A Villa Flaiani arte, inclusione e umanità nel segno del laboratorio della “Casetta” di Martinsicuro. Commovente la dedica del catalogo a Mimmo Minuto.
Grande partecipazione di pubblico nel pomeriggio di sabato 20 giugno nella blioteca comunale di Villa Flaiani di Alba Adriatica, dove è stata inaugurata la mostra “Nessuno è escluso dal cielo. Segni, visioni e libertà nel laboratorio di arti grafiche”, promossa e organizzata da Endeca | Agitatore Culturale ETS, con il patrocinio del Comune di Alba Adriatica e la collaborazione del Rotary Club Teramo Est, presieduto da Camillo Arcieri.
Le sale di Villa Flaiani si sono riempite di visitatori, curiosi, artisti, operatori culturali e cittadini che hanno voluto prendere parte a un evento capace di unire arte, sensibilità sociale e riflessione umana. Tra il pubblico erano presenti anche il maestro Duccio Di Monte e il fumettista Ulderico Fioretti, a testimonianza dell’interesse suscitato dall’iniziativa anche nel mondo artistico e culturale del territorio.
La mostra raccoglie una selezione di opere realizzate nel corso degli anni dai ragazzi dell’associazione La Via del Sole ODV, persone che convivono con disturbi della salute mentale e che hanno trovato nel laboratorio di arti grafiche della cosiddetta “Casetta” di Martinsicuro uno spazio di libertà, espressione e relazione.
Il laboratorio, attivo dal 2018, è coordinato dal maestro Maurizio Romani, pittore e incisore, che nel tempo ha saputo creare un ambiente fondato sull’ascolto e sulla piena autonomia espressiva dei partecipanti.
Ad aprire gli interventi istituzionali è stata la sindaca di Alba Adriatica Antonietta Casciotti, che ha sottolineato come la mostra rappresenti «un’esperienza umana e culturale che invita a riflettere sul valore dell’inclusione, della libertà espressiva e della dignità di ogni persona», ricordando come Villa Flaiani, nell’anno del settantesimo anniversario della città, si confermi luogo simbolico di incontro e crescita della comunità.
Particolarmente apprezzato anche l’intervento di Camillo Arcieri, presidente del Rotary Club Teramo Est, che ha ribadito l’importanza di sostenere iniziative capaci di generare inclusione e coesione sociale attraverso la cultura, sottolineando il valore della collaborazione tra associazioni, istituzioni e realtà del territorio.
Nel corso del vernissage si sono alternati gli interventi di Maurizio Romani, dello psicologo Giorgio Scaramucci, dello psichiatra Gianni Carusi, dei coordinatori dell’iniziativa Siriano Cordoni e Tito Rubini, oltre che di Rosalba Rossi, presidente di Endeca Agitatore Culturale.
Proprio Scaramucci ha raccontato il laboratorio come un luogo da osservare «in punta di piedi», un ecosistema delicato e prezioso nel quale la regola fondamentale è l’assenza di qualsiasi imposizione: nessuna tecnica obbligata, nessun modello da seguire, ma la possibilità per ciascuno di lasciare emergere il proprio universo interiore attraverso il segno e il colore. Un’esperienza che, come ha spiegato, permette di «abbassare il ponte levatoio» che spesso separa questi mondi dalla società, creando nuove occasioni di incontro e comprensione.
Il professor Tito Rubini ha invece posto l’accento sul valore della diversità come risorsa culturale e artistica, ricordando come l’arte più autentica nasca spesso lontano dai circuiti convenzionali e dai criteri estetici codificati. Le opere esposte, ha osservato, dimostrano come la creatività possa diventare uno strumento capace di spezzare il pregiudizio e costruire nuove forme di partecipazione sociale e culturale.
Molto significativa anche la riflessione dello psichiatra Gianni Carusi, che ha ripercorso la storia del laboratorio nato come esperienza riabilitativa e progressivamente trasformatosi in uno spazio di comunità aperto alla cittadinanza, dove la creatività diventa strumento di relazione, conoscenza di sé e benessere. Carusi ha ricordato come il clima di assoluta libertà garantito da Maurizio Romani abbia consentito ai partecipanti di esprimere vissuti, emozioni e immagini spesso difficili da comunicare con altri linguaggi.
Ma il momento più intenso e inatteso della serata è stato probabilmente quello dedicato alla presentazione del catalogo della mostra, curato dall’architetto Franco Mercuri, responsabile di Endeca | Agitatore Culturale ETS.
Franco Mercuri ha, infatti, all’insaputa di tutti dedicato il catalgo alla memoria di Mimmo Minuto, figura storica della cultura del territorio recentemente scomparsa.
«Questo catalogo – ha spiegato – è la prima pubblicazione realizzata dalla nostra associazione dopo la scomparsa di Mimmo Minuto. Mi è sembrato giusto dedicarla a un uomo, un amico, che ha dedicato l’intera vita alla Cultura, trasformando la cultura stessa in occasione di incontro tra persone, territori e sensibilità differenti».
La dedica riportata nell’ultima pagina del volume recita:
“A Mimmo Minuto, custode di libri, seminatore di incontri, animatore ed anima gentile della Cultura, che ha trasformato le parole in ponti tra le persone e i territori, lasciando un’eredità di pensiero, dialogo e umanità che continuerà a camminare con noi.”
Parole che hanno suscitato una profonda emozione tra i presenti e in particolare nell’assessore alla Cultura di Alba Adriatica Francesca Di Matteo, che ha ringraziato per quella che ha definito una dedica inattesa ma profondamente condivisa.
«Questa dedica – ha commentato visibilmente commossa – si sposa perfettamente con il senso di questa mostra e con il messaggio che essa porta con sé. Mimmo Minuto è stato davvero un costruttore di ponti tra persone e territori. Inoltre arriva in un momento particolarmente significativo, perché Alba Adriatica si appresta ad ospitare, tra pochi giorni, una nuova edizione di REFLEX, la rassegna culturale che proprio Mimmo aveva ideato e curato insieme al Comune e alla sua Associazione I Luoghi della Scrittura».
Dopo la presentazione, i numerosi visitatori hanno affollato gli spazi espositivi osservando con attenzione le opere esposte, soffermandosi a lungo davanti ai lavori realizzati dagli artisti della Casetta, in un clima di partecipazione e dialogo che ha confermato la riuscita dell’iniziativa.
La mostra resterà aperta fino al 22 agosto 2026 negli spazi della Biblioteca Comunale di Villa Flaiani.
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Redazione Abruzzo Popolare
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