“Garlasco è molto più di una vicenda giudiziaria. È una comunità viva che guarda al futuro”


Simone Molinari guida l’amministrazione comunale di Garlasco con l’obiettivo di valorizzarne l’identità, il tessuto economico e la qualità della vita dei cittadini.

In questa intervista rilasciata a Capitalist affronta il rapporto tra la città e il peso mediatico del delitto che l’ha resa nota a livello nazionale, raccontando una realtà diversa da quella spesso rappresentata nell’immaginario collettivo. Tra sviluppo economico, servizi alla persona, valorizzazione del territorio e sfide future, Molinari descrive una comunità che continua a investire sulle proprie eccellenze e sul proprio ruolo nel cuore della Lomellina.

A distanza di anni da una vicenda che ha inevitabilmente segnato il nome di Garlasco nell’immaginario collettivo nazionale, come vive oggi la città? Qual è il clima che si respira tra i cittadini?

La ringrazio molto per la domanda, perché ci tengo particolarmente a spiegare la vera essenza di Garlasco e dei suoi abitanti. Effettivamente, quando sono in altre zone d’Italia e mi presento come Sindaco di Garlasco, vengo regolarmente “aggredito” (in senso buono) dalle domande e dalla curiosità delle persone. In realtà, non mi stancherò mai di ripetere che la nostra cittadina è sempre stata molto tranquilla e vivibile, a metà strada tra la campagna e la città, vivace culturalmente ed attrattiva sia sotto un profilo commerciale, sia per gli eventi di intrattenimento, sia per i servizi erogati. La vicenda a cui lei si riferisce è stata un vero choc per tutti noi, assolutamente inaspettata e imprevedibile. L’interesse mediatico, a volte veramente “morboso”, che ne è conseguito ci ha presi alla sprovvista, sia come cittadini che come istituzioni. A distanza di 18 anni, posso dire che il trauma non è ancora stato riassorbito, a maggior ragione per il continuo e periodico accendersi dei riflettori su questa tragedia, rimasta uno dei casi più controversi di sempre.

Molti comuni investono sulla propria identità e sulle proprie eccellenze per attrarre visitatori e nuove opportunità economiche. Quanto è stato difficile per Garlasco costruire una narrazione diversa da quella legata ai fatti che l’hanno resa nota al grande pubblico?

In realtà, Garlasco è stata da sempre nota per “altro”, cioè per i locali da ballo e di spettacolo, i centri sportivi, i pub, il volontariato, il teatro, gli eventi, i centri commerciali. Pensi che ci definivano addirittura la “Las Vegas della Lomellina”. Lo sforzo per rilanciare la nostra immagine è sicuramente stato importante, continuando innanzitutto a valorizzare le peculiarità già presenti sul territorio ma anche ampliando le manifestazioni. Si pensi, per esempio, alle iniziative di animazione estiva del centro storico e a “Risomania”, evento che punta a valorizzare l’associazionismo, l’economia locale e le eccellenze della nostra agricoltura. Devo dire che tutte le nostre iniziative hanno riscosso e continuano a riscuotere un notevolissimo successo di pubblico. Questo ci conforta, perché significa che chi ci conosce continua ad apprezzare Garlasco. Forse è in altre parti d’Italia che l’immaginario collettivo si è costruito di Garlasco un’immagine “nera” che, però, assicuro non corrisponde assolutamente a quello che siamo.

Ritiene che l’attenzione mediatica che periodicamente torna ad accendersi sul caso abbia avuto ripercussioni sul commercio locale, sul valore degli immobili o sulla percezione esterna del territorio?

Non credo che l’attenzione mediatica abbia avuto ripercussioni di carattere economico sul territorio, che, comunque, è condizionato dagli effetti della crisi congiunturale generale che opera a livello nazionale. Il gravissimo danno che Garlasco ha avuto è sicuramente quello di immagine.

Come sta cambiando il tessuto produttivo di Garlasco? Ci sono settori che stanno crescendo e altri che invece stanno soffrendo maggiormente, e quali iniziative sta introducendo l’amministrazione per sostenere imprese e occupazione?

L’economia della nostra zona è da sempre stata prevalentemente agricola, con alcune importanti realtà industriali, ora purtroppo cessate, ed artigianali, delle quali diverse tuttora attive e fiorenti. Il tessuto produttivo, in passato, è stato particolarmente legato all’attività calzaturiera che aveva reso noto Vigevano, settore oggigiorno drasticamente ridotto. L’amministrazione si avvale di uno Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP) molto attivo e collaborativo anche con altri Comuni, perché riteniamo che “fare rete” sia la strategia vincente per il futuro dei piccoli e medi enti locali. Garlasco è anche capofila di un Distretto del Commercio che raccoglie otto Comuni e coordina progetti e strategie per ottenere finanziamenti regionali a sostegno del commercio locale. Abbiamo sul territorio estese aree private a destinazione urbanistica produttiva in corso di riqualificazione, che speriamo possano essere adeguatamente valorizzate, anche grazie alla vicinanza di importanti snodi stradali. Nell’ottica di una promozione ecologica, sul territorio comunale sono anche attivi impianti di produzione di energia da fonti alternative (idroelettrico, biogas).

Quali sono oggi le vere sfide economiche e sociali di Garlasco, al di là dell’etichetta che spesso le viene attribuita dai media nazionali?

Come dicevo prima, le sfide economiche più importanti derivano dalla valorizzazione delle aree produttive da riqualificare, per rendere il territorio più attrattivo anche dal punto di vista industriale e terziario. Le sfide sociali sono davvero stimolanti e soddisfacenti: a breve sarà inaugurata la nostra Casa di Comunità, vero e proprio “fiore all’occhiello”, di nuovissima costruzione, che consentirà un sensibile miglioramento nell’erogazione delle prestazioni sanitarie ed infermieristiche non solo a Garlasco ma anche a tutti i Comuni del territorio a noi vicini. Rimangono particolarmente attivi i servizi storici di trasporto infermi e il servizio H24 ed è in corso di perfezionamento un accordo con il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Pavia per garantire la permanenza del presidio a Garlasco per i prossimi trent’anni. Presso il nostro Comune si registra una tendenza, in costante crescita, della presenza di cittadini stranieri, per la maggior parte integrati nel tessuto sociale. Il Comune ha nel proprio organico la presenza di due assistenti sociali ed un servizio organizzato, in costante collaborazione con il Piano di Zona di Vigevano, che supporta e potenzia i servizi alla persona. Ultimo, ma sicuramente non meno importante, è il costante sostegno che l’amministrazione comunale dà all’importantissimo mondo dell’associazionismo locale. La Consulta Generale delle Associazioni Locali (CGAL), a Garlasco, conta circa cinquanta associazioni che, secondo i migliori principi di sussidiarietà orizzontale, collaborano con l’amministrazione nei vari ambiti della vita istituzionale, da quello ricreativo a quello ecologico, fino a quello di supporto sociale e di mediazione culturale.

Se dovesse rivolgersi a chi conosce Garlasco soltanto per quella vicenda, cosa direbbe per raccontare la città di oggi, le sue opportunità e il futuro che l’amministrazione sta cercando di costruire?

Direi di non farsi condizionare dalle apparenze o da narrazioni più o meno fantasiose. Noi siamo una cittadina normale, abitata da gente normale che il più delle volte sfugge alle interviste “random” dei giornalisti per correttezza e per pudore, non certamente per omertà. Perché, quando una vicenda è intricata e controversa, la miglior soluzione è non contribuire ad inventare storie o a sentenziare ipotesi che non potrebbero essere altro se non opinioni strettamente personali. La nostra città offre servizi, garantisce una qualità di vita buona, è ben servita sotto il profilo dei trasporti, delle scuole, della sanità, del commercio. Gli spazi ricreativi e sportivi non mancano, così come i camminamenti naturalistici. Pur non essendo una città turistica, sul nostro territorio abbiamo vere e proprie eccellenze sotto il profilo ecologico: siamo parte dell’Ente Parco del Ticino e siamo proprietari di un’area boschiva (“Bosco del Vignolo”), sede di un’oasi LIPU, dove si possono ancora osservare le risorgive e i fontanili storici. Questa amministrazione, in fase di rinnovo il prossimo anno, ha sempre cercato di instaurare un rapporto diretto e vicino ai cittadini e di venire incontro alle esigenze di ciascuno, in una realtà a misura d’uomo, dove chiunque può avvicinare il Sindaco, gli Assessori, i Consiglieri e rapportarsi personalmente con le proprie istanze e necessità.

Qual è la sua impressione sulla scarcerazione di Alberto Stasi?

Io personalmente, così come i cittadini di Garlasco, non possiamo che rimetterci agli accertamenti degli organi inquirenti e giudicanti. Così è stato diciotto anni fa e così anche ora. E, ci tengo a ripetere, questa non è “omertà”, ma “serietà”, perché nessuno di noi è in grado di formarsi un giudizio che non sia semplicemente un pensiero personale, senza conoscere gli elementi che le autorità preposte hanno a disposizione.


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 Daniela Salemi

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