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Massimiliano Gallo, firma del Corriere dello Sport, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l’unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
Tu come gestiresti questa possibilità? Vicario con uno tra Milinković-Savić e Meret, oppure Vicario come titolare mandando via i due portieri del Napoli?
“Secondo me sono d’accordo con quello che è stato detto prima: o Vicario o Meret. Sono entrambi, a mio avviso, portieri molto forti. Vicario ha in più di Meret un’esperienza triennale in Premier League. Quindi sarebbe un bel colpo da parte del Napoli, ma sarebbe un bel colpo anche la permanenza di Meret o, ad esempio, l’arrivo di un altro portiere come Martínez. Non è un portiere ortodosso, con uno stile come quello di Meret, ma è un calciatore di grande personalità. Secondo me il Napoli ha anche bisogno di calciatori così. Comunque sia Meret che Vicario sono portieri molto affidabili. Quindi tendo abbastanza a condividere le scelte del Napoli. Io prenderei tipo Martínez perché in più è un personaggio, uno che sa farsi sentire in campo.”
Per quanto riguarda la firma di Allegri, dovrebbe essere imminente perché oggi torna il presidente Aurelio De Laurentiis da Los Angeles. Iniziamo però a pensare a quello che potrebbe dirci il campo: che tipo di Napoli vedremo?
“Allora, innanzitutto sull’imminenza della firma io ho una serie di dubbi. L’ostacolo è sempre lo stesso: il Milan non vuole pagare la buonuscita ad Allegri. Adesso il presidente può tornare da Los Angeles, può andare a Pompei a piedi, può fare il giro del mondo in ottanta giorni, ma il Milan la buonuscita ad Allegri non la vuole pagare. Quindi non so come si risolva questa situazione, se poi Allegri decide di fare causa al Milan. Sta di fatto che è una situazione singolare: il Napoli oggi mi pare essere l’unica squadra di Serie A a non avere un allenatore. Diamo per assodato che Allegri venga al Napoli. Secondo me dipende, come dite voi, dai giocatori che ha il Napoli. Credo che, per come è oggi la rosa del Napoli, Allegri punterà comunque su un Napoli in ripartenza. Lo stesso Højlund è un calciatore che abbiamo visto fare molta fatica quando deve giocare spalle alla porta. Il meglio di sé lo ha dato quando è stato lanciato in profondità. Allegri ha un grande pregio, quello di adeguarsi alle caratteristiche degli uomini che ha a disposizione. Più che altro deve sciogliere dei dubbi che sono legati soprattutto a De Bruyne. Qui a Napoli giustamente aspettiamo ancora che sia arrivata la bella donna, il bell’uomo, però gli anni sono passati. Gli anni passano anche per i belli.”
Questa situazione di Allegri che non firma ancora con il Napoli ti preoccupa?
“La situazione è molto stravagante, si gira attorno al problema. Il problema è molto semplice: secondo me il Milan esonera Allegri, Allegri trova un’altra squadra, ma vuole la buonuscita del Milan prima di firmare per l’altra squadra. Il Milan al momento non vuole dare la buonuscita ad Allegri ed è un gioco di forza: il Milan crede che prima o poi Allegri ceda perché vuole firmare con il Napoli. Allegri crede che prima o poi il Milan ceda perché non vuole spendere dieci milioni lordi per un allenatore fermo. La realtà è che prima o poi si dovrà prendere una decisione, perché tra un mese il Napoli va a Dimaro. La settimana scorsa doveva essere la settimana di Allegri al Napoli, questa pure, ma mi pare che si giri sempre attorno alla questione. Per quanto riguarda il Napoli non so come se ne esca da questa situazione. Devo dire che per ora il Napoli è molto tranquillo, magari prima o poi Allegri arriverà. Io sono uno dei pochissimi che stima Allegri, quindi io voglio Allegri allenatore del Napoli. Ritengo che sia la migliore scelta possibile. Però se non lo può fare, ce ne sarà un altro.”
Vorresti davvero vedere Allegri sulla panchina del Napoli?
“Io credo che sia uno di quelli che legge meglio le partite di tutti. Lui sostiene che l’allenatore ha due compiti: c’è l’allenatore dal lunedì al sabato e poi c’è un altro lavoro, che è fare l’allenatore durante la partita. Io sono perfettamente d’accordo con lui. Vorrei vedere Allegri a Napoli. Credo che sia stata una grande scelta da parte di De Laurentiis e l’ho apprezzata particolarmente anche perché impopolare. Tutti non volevano Allegri, che è considerato il criminale del calcio internazionale, l’uomo che ha ucciso il pallone e tutte queste cose qua. Però, se devo dirla tutta, mi sarei aspettato da Allegri un po’ più di entusiasmo. È un grandissimo allenatore che però in Italia è considerato quasi un ricercato, vivo o morto. Ha una grande occasione, quella di prendersi una rivincita. Lo ha chiamato il Napoli, non una squadra qualsiasi. Mi sarei aspettato da parte sua una corsa, ecco.”
Secondo te Allegri dovrebbe fare un passo indietro sull’indennizzo per accettare con maggiore entusiasmo la chiamata del Napoli?
“Il Milan forse non glielo darei, però loro sono entrati in un conflitto. Mi pare che del vecchio Milan pochi siano sopravvissuti. Uno di questi, in qualche modo, è Ibrahimović, anche se non ha un ruolo operativo: è un consulente della società di Cardinale. O trovano un accordo o non lo trovano. Oppure lui firma e poi si rivale in tribunale. Si vedrà se ha ragione lui o se ha ragione il Milan, come è successo con la calciatrice della Lazio che ha fatto causa perché, secondo lei, la Lazio non le aveva rinnovato il contratto perché era incinta, e ha vinto la causa.”
Oggi ricorre l’anniversario dell’arrivo di Dries Mertens al Napoli. Quali ricordi ed emozioni ti ha lasciato e qual è stato il suo gol più bello con la maglia azzurra?
“Il gol più bello? Ne ha fatti tanti. Sicuramente quello di Genova contro il Genoa, oppure quello con la Lazio quando si girò e fece il pallonetto dal lato piccolo dell’area di rigore. Mertens mi ricorda soprattutto una cosa: appena arrivato aveva già mostrato determinate caratteristiche. Se pensiamo al primo gol di Mertens a Firenze, è un gol anche da centravanti. Solo che era stato incasellato come l’uomo dell’ultima mezz’ora che sostituiva Insigne. Era un concorrente di Insigne e sarebbe rimasto sempre così se non fosse stato venduto Higuaín, se non si fosse fatto male Milik e se non fosse stato ceduto Gabbiadini. Poi noi giornalisti facciamo sempre una narrazione un po’ ridicola, dicendo che Sarri ha scoperto il falso nove Mertens. Sarri non ha scoperto il falso nove Mertens: Sarri non aveva scelta e ha trovato una miniera d’oro. Mertens è sempre stato uno così. Non protestava mai e io voglio sottolineare anche questo aspetto. Ha fatto una trafila lunghissima e non se ne erano accorti neanche gli altri club. Non è che Juventus o Milan si fossero accorti che il Napoli aveva una miniera d’oro e non la sfruttava. Non se ne era accorto nessuno.”
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