L’intelligenza artificiale sta cambiando radicalmente il modo in cui i consumatori scoprono prodotti, servizi e aziende. E nella nuova economia digitale emerge una trasformazione destinata a rivoluzionare il marketing online: oggi non basta più essere presenti sul web, perché a determinare la visibilità di un brand diventano sempre di più fiducia, reputazione e recensioni pubbliche.
Una nuova analisi commissionata da Trustpilot mette infatti in evidenza un dato che potrebbe cambiare profondamente le strategie digitali delle aziende.
Lo studio ha analizzato oltre 800 mila risposte generate da sistemi di intelligenza artificiale, prendendo in esame piattaforme come ChatGPT, Gemini, Perplexity AI e Google AI Mode.
Il risultato è netto.
Le aziende che raccolgono recensioni in maniera costante e gestiscono attivamente i feedback dei clienti vengono citate nel 75% delle risposte prodotte dai sistemi AI.
I brand che invece non possiedono una reputazione digitale strutturata compaiono soltanto nell’1% dei risultati generati.
L’intelligenza artificiale premia la fiducia online
Il report evidenzia una dinamica ormai evidente.
I sistemi di intelligenza artificiale generativa utilizzano sempre più frequentemente segnali reputazionali per costruire le proprie risposte agli utenti.
Recensioni, valutazioni, giudizi dei consumatori e indicatori di fiducia vengono analizzati dagli algoritmi quando l’AI deve:
- suggerire un brand
- confrontare aziende concorrenti
- raccontare caratteristiche di un prodotto
- consigliare servizi agli utenti
Anche una semplice presenza strutturata può fare la differenza.
Secondo lo studio, un’azienda passa dall’1% al 53% di probabilità di essere citata semplicemente aprendo un profilo su Trustpilot e raccogliendo almeno 13 recensioni pubbliche.
Il dato cresce ulteriormente.
I brand che superano 80 recensioni e mantengono una gestione attiva del feedback raggiungono il 75% di probabilità di essere inclusi nelle risposte AI.
Non avere recensioni può diventare un segnale negativo
Uno degli aspetti più rilevanti emersi dall’analisi riguarda l’assenza di reputazione digitale.
Non raccogliere recensioni non significa soltanto perdere opportunità di marketing.
Può trasformarsi direttamente in un segnale negativo interpretato dai sistemi di intelligenza artificiale.
In pratica, le aziende che non costruiscono fiducia online rischiano di essere meno visibili oppure completamente escluse dai risultati generati dagli assistenti AI.
Il fenomeno diventa ancora più importante osservando l’evoluzione delle abitudini digitali.
Secondo il report, oggi il 58% dei consumatori utilizza già strumenti di intelligenza artificiale per cercare prodotti e servizi.
Questo dato evidenzia una distanza crescente tra i marchi che investono sulla reputazione digitale e quelli che restano progressivamente invisibili nei nuovi percorsi di acquisto.
La reputazione digitale diventa leva strategica
A commentare i risultati dello studio è stata Nicoletta Besio, General Manager South Europe di Trustpilot.
Le sue parole fotografano perfettamente la nuova fase del mercato digitale.
“Nell’era delle ricerche guidate dall’AI, è la fiducia a determinare la visibilità. Le aziende che oggi non investono nella propria reputazione online rischiano di diventare invisibili nei nuovi percorsi d’acquisto guidati dall’AI”.
Besio sottolinea inoltre come la gestione della reputazione non rappresenti più una scelta opzionale.
“I risultati emersi dallo studio confermano che acquisire recensioni autentiche, rispondere ai feedback e mantenere una presenza attiva su piattaforme come Trustpilot non è più un’opzione, ma una leva strategica concreta per essere trovati, scelti e raccomandati dai sistemi di AI. I nostri strumenti più recenti aiutano i brand a capire proprio come questi segnali di fiducia influenzino la propria visibilità nell’AI, per costruire strategie efficaci in un panorama in continua evoluzione”.
I siti di recensioni sono ormai la seconda fonte usata dall’AI
Lo studio mostra un altro dato estremamente rilevante.
I portali dedicati alle recensioni sono diventati oggi la seconda fonte più utilizzata dai sistemi di intelligenza artificiale quando costruiscono risposte per gli utenti.
Rappresentano infatti il 14% delle citazioni complessive, subito dopo i siti ufficiali dei brand.
Tra tutte le piattaforme analizzate, Trustpilot risulta attualmente quella più frequentemente citata da ChatGPT, Gemini, Perplexity e Google AI Mode.
Perché Trustpilot viene utilizzato così spesso dagli algoritmi
Secondo l’analisi esistono tre fattori chiave che spiegano questo risultato.
La piattaforma viene considerata particolarmente affidabile grazie a:
- contenuti costantemente aggiornati
- recensioni dettagliate e rilevanti
- forte autorevolezza online
I numeri confermano questa posizione dominante.
Nel corso del 2025 Trustpilot ha registrato una media di 200 mila recensioni pubblicate ogni giorno.
Sul piano tecnico la piattaforma possiede una domain authority pari a 94 su 100, un indicatore che segnala elevata autorevolezza agli algoritmi di ricerca.
Come l’intelligenza artificiale costruisce la reputazione dei brand
I sistemi di AI non si limitano a leggere recensioni isolate.
Gli algoritmi utilizzano i dati disponibili per costruire una vera narrativa digitale attorno ai marchi.
Tra gli elementi analizzati rientrano:
- TrustScore aziendale
- sintesi dei temi ricorrenti nei feedback
- valutazioni medie dei consumatori
- contenuti testuali delle recensioni
L’intelligenza artificiale rielabora queste informazioni e crea un quadro complessivo che viene poi utilizzato nelle raccomandazioni agli utenti.
La customer experience diventa il nuovo motore della visibilità
La conseguenza è chiara.
Per influenzare il modo in cui l’intelligenza artificiale racconta un’azienda, i brand devono migliorare costantemente l’esperienza dei clienti.
La raccolta continua di feedback autentici e una gestione attiva delle recensioni permettono infatti di fornire ai sistemi AI dati aggiornati, affidabili e continuamente verificabili.
Il marketing digitale sta entrando in una nuova fase.
Non sarà più soltanto il posizionamento SEO tradizionale a determinare chi verrà trovato online.
La nuova moneta di scambio sarà la fiducia.
E saranno proprio gli algoritmi a decidere quali brand meritano di essere raccontati.
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Redazione
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