Il viaggio non è più soltanto uno spostamento da un luogo all’altro, ma un’occasione di gratificazione personale, nella quale anche il momento dell’acquisto assume un valore esperienziale. È questo il quadro che emerge dai nuovi dati della ricerca “Il Travel Retail in Italia: numeri chiave, tendenze e ruolo per il sistema Paese”, realizzata da Nomisma per ATRI, Associazione Travel Retail Italia, che delinea il profilo del nuovo consumatore italiano negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie e nelle aree di servizio.
Secondo l’indagine, il 57% degli italiani ha intenzione di concedersi un viaggio speciale nel 2026, confermando come le esperienze e il benessere personale siano diventati una priorità nelle scelte di consumo. In questo contesto, lo shopping in viaggio assume una valenza emotiva: nel 25% dei casi l’acquisto viene effettuato principalmente per il piacere personale e per concedersi una gratificazione.
La ricerca evidenzia inoltre come il desiderio di vivere esperienze di qualità rappresenti oggi uno dei principali motori della spesa. Il 64% degli intervistati dichiara infatti di voler investire soprattutto nel trascorrere tempo con amici e familiari, mentre il 55% indica viaggi e vacanze come una delle priorità assolute di spesa.
Questa evoluzione delle abitudini si riflette su un settore che attraversa una fase di forte espansione. Il travel retail italiano ha generato nel 2025 un fatturato diretto di oltre 3,1 miliardi di euro, sostenuto dal transito di circa un miliardo di passeggeri negli hub nazionali, confermando il ruolo strategico del comparto per l’economia del Paese.
Cibo e bevande dominano gli acquisti in viaggio
Tra le categorie più acquistate, cibo e bevande mantengono saldamente la leadership. Il 45% degli italiani frequenta abitualmente bar e ristoranti all’interno di aeroporti, stazioni ferroviarie e aree di servizio durante gli spostamenti. Un dato che conferma come il consumo alimentare rappresenti una componente centrale dell’esperienza di viaggio.
Analizzando nel dettaglio le preferenze di acquisto, i prodotti alimentari rappresentano il 47% dello shopping totale effettuato in viaggio, soprattutto tra le donne e i consumatori con maggiore capacità di spesa.
Al secondo posto si collocano cosmetici e profumi, scelti dal 43% degli acquirenti. In questo segmento spiccano in particolare le donne, la generazione Z e i baby boomer, a testimonianza di un mercato trasversale che unisce esigenze di cura personale e acquisto impulsivo.
Molto rilevante anche il comparto dei souvenir e degli articoli da regalo, acquistati dal 42% dei viaggiatori, con una particolare predilezione da parte della generazione X. L’editoria continua invece a mantenere una sua nicchia significativa, coinvolgendo il 38% degli acquirenti, soprattutto tra i baby boomer.
Moda e accessori raccolgono il 26% delle preferenze e trovano il loro pubblico principale tra millennials e generazione Z, mentre il 25% dei consumatori acquista vini e alcolici, una categoria particolarmente apprezzata dai viaggiatori appartenenti alla generazione X e con redditi elevati.
La tecnologia, scelta dal 21% degli intervistati, resta invece un acquisto prevalentemente maschile e legato ai segmenti con maggiore capacità di spesa. Solo il 13% dichiara invece di acquistare prodotti strettamente funzionali al viaggio, segnale di come il travel retail stia sempre più assumendo una dimensione emozionale piuttosto che utilitaristica.
Millennials e generazione Z trainano lo shopping in movimento
Uno degli aspetti più interessanti della ricerca riguarda il profilo generazionale dei consumatori. Lo shopping in viaggio è infatti una pratica particolarmente diffusa tra le fasce più giovani della popolazione.
Il 56% dei millennials effettua acquisti abitualmente durante gli spostamenti, mentre la quota si attesta al 52% per la generazione Z. Percentuali nettamente superiori rispetto ai baby boomer, che si fermano al 45%, e alla generazione X, che raggiunge il 42%.
Dal punto di vista del genere emerge invece un sostanziale equilibrio: le donne rappresentano il 49% dei frequent consumer del travel retail, gli uomini il 47%.
Anche il profilo socioeconomico appare ben definito. Il 66% dei consumatori abituali appartiene infatti a una fascia di reddito elevata, mentre il 45% si colloca nel ceto medio. Un dato che conferma il posizionamento del travel retail come canale a elevato valore aggiunto e sempre più orientato verso prodotti premium e acquisti d’impulso ad alto contenuto emozionale.
Gardini: “Il travel retail è una vetrina d’eccellenza del sistema Paese”
“I dati emersi da questa parte della ricerca evidenziano un profilo sociologico e di consumo straordinario, che dimostra la vitalità e la centralità assoluta del nostro comparto nelle abitudini degli italiani”, afferma Stefano Gardini, presidente di ATRI.
“Siamo di fronte a un ecosistema che produce ricchezza, innovazione e occupazione a livelli competitivi molto elevati. I passeggeri continuano a premiare le nostre infrastrutture e la rete di 2.000 punti vendita gestiti dai nostri associati si conferma una delle vetrine d’eccellenza più dinamiche del sistema Paese. Una leadership consolidata che ci spinge a proseguire nel percorso di crescita e innovazione anche nei prossimi anni”.
L’identikit delineato dalla ricerca mostra dunque come il travel retail non sia più soltanto un canale distributivo legato agli spostamenti, ma un luogo di esperienza e di consumo sempre più centrale nelle abitudini degli italiani, soprattutto delle nuove generazioni, che associano il viaggio non solo alla destinazione finale, ma anche ai momenti vissuti lungo il percorso.
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Redazione Qualitytravel.it
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