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Jacopo Gornati a Radio Tutto Napoli analizza il Napoli di Allegri: moduli, ruolo di Politano, Gila e prospettive in campionato e Champions.
Jacopo Gornati, match analyst ex Burkina Faso e founder di PreTattica, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l’unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video. Di seguito le sue dichiarazioni.
Stiamo provando a immaginare i vari moduli con cui Allegri potrebbe schierare il suo Napoli. Ti leggo il nostro 4-2-3-1: Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno, Gutiérrez; Lobotka, McTominay; Neres, De Bruyne, Alisson; Hojlund. La vedi una formazione sostenibile dal punto di vista dell’equilibrio?
“Io vedo in Politano un giocatore insostituibile per il momento. Lo vedo Politano più altri dieci. Perché è in grado di farti cambiare il sistema di gioco non solo nell’arco della stessa partita, ma nell’arco della stessa azione. È il giocatore che, secondo me, fa il trait d’union della situazione. Alla Juventus Allegri aveva un giocatore che faceva il doppio ruolo, la doppia funzione di quinto e di esterno alto nel momento in cui ce n’era bisogno. Quindi penso che, a meno che Neres o Alisson non si mettano a fare anche i quinti, secondo me uno dei due perderà il posto a favore di Politano.”
Anche qui in studio c’è chi pensa che Allegri troverà sempre uno spazio per Politano, proprio per la sua importanza tattica.
“Sono molto d’accordo. Secondo me Politano partirà titolare perché la questione non è tanto se Allegri giocherà con il 4-4-2. Per esempio, al Milan giocava 4-4-2 in base all’altezza del campo. Quando difendeva basso difendeva con una linea a cinque, quando difendeva un po’ più alto difendeva con due linee da quattro e addirittura, quando difendeva nell’area avversaria, andava uomo contro uomo. Quindi sono fondamentalmente tre sistemi diversi in base alle tre altezze diverse che ci sono sul campo. Da questo punto di vista la possibilità di lavorare con una linea a cinque, che è sicuramente quella che più fa il caso di Allegri, perché anche alla Juventus Gatti era un terzo e mezzo: in fase di possesso lo vedevamo spesso andare in avanti, oppure addirittura andare in area a ricevere il cross da parte del quinto.”
Ti leggo anche il nostro 3-4-2-1. Potrebbe essere, almeno negli interpreti, l’undici più vicino a quello di Allegri? E poi ti chiedo: Gila, in una difesa a tre, lo vedi davvero come braccetto?
“Comincio con la prima domanda. È una formazione che secondo me ha buone probabilità di essere schierata, quantomeno negli uomini. Come dicevi giustamente tu, bisognerà vedere quale sarà la partenza. Se il sistema di gioco di partenza è un 4-4-2 magari si andrà a cambiare qualche cosina a livello di esterni per lasciare De Bruyne accanto alla punta e alleggerirlo da tutto il lavoro difensivo, una cosa fatta anche da Conte quest’anno. Se invece il sistema di base dovesse essere un 4-3-3, a quel punto ci potrebbe stare benissimo quello che avete detto voi, con poi una rotazione a favore dell’esterno alto di sinistra che entra dentro il campo.
Per quanto riguarda Gila, parto dal presupposto che io ho un debole per lui, perché è uno dei difensori centrali più forti attualmente in Serie A. È molto bravo anche con i piedi, ma a livello difensivo era molto bravo a lavorare sull’uomo e secondo me quest’anno con Sarri ha portato a un nuovo livello anche il lavoro di reparto, che è quello che richiede poi Allegri, un allenatore che lavora molto di reparto e molto meno sull’uomo, soprattutto quando si difende bassi. Per me potrebbe diventare un braccetto perfetto perché è uno di quei difensori che si sgancia, anche palla al piede, corre senza particolari problemi. Andrà testato, ma per me è un ruolo che può fare benissimo. È chiaro che ha sempre giocato a quattro, quindi andrà un pochino testato e messo in ordine. Per me un centrale di una difesa a tre non può farlo, proprio per questa sua indole offensiva. Se dovesse giocare lui come braccetto di destra in una difesa a tre vorrebbe dire che Di Lorenzo va a fare di nuovo il quinto e a quel punto torna il discorso di Politano e dello spazio da trovargli. Gli incastri sono diversi.”
Allegri è l’allenatore del presente e del futuro o è l’allenatore del passato?
“Allegri è l’allenatore giusto per un determinato tipo di prospettiva. Può essere l’allenatore del presente nel momento in cui l’obiettivo è vincere. È l’allenatore del passato se l’obiettivo è costruire. Non penso che sia l’allenatore del futuro perché comunque è una proposta abbastanza lineare, senza troppi fronzoli. Nella mia esperienza ho sempre diviso gli allenatori in due categorie: quelli che gestiscono il gruppo e quelli che insegnano calcio. Allegri l’ho sempre messo nella prima categoria piuttosto che nella seconda. È per questo che dico: Allegri lo prendi se vuoi vincere, se vuoi arrivare all’obiettivo finale. Prendi qualcun altro se invece vuoi far crescere un gruppo e dare un’identità chiara a un progetto. Allegri l’identità te la dà per quell’anno lì, per quei giocatori che ha e per le caratteristiche che ha a disposizione. L’anno dopo può essere un’altra cosa.”
Alla luce di quello che ci hai detto, potrebbe essere l’uomo giusto per il Napoli, dando continuità al lavoro di Antonio Conte?
“Sì. Il Napoli è molto più in linea rispetto al Milan quando Allegri arrivò lì, perché banalmente le caratteristiche e le qualità dei giocatori sono molto più elevate rispetto a quelle che c’erano al Milan e soprattutto la situazione societaria è molto meno caotica. In questo senso è una squadra pronta per vincere, anche perché questo gruppo ha già vinto, pur con qualche cambiamento qua e là. È un gruppo pronto a vincere nuovamente. Probabilmente con Allegri è vero che il suo gioco è un pochino antitetico rispetto a quello che si vede in giro per l’Europa, ma trovare una squadra che difende in Europa è sempre una difficoltà in più per gli avversari, proprio perché c’è questa disabitudine a difendere. Anche dal punto di vista del percorso in Champions mi aspetto qualcosa di più dal Napoli di Allegri rispetto al Napoli di Conte. Poi in campionato il Napoli parte comunque ai blocchi come una delle pretendenti e penso che lo sarà.”
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