Il Museo delle Scienze di Trento (MUSE) si trasformerà dal 3 al 5 luglio 2026 in un grande laboratorio a cielo aperto grazie all’unico Festival italiano capace di unire arti circensi e divulgazione scientifica in un format originale e coinvolgente, che rende la scienza fisica, emozionante e memorabile.
La seconda edizione di CircoXperience per tre giorni animerà il MUSE con spettacoli, esperienze immersive e performance pensate per coinvolgere pubblici di ogni età. Spettacoli serali, pillole performative, laboratori pratici e percorsi interattivi accompagneranno il pubblico in un viaggio tra conoscenza e stupore, utilizzando il linguaggio universale del corpo e del movimento.
Le leggi della fisica spiegate con le performance acrobatiche
Il Festival CircoXperience adotta un approccio transdisciplinare che ci fa interagire con l’arte circense non come semplice spettacolo, ma come un vero e proprio laboratorio scientifico vivente. Il MUSE conferma in questo modo la sua vocazione di spazio d’avanguardia culturale, dimostrando che il circo non è soltanto una straordinaria forma d’arte, ma una via alternativa, potente e autenticamente umana, per esplorare e comprendere le leggi del nostro mondo: una pallina da giocoliere sospesa in aria può spiegare la forza di gravità meglio di una lavagna piena di formule.
L’obiettivo non è usare il circo come format di intrattenimento per rendere la scienza più simpatica, ma capovolgere il paradigma: vivere fisicamente i fenomeni naturali prima ancora di descriverli.
Il corpo come laboratorio e strumento di conoscenza
Nello spazio della performance e del gioco, concetti complessi e spesso percepiti come ostici — come la gravità, l’inerzia, il baricentro o il tempo di reazione neurale — smettono di essere formule astratte e distanti dalla nostra vita quotidiana per diventare sensazioni fisiche, perché le attraversiamo con i nostri sensi, che si comprendono e, proprio per questo, si ricordano.
Il linguaggio del circo intensifica i livelli di attenzione e memoria emotiva del pubblico museale attraverso dinamiche proprie della pista e della scena:
- Attenzione scenica: l’alternanza di ritmi, l’uso della comicità (la figura del clown) e la gestione della suspense legata al “rischio percepito” (l’attrezzo che potrebbe cadere) catturano lo sguardo del pubblico in modo naturale.
- Multidisciplinarietà innata: in un singolo gesto circense si fondono fisica, matematica, biomeccanica, neuroscienze, creatività ed estetica.
- Emozione e cooperazione: la performance trasforma la divulgazione in un rito condiviso, dove la meraviglia e la sorpresa creano le condizioni ideative per porsi domande autentiche: “Perché quell’oggetto cade così?”, “Come fa il corpo a correggere l’equilibrio?”.
Il programma di CircoXperience
Venerdì 3 luglio
Laboratori preview di CircoScienze dedicati alla giocoleria e al movimento come forma di conoscenza.
Alle 18, inaugurazione con “Quando il gesto diventa conoscenza”, parole e azioni performative con la partecipazione di Massimo Bernardi, Samuela Caliari, Adolfo Rossomando e Pietro Olla.
A seguire, Teatro Random presenterà la prima pillola performativa del festival, “Touchmusic”, uno spettacolo ironico e sorprendente in cui oggetti in continua rotazione disegnano traiettorie impossibili tra rimbalzi, equilibri folli e incidenti comici, trasformando il movimento in gioco, ritmo e meraviglia.
In serata vanno in scena “Juri The Cosmonaut” — viaggio intergalattico tra clownerie, giocoleria ed equilibrismo a cura di Giorgio Bertolotti e Petr Forman — e “Error#440” conferenza-spettacolo surreale con musica dal vivo firmata Chilowatt.
Sabato 4 luglio
“Giocolare insieme” con Zefiro e “Il circo delle illusioni” con Claudia Sodini esplorano rispettivamente coordinazione e neuroscienze attraverso gli attrezzi del circo.
In serata si alternano: la pillola “Body Astronomy” di Pietro Olla; gli spettacoli “Palette(s)” della compagnia svizzera Cie Moost, con venti pallet trasformati in protagonisti scenici; “Play People”, performance tra cavi, prese, pinze e jack, un clown contemporaneo trasforma impulsi elettrici in stramberia e gioco e “Juri The Cosmonaut”.
Domenica 5 luglio
Gran finale con le compagnie internazionali Zumo e Alodeyá Circo Danza: “Modus operandi” porta in scena un rituale contemporaneo tra acrobazie e teatro fisico; “Rube” chiude il festival con una spettacolare macchina di Rube Goldberg costruita dal vivo, dove giocoleria luminosa e oggetti programmati al millisecondo traducono le leggi della fisica in pura poesia scenica.
Per tutti e tre i giorni è presente “Jocalo”, percorso espositivo-laboratoriale progettato dagli studenti del Liceo Scientifico della Scuola Ladina di Fassa e del Liceo Ulisse Dini di Pisa in collaborazione con il gruppo di giocolieri Circensema, dedicato alla fisica dell’arte circense.
Guarda il programma dettagliato qui.
Nel corso di ogni giornata sarà possibile accedere all’area food & beverage, dalle 18 alle 24 con stand di Urban House, Microcirco bar e il Punto Juggling Magazine, uno spazio dove sfogliare riviste, fermarsi un momento e scoprire contenuti, materiali e storie dal mondo della giocoleria e del circo.
La direzione scientifica e artistica è affidata al MUSE assieme a Sara Berni, Tommaso Brunelli e Pietro Olla in collaborazione con Bolla di Sapone – Scuola di Circo.
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