30 anni di Area Spa, l’azienda di cyber intelligence ormai strategica per il Paese



Trent’anni si possono festeggiare in molti modi. Area Spa, azienda di cyber intelligence con sede a Vizzola Ticino, ha scelto quello forse più impegnativo: una giornata di confronto pubblico, intitolata «Pensare insieme il futuro. Dialoghi sulle prossime sfide», ospitata nella sede dell’azienda all’MXP Business, a un passo da Malpensa. Una scelta di metodo, prima ancora che di contenuto: aprirsi all’esterno invece di celebrarsi, mettendo attorno allo stesso tavolo parlamentari, ambasciatori, magistrati, accademici, amministratori locali e imprese, con la regia della giornalista Rai Ilenia Petracalvina.

Galleria fotografica

I 30 anni di Area Spa 4 di 30

Da una stanza a Varese a 250 dipendenti

La storia di Area comincia quasi per caso. Andrea Formenti e l’amico Davide Perteghella, appena iscritti all’università, vengono chiamati dall’Istituto Tecnico di Tradate per alcune supplenze, in anni in cui mancavano ingegneri laureati disposti a insegnare nelle scuole tecniche. Lì si conoscono e sviluppano i primi programmi per l’automazione industriale; pochi anni dopo nasce l’idea di mettersi in proprio.

«Il 29 febbraio 1996 abbiamo costituito Area Varese. Eravamo senza una sede: la prima è stata una stanza del mio appartamento a Varese», ha ricordato Formenti. Da quella stanza l’azienda è cresciuta fino agli attuali 250 dipendenti, 14 sedi in Italia e due all’estero, trasformandosi da società di ingegneria che faceva esclusivamente software in uno dei nomi italiani della cyber intelligence. A fare gli onori di casa, insieme a Formenti, la presidente Paola Poggianella e tutta la squadra di Area Spa.

Generico 15 Jun 2026

Il convegno come «vademecum» per le imprese

Il senso dei sei argomenti scelti, apparentemente slegati tra loro, lo ha spiegato lo stesso fondatore: rappresentano una sorta di vademecum per qualsiasi azienda di oggi. Guardare all’esterno e provare a prevedere i grandi cambiamenti, geopolitici e tecnologici, perché «l’esterno è il naturale mercato di sbocco più ampio» ma è anche la fonte degli approvvigionamenti, come hanno insegnato le recenti crisi delle catene di fornitura. E poi lavorare sul territorio, fare sistema con le istituzioni e con le scuole, dalle medie agli ITS, dalle università alla ricerca, sui temi strategici delle infrastrutture e della sovranità digitale. L’obiettivo dichiarato, ha detto Formenti, è contribuire a creare «consapevolezza»: solo dalla consapevolezza nasce la conoscenza, e solo allora si possono prendere le decisioni giuste, invece di decidere in modo reattivo.

Sei dialoghi sul futuro

La giornata si è articolata in sei sessioni. Dopo l’apertura affidata in collegamento al viceministro alle Imprese e al Made in Italy Valentino Valentini, il primo dialogo, su sicurezza globale e cyber intelligence, ha messo a fuoco lo scenario geopolitico — dalla fine dell’unipolarismo all’intelligenza artificiale come arma a doppio taglio — con il senatore Alessandro Alfieri, l’ambasciatore Aldo Amati, lo storico Virgilio Ilari e il generale Leonardo Tricarico. Il secondo, dedicato alla città smart e alla sicurezza, ha visto a confronto la vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo e i sindaci di Varese e Busto Arsizio, Davide Galimberti ed Emanuele Antonelli, con Regione e Parlamento, attorno al difficile equilibrio tra videosorveglianza, dati e privacy.

Intelligenza artificiale, deterrenza, cybersorveglianza: da Vizzola Ticino la nuova mappa delle minacce globali

Sicurezza e privacy nelle città smart: videosorveglianza e intelligenza artificiale al servizio delle amministrazioni locali

Il terzo dialogo, sulla sovranità tecnologica, ha offerto forse la fotografia più concreta: il consigliere delegato di Area Alessandro Mistò ha scomposto la filiera digitale anello per anello, mostrando quanto Italia ed Europa dipendano da Cina e Stati Uniti, dalle materie prime fino ai modelli di IA, e concludendo che l’autonomia è perseguibile solo su scala europea.

Intelligenza artificiale, deterrenza, cybersorveglianza: da Vizzola Ticino la nuova mappa delle minacce globali

Il quarto, su sicurezza e privacy nelle intercettazioni, ha portato dentro «il dibattito nazionale» — come ha osservato l’onorevole Andrea Pellicini — il tema del bilanciamento tra capacità di indagine e tutela della riservatezza, anche alla luce delle riforme in corso e delle potenzialità dell’intelligenza artificiale. Nel pomeriggio gli ultimi due appuntamenti, su innovazione e infrastrutture digitali e sulla formazione in Italia per il settore tech, prima della chiusura affidata alla sottosegretaria all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti.

Intercettazioni e privacy nell’era dell’IA: “Non scegliere tra sicurezza e libertà, ma garantirle entrambe”

Cyber intelligence, il confronto con Palantir

In un settore in cui i riferimenti sono colossi americani come Palantir, Area si presenta come una delle «punte di eccellenza» italiane. Formenti conosce bene quel mondo: Palantir, ha spiegato, è l’esempio più visibile di un approccio strategico che ha alle spalle una superpotenza e un intero «sistema Paese». La capacità tecnologica e di ricerca pura, ha aggiunto, non mancherebbe a un Paese come l’Italia; ciò che serve è una visione strategica a monte e, soprattutto, un respiro europeo, «proprio perché il mondo va in questa direzione» e la globalizzazione, almeno nella forma che conoscevamo, sembra ormai alle spalle. La convinzione di fondo è che il potenziale, nazionale ed europeo, sia ancora largamente inespresso.

Generico 15 Jun 2026

Trent’anni dopo quella stanza a Varese, insomma, il messaggio che Area ha voluto lanciare dal suo quartier generale alle porte di Malpensa è meno un bilancio e più un punto di partenza: pensare insieme — istituzioni, imprese, ricerca — le sfide che verranno. Con quello che il logo dei trent’anni sintetizza in due parole: «intelligence mindset».





#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 

Source link

Di