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Francesco Letizia, giornalista di Sportitalia, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l’unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
Chi ha scelto Amorim?
“Amorim l’ha scelto Cardinale. L’ha scelto Cardinale ovviamente consigliandosi anche con i vari direttori sportivi che ha intervistato e che ha ritenuto all’altezza. La scelta però rimane in capo alla proprietà e chi arriverà, chiunque sia in questo momento, non ve lo sappiamo dire, verrà selezionato anche per l’idea di calcio compatibile rispetto ad Amorim. È un po’ una stranezza rispetto a quanto si fa di solito, però bene o male la filosofia comune dovrebbe essere una garanzia sotto questo punto di vista. Nel senso che se prendi un allenatore giovane e offensivo non prenderai un direttore sportivo che comincia a fare una squadra di catenacciari.”
Il tema Allegri-Napoli è molto delicato. Allegri e il suo entourage si stanno interfacciando con qualcuno per la risoluzione? Oppure bisogna aspettare novità sull’assetto dirigenziale prima dell’addio?
“Mi permetto, senza mancare di rispetto a nessuno, di dire che la giustificazione secondo cui Allegri non risolve il contratto perché non c’è nessuno con cui parlare non è vera. Massimo Calvelli ha le deleghe di amministratore delegato, il presidente Scaroni è sempre in carica e se non ci fosse nessuno che può risolvere il contratto di Allegri non ci sarebbe stato nessuno neanche che poteva assumere Amorim. Questa è la dimostrazione che è una spiegazione di comodo dell’entourage di Allegri. La verità è semplicemente che Allegri, in quanto esonerato, vorrebbe una buonuscita, una buonuscita che il Milan non ritiene di conferire nel momento in cui Allegri ha già una nuova squadra. O perlomeno si può ragionare su un’entità molto ridotta, cioè al massimo sulla differenza dei due ingaggi. Altrimenti Allegri, cosa che non penso succeda, rimane a libro paga del Milan. Quando nel 2019 il Milan esonerò Marco Giampaolo, voleva prendere Luciano Spalletti, ma l’Inter non voleva pagare la buonuscita a Spalletti. Spalletti rimase sotto contratto con l’Inter e il Milan dovette prendere Stefano Pioli. Non è che perché vieni esonerato hai automaticamente diritto ad avere tutti i soldi e puoi andartene anche dove vuoi tu. Altrimenti il Milan risponde: va bene, io ti pago, ma tu al Napoli non ci vai. Sarebbe paradossale. Alla fine servirà buonsenso da parte di Allegri, che però al momento ancora non ha mostrato.”
Quando Allegri è arrivato al Milan eravate convinti che avrebbe giocato a quattro dietro? Esiste il rischio che a Napoli possa cambiare ancora sistema e passare al 3-5-2?
“La mia sensazione è che Allegri, prima di decidere come giocherà, voglia vedere la squadra. Magari oggi pensa di giocare a tre e poi arriva al primo giorno di raduno e dopo una settimana gioca a quattro, o viceversa. Al Milan ha fatto esattamente così. A Napoli non so quanto voglia sfruttare il lavoro degli ultimi anni e quanto invece voglia impostarne uno nuovo. Ho l’impressione che Allegri sia uno che, se si trova un lavoro già ben avviato, abbia tutto l’interesse di portarlo avanti senza stravolgere chissà che cosa. Non è uno che ha un credo tattico così forte, non è Sarri per intenderci. Se fosse arrivato Sarri sapevamo già tutti come avrebbe giocato. Allegri è uno che valuta l’opportunità, valuta l’occasione e valuta il minor margine di rischio possibile. Tant’è che il Milan aveva finito la stagione precedente a tre con Conceição e non è un caso che l’abbia ricominciata a tre con Allegri.”
Se non si dovesse arrivare a un accordo per la risoluzione, è percorribile la strada delle dimissioni e di un eventuale contenzioso legale?
“Devono trovare un accordo. Per questo vi parlo di consenso. Perché anche il discorso delle dimissioni e dell’andare poi per vie legali è delicato. A quel punto potrebbe andare per vie legali anche il Milan, perché non ti puoi dimettere da un incarico per poi andare a fare lo stesso lavoro in una diretta concorrente il giorno dopo. Il fatto che tu venga esonerato o meno non implica la sospensione del rapporto di lavoro. La cosa che mi fa strano è che quando i club esonerano un allenatore, gli allenatori vogliono fino all’ultimo euro. Quando invece vogliono trovare un’altra squadra o hanno un’altra offerta, pensano di avere il diritto di stracciare i contratti da un giorno all’altro. Non funziona così. Ci deve essere sempre un benestare del club. Lo dimostra anche la vicenda del direttore sportivo dell’Eintracht Francoforte: se aveva un contratto e l’Eintracht diceva di no, lui non poteva semplicemente andarsene al Milan. Lo stesso vale per Allegri. Il fatto che sia stato esonerato cambia poco: ha ancora un anno di contratto ed è un dipendente del Milan. Se tra una settimana il Milan decidesse di richiamarlo, Allegri sarebbe tenuto a presentarsi. Per questo penso che la soluzione più normale sia trovare un accordo, chiudere il contratto senza pretendere cifre esagerate e consentire a tutti di andare avanti.”
Passando al mercato: Rabiot accetterebbe volentieri di tornare a lavorare con Allegri. Il Milan lo cederebbe?
“È presto. Rabiot sta dimostrando tutto il suo valore già dalla prima partita del Mondiale. È un giocatore forte, per me è stato il miglior giocatore dell’ultima stagione del Milan insieme a Pavlovic. Da una parte vi dico che il Milan un giocatore così forte se lo vorrebbe tenere. Dall’altra bisogna sempre tenere presente di chi parliamo. Rabiot l’anno scorso, per andare via dal Marsiglia, ha litigato pesantemente con un compagno. Vuoi tenere in squadra uno che pur di andare via fa di tutto per andarsene? Evidentemente no. Anche qui servirà buonsenso. Il Milan parlerà con Rabiot e se lui vorrà davvero andare al Napoli bisognerà sedersi e trovare un accordo. Magari questi affari sono più facili da fare con una contropartita tecnica. Perché io mi prendo il rischio che Rabiot a Napoli faccia benissimo, ma anche il Napoli deve prendersi il rischio di cedere un giocatore che magari al Milan può fare bene. È più facile trovare un accordo così che sulla cifra. Perché il Napoli può dirti: ‘Tu l’hai preso praticamente a zero, io ti do dieci’. E il Milan può rispondere: ‘Ma come fai a darmi dieci per il titolare della Francia? Ne voglio trenta’.”
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