Nonostante le temperature vicine ai 40 gradi, una marea umana ha attraversato il cuore di Budapest nel primo pride dopo la fine dell’era di Viktor Orban, responsabile di molte politiche anti-Lgbt+ condannate dall’Ue. Gli organizzatori hanno distribuito bottiglie d’acqua e l’azienda municipalizzata che gestisce l’approvvigionamento idrico ha aperto le fontane lungo il percorso. Fra balli e bandiere arcobaleno, i partecipanti sono partiti dall’iconico Teatro dell’Opera e hanno attraversato il centro città prima di passare sul ponte Erzsébet, sul Danubio. Il nuovo governo non ha abrogato la legislazione dell’era Orbán che vietava il Pride, ma quest’anno la polizia ha autorizzato lo svolgimento dell’evento.
A Milano, il corteo del Pride più caldo degli ultimi anni, con il termometro che segna i 38 gradi e 42 percepiti a causa dell’umidità. Negli ultimi giorni c’era stata una discussione sulla possibilità di annullare l’evento, come a Parigi, o di anticipare la data il prossimo anno. Tenuto conto delle alte temperature gli organizzatori hanno deciso di posticipare la partenza dalle 15:30 alle 17.
Presente anche una delegazione della Chiesa Cristiana Antica Cattolica e Apostolica in Italia, insieme all’arcivescovo monsignor Giovanni Climaco Mapelli, Primate della stessa chiesa, con altri esponenti della diocesi. “La scelta di partecipare dopo vari anni di assenza è dovuta al clima di pesante omofobia e razzismo che da mesi sta attraversando il Paese, con molti casi di aggressione verso le persone Lgbtq+ in tante città italiane” sottolinea una nota.
A Napoli un Pride per Mirko e la mamma Kety. “Questa è l’edizione del trentennale del Napoli Pride, di quello che fu il primo Pride del Sud Italia. Partiamo da un luogo simbolo della città, Porta Capuana, un luogo di inclusione, di integrazione, di accoglienza etnica, razziale, multiculturale e dove il 17 maggio è stata accoltellata una donna transessuale proprio qui a pochi passi”. Così Antonello Sannino, del comitato Napoli Pride, a pochi minuti dalla partenza del corteo. “E’ il Pride contro le guerre, con noi sfilano i Pride di Odessa e Beirut, provenienti da due scenari di guerra, ma è soprattutto il Pride contro l’odio omotransfobico in questo paese che uccide, quindi noi sfileremo in ricordo e portando con noi in corteo Mirko e la mamma Kety, che sono stati brutalmente massacrati dall’odio omotransfobico del padre. Un Pride contro le guerre, contro l’odio, contro la violenza”.
A Cagliari il Sardegna Pride 2026, con lo slogan ‘La forza del disordine’. Il corteo è partito dal Parco della Musica, dopo la lettura del Documento Politico Unitario del Coordinamento Sardegna Pride.
A causa dell’ondata di calore, Parigi e Lione non ospitano le loro parate del Pride Lgbt+.Inizialmente prevista per oggi nella capitale francese, la marcia è stata rinviata a data da destinarsi, su richiesta del prefetto. “Ci allineiamo alla decisione del prefetto: la Marcia è rinviata. Stiamo pensando di organizzarla a settembre, ma tutto il team deve riunirsi per valutare come ripartire”, ha commentato Anouk Veyret, copresidente dell’Inter-Lgbt. Nella regione di Parigi, le chiamate ai servizi di emergenza medica sono aumentate dell’80% nell’ultima settimana. Stamattina Antoine Alibert, vicesindaco di Parigi con delega alla sanità, ha dichiarato che gli ospedali parigini stanno vivendo un sovraffollamento “eccezionale” e senza precedenti.
Bandiere arcobaleno hanno sventolato accanto a striscioni e vessilli di Egitto e Iran durante il ‘Pride Match’ dei mondiali a Seattle che ha coinciso con la sfida tra due nazioni tre le meno tolleranti verso gli omosessuali. Gli attivisti della comunità Lgbtq+ hanno spiegato che, anche se l’accoppiamento era casuale, è stata l’occasione per mostrare l’inclusività della città e la possibilità di avvicinare le posizioni che offrono i mondiali di calcio. Alcuni attivisti per i diritti di gay, lesbiche e transgender si sono dipinti il viso con i colori arcobaleno altri spettatori hanno sventolato le bandiere arcobaleno distribuite gratuitamente davanti allo stadio.
Pride LGBTQ a San Francisco (@sfchronicle)
La Trans March annuale di San Francisco ha inaugurato venerdì il fine settimana del Pride, dando il via a tre giorni di festeggiamenti, iniziative di sensibilizzazione ed eventi comunitari in tutta la città. Organizzatori e partecipanti hanno sottolineato che la marcia rappresenta sia una celebrazione che un appello alla visibilità, mettendo in risalto la continua lotta per i diritti e l’accettazione delle persone trans.
Bandiere arcobaleno, striscioni e centinaia di partecipanti hanno riempito le strade del centro di Kiev per quella che viene definita una delle più grandi Pride Parade organizzate nella capitale ucraina dall’inizio dell’invasione russa. La manifestazione si è svolta sotto un imponente dispositivo di sicurezza, con aree separate per i sostenitori del Pride e per i gruppi che difendono i valori tradizionali della famiglia. Non si sono registrati incidenti o tensioni tra le due parti.
A rendere ancora più simbolica la giornata è stato però l’arrivo degli allarmi antiaerei. Mentre il corteo attraversava la città, le sirene hanno costretto partecipanti e giornalisti a interrompere la marcia e a cercare riparo nelle stazioni della metropolitana.
Migliaia di persone hanno partecipato al Pride di Tel Aviv, per la prima volta dopo uno stop di due anni, il 12 giugno nella sua versione completa, attirando la folla nelle strade vicino alla spiaggia. I media israeliani hanno riferito che l’evento ha sottolineato lo status di Tel Aviv come centro regionale LGBTQ, ma Israele rimane diviso su religione, politica e guerra.
celebrazione del Pride a Bucarest (reuters)
In piazza per chiedere pari diritti, inclusione e maggiore visibilità. In contemporanea, la “marcia per la normalità” organizzata dal partito di estrema destra SOS Romania dell’eurodeputata Diana Sosoaca.
Atene ospita la parata annuale dell’orgoglio LGBT+ (reuters)
Migliaia di persone si sono riunite ad Atene per l’annuale evento Athens Pride. Il sindaco della capitale greca, Haris Doukas, ha inaugurato la manifestazione dichiarando: “Questa è l’Atene che vogliamo: aperta e inclusiva”.
Migliaia di persone nella capitale polacca per celebrare uguaglianza, diversità e inclusione in uno degli eventi Pride più significativi d’Europa. La parata mette in luce la crescita del movimento LGBTQ+ e la costante battaglia per i diritti e la visibilità.
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