “”;
showResponse.classList.remove(type);
showResponse.style.display = “none”;
, 6000);

document.addEventListener(“DOMContentLoaded”, function ()
document.getElementById(“nl-form”).addEventListener(“submit”, function (event) email.indexOf(“@”) === -1 );
);

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com

L’articolo Mini trasmettitori sui piccoli di tartarughe marine sembra essere il primo su La Rivista della Natura.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Redazione

Source link

Di