Concluso il 3° Educational sulle Cooperative di Comunità e il Turismo Rigenerativo


Si è conclusa la terza edizione dell’Educational Tour Formazione Itinerante sulle Cooperative di Comunità e il Turismo Rigenerativo, un percorso nazionale promosso dalla Cooperativa Coopera per accompagnare cittadini, amministratori pubblici, associazioni, operatori economici e futuri imprenditori nella costruzione di nuove imprese di comunità nelle aree rurali e nei piccoli borghi italiani.

L’obiettivo principale dell’iniziativa è semplice ma ambizioso: aiutare le comunità locali a creare nuove opportunità di sviluppo partendo dall’esempio concreto di chi ci è già riuscito. Per questo motivo l’Educational Tour porta i partecipanti direttamente sui territori, a conoscere e studiare cooperative di comunità già attive, realtà che hanno saputo trasformare idee e bisogni locali in servizi, lavoro e nuove prospettive per il futuro. L’approccio è quello del “vedere per comprendere e replicare”. Un metodo pratico che permette ai partecipanti di confrontarsi con esperienze reali, conoscere modelli organizzativi funzionanti, ascoltare testimonianze dirette e valutare quali attività possano essere adattate e riproposte nei propri territori.

Al centro del percorso vi è il concetto di turismo rigenerativo, un modello nel quale il turismo non rappresenta un fine ma uno strumento per sostenere le comunità locali. I visitatori contribuiscono infatti al mantenimento dell’impresa di comunità attraverso il soggiorno nelle case diffuse, la partecipazione alle esperienze, l’acquisto di prodotti agricoli e artigianali, l’utilizzo dei servizi locali e il coinvolgimento diretto dei residenti nella costruzione dell’offerta turistica. L’Educational Tour rappresenta quindi una modalità moderna e sostenibile di affrontare la creazione d’impresa, riducendo i rischi e aumentando la consapevolezza di chi desidera investire sul proprio territorio. I partecipanti provengono da realtà molto diverse tra loro: enti pubblici, associazioni, cooperative, imprese, professionisti e semplici cittadini accomunati dalla volontà di costruire progetti condivisi capaci di generare valore economico, sociale e culturale.

Ad accompagnare il gruppo lungo questo percorso è il team multidisciplinare della Cooperativa Coopera, che affianca le comunità in tutte le fasi necessarie alla costituzione di una futura impresa di comunità: dall’ascolto dei bisogni locali alla costruzione della visione condivisa, fino alla definizione del business plan e dello statuto partecipato. Il team è composto da professionisti con competenze complementari. Un Destination Manager specializzato nello sviluppo e nella fruizione turistica sostenibile delle aree interne e una Community Manager, professionista socio-educativa esperta in ascolto, relazioni, gestione dei conflitti e processi di co-progettazione. Insieme lavorano per favorire il dialogo tra le persone, rafforzare il senso di appartenenza e trasformare le idee in progetti concreti e sostenibili. A supporto delle attività formative operano inoltre videomaker, fotografi e professionisti della comunicazione che documentano e raccontano il viaggio, consentendo anche a chi non ha potuto partecipare di seguire il percorso attraverso immagini, video e contenuti condivisi sui canali digitali.

Nel corso delle tre edizioni sono state visitate e analizzate diverse cooperative di comunità considerate oggi esempi di buone pratiche a livello nazionale. Tra queste la Cooperativa di Comunità Viso a Viso di Ostana, in Piemonte, ai piedi del Monviso, che ha sviluppato un modello integrato basato sulla biblioteca diffusa, l’ostello, la merenderia per l’escursionismo, attività di ricerca e divulgazione sulla montagna, servizi per le famiglie residenti e iniziative dedicate al benessere della comunità. In Sicilia è stata approfondita l’esperienza del Museo Diffuso dei Cinque Sensi di Sciacca, una realtà che coinvolge artigiani, commercianti e operatori locali nella costruzione di un sistema di accoglienza diffusa fatto di laboratori, visite esperienziali, percorsi culturali e punti informativi distribuiti nel centro storico, valorizzando eccellenze come la ceramica, il corallo, i mulini storici e le tradizioni locali. In Emilia-Romagna il gruppo ha visitato la Cooperativa di Comunità Fer-Menti Leontine di San Leo, che ha scelto di ripartire da uno dei simboli del paese: l’antico forno. Attorno a questo luogo è nata una rete di persone composta da artigiani, ristoratori, operatori dell’accoglienza, guide e cittadini che collaborano per generare servizi, esperienze e nuove opportunità economiche per il borgo.

Un altro esempio significativo è rappresentato dall’esperienza sviluppata da Coopera in Maremma Toscana, nel borgo di Caldana, nel Comune di Gavorrano. Qui il lavoro si è concentrato sulla costruzione di un modello di accoglienza turistica diffusa, sul supporto al destination management locale, sulla creazione della Portineria del Borgo come punto di riferimento per residenti e visitatori e sull’attivazione di servizi innovativi come Camper Lab e Digitale Facile. Un percorso che ha inoltre visto la partecipazione a bandi e progettualità finalizzate alla nascita di nuovi servizi di comunità, tra cui la futura Cucina di Comunità. Ogni esperienza visitata presenta caratteristiche differenti, ma tutte condividono un principio fondamentale: lo sviluppo locale nasce dalle persone. Prima ancora di costituire una cooperativa o redigere uno statuto è necessario costruire una comunità consapevole, capace di dialogare, collaborare e condividere una visione comune del futuro.

Per questo l’Educational Tour non è soltanto un viaggio di studio, ma un vero e proprio percorso di accompagnamento alla nascita di nuove imprese di comunità. Un laboratorio itinerante che mette in relazione territori, idee e persone, offrendo strumenti concreti per contrastare lo spopolamento, valorizzare le risorse locali e costruire nuove economie fondate sulla partecipazione e sulla collaborazione. L’auspicio è che le esperienze incontrate lungo il cammino possano diventare fonte di ispirazione per molte altre comunità italiane, dimostrando che un modello di sviluppo più sostenibile, inclusivo e radicato nei territori non solo è possibile, ma è già realtà in molte parti del Paese.

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 Redazione Qualitytravel.it

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