Assistere ad un concerto “normale” degli Zen Circus è sempre un’esperienza difficile da scordare, che sia la prima volta o la decima. Così come è difficile raccontare a parole quel mix di grinta, energia, (auto)ironia, ma anche emotività, riflessione, intimismo. In genere, dai loro concerti si esce bagnati: sudore, pioggia o lacrimucce, poco importa. E si esce anche senza fiato, perché cantare e saltare per un’ora e mezza nella calca equivale a due settimane di palestra. Questo è sempre valso nei locali e ai festival. Da oggi, vale anche per i concerti “in natura” (ma senza “Canzoni contro la natura”), come quello di ieri, sabato 27 giugno, ad Etroubles per Musicastelle – che ha segnato il loro debutto in Valle d’Aosta – in cui Appino, Ufo, Karim ed il Maestro Pellegrini sono stati capaci di riportare la stessa energia e le stesse emozioni di quando suonano davanti a migliaia di persone saltellanti.
Merito di una band affiatata, di lungo corso, che si diverte a fare quello che fa da un paio di decenni, e si vede, e lo trasmette bene: “Più voi fate casino, più noi si fa casino”, è sempre stato il loro motto ai concerti. E anche ad Etroubles. Chi è arrivato prima cerca di assieparsi all’ombra, perché il caldo di oggi è davvero “innaturale, riscaldamento globale”. Poi, quando arriva l’ora del concerto, tutti gli assetti vengono stravolti: ci si accalca sotto il palco, trascinando con sé i teli lasciati prima per tenere il posto. Allerta spoiler: non serviranno. Già, perché nessuno è rimasto seduto, fin dalla prima canzone, La Terza Guerra Mondiale, e non poteva che essere lei: “Certo moriremo tutti, ma in infradito e bermuda”. Perché fa veramente caldo, ma il meteo – merito di Ufo e delle sue previsioni? – gioca a favore: dopo poco arrivano nuvole che attenuano il sole e il calore atmosferico.
Quello umano, di calore, non scenderà mai. Per un’ora e mezza nessuno si è risparmiato, né la band né il pubblico. C’è chi viene da Torino, da Vercelli o dalla Liguria, molti fan di vecchia data o freschi di pochi anni che non sbagliano un testo e non perdono occasione per saltare e battere le mani. Gli Zen propongono la scaletta che stanno portando in giro per l’Italia, con un paio di canzoni in meno proprio per evitare il maltempo, da Catene a Non voglio ballare, dalla nuova Miao a Il fuoco in una stanza. Poi si torna ai grandi classici con Vent’anni, Ilenia, Andate tutti affanculo. Qui non parte il classico “circle pit”, il cerchio vuoto in cui poi tutti si lanciano addosso agli altri, ma poco ci manca. Gli Zen, soprattutto Appino e Ufo, parlano con il pubblico, scendono a farsi scaldare, si fanno offrire birre e sigarette, gironzolano per il prato. O anche oltre, con il cantante in fuga nel bosco.
C’è tanto da saltare con I qualunquisti, Canta che ti passa, Figlio di puttana, prima di rifiatare e farsi venire una pelle d’oca bollente con Appesi alla luna e Non. Impossibile non avere speranze – stemperate perché “per farlo in alta quota ci vuole una preparazione specifica” – di vedere la tradizionale gara di gommoni tra Appino e il Maestro Pellegrini in Ragazzo eroe (con Qqru protagonista con la sua washboard), ma se qualcuno si è dispiaciuto È solo un momento.
Ufo, abile navigatore, sa che sta per arrivare la pioggia, quindi niente “scenetta” per i bis. L’anima non conta è un altro momento da brividi: tutti cantano, nessuno escluso. E, a pensarci bene, anche l’ultimo pezzo, Viva, è a modo suo da brividi. Perché pensare che a Musicastelle, in un contesto bucolico, abituato a scenari più placidi, centinaia di persone possano lanciarsi a pogare tra di loro e con la band non era forse così scontato. Almeno per chi non conosce gli Zen Circus ed il loro pubblico.
Sipario. Applausi. Si torna a valle, perché “ci sta come un temporale” non appena finisce l’ultimo accordo. Dal loro concerto si è usciti bagnati: sudore, pioggia e lacrimucce, poco importa.
Gli Zen Circus arrivano a Etroubles per Musicastelle
29 Aprile 2026, ore 16.16

Colpaccio per Musicastelle, che porta per la prima volta in Valle d’Aosta gli Zen Circus. La band pisana, attiva da metà anni 90, sarà a Etroubles sabato 27 giugno, chiudendo gli appuntamenti di giugno della rassegna musicale. L’appuntamento è alle 15 a Tsan Reclou.
Gli Zen Circus, che a settembre hanno pubblicato il loro 13° album di studio “Il Male”, sono reduci da una tournée europea, dove hanno portato il loro disco del 2016 “La terza guerra mondiale” per il decennale, e saranno in tour in tutta Italia quest’estate.
Dopo gli inizi busker, il “circo Zen” (Appino, Ufo, Karim Qqru, il Maestro Pellegrini ed il Geometra Pagni) suona un folk-rock capace di unire diverse generazioni. Nel 2019 sono stati a Sanremo con la canzone “L’amore è una dittatura”.
Assistere ai concerti di Musicastelle è gratuito, ma i posti sono limitati. La priorità è riservata a chi sceglie di soggiornare in Valle d’Aosta in occasione di uno degli eventi. I biglietti eventualmente rimanenti saranno resi disponibili a partire dalle ore 14 del lunedì precedente l’evento.
Musicastelle 2026 si aprirà il 6 giugno a Doues con il concerto di Joan Thiele, il 13 giugno a Gressoney-Saint-Jean sarà la volta di Sayf, il 20 giugno a Saint-Pierre di Mario Biondi.
Dopo questi quattro appuntamenti di giugno, la rassegna Musicastelle tornerà a ottobre: il 3 alle 14 in Località Tzan Mort a Saint-Vincent e il 4 ottobre alle ore 14 al il Lago di Lod di Antey-Saint-André.
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Orlando Bonserio
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