è bello essere impiegato tanto pagano sempre i cittadini – PaeseNews quotidiano di Terra di Lavoro online


ALIFE – Fare l’impiegato comunale è una vera e propria pacchia. Zero rischi, paga sicura, orari comodi, tanti diritti garantiti, soprattutto non paghi nemmeno quando sbagli.  Tutto a carico dei cittadini, pagano sempre loro: i cittadini pagano lo stipendio e tutti gli oneri annessi, i cittadini pagano anche per gli errori commessi dagli stessi impiegati. Errori a volte evitabilissimi perché evidenti sin dall’origine.
Insomma essere dipendente pubblico è una vera pacchia.
Emblematico quanto accaduto nel comune di Alife con la recente sentenza emessa dai giudici del Tar della Campania in merito alla vicenda del servizio di mensa scolastica. Una sentenza che vede la “soccombenza virtuale” del municipio condannato anche a pagare 3mila euro. Tremila euro che saranno pagati, appunto, dai cittadini. Anche se l’errore è stato commesso e “ammesso” dal funzionario municipale. Una condanna che potrebbe aprire le porte anche a un risarcimento del danno a carico del comune. Eventuale risarcimento che poagheranno, sempre e solo, i cittadini.
Tutto nasce qualche anno fa quando la “meravigliosa” macchina amministrativa guidata dal sindaco Fernando De Felice emette bando per affidare il servizio di mensa scolastica per 3 anni. Un bando che ha una base d’asta di quasi 600mila euro.
Il bando è formulato in maniera errata, sembra quasi “orientato”, escluderebbe la libera concorrenza, impedirebbe la sfida ad “armi pari” fra i partecipanti. Problematiche tanto evidenti che spinsero un partecipante a ricorrere al Tar per chiedere l’annullamento de bando di gara previa sospensiva; i giudici partenopei concedono, era lo scorso ottobre 2025, la sospensiva fissando la discussione del merito in questi ultimi giorni di giugno 2026.
Davanti a tale decisione la macchina amministrativa alifana cosa fa?
Decide di affidare il servizio mensa in continuità all’azienda che aveva effettuato il lavoro l’anno precedente, cioè l’azienda  “TOP CHEF SOCIETA’ COOPERATIVA” il cui presidente è Anna Zazzarino. Costei, Anna Zazzarino, è amichissima dell’assessore Annamaria Morelli, la super votata Morelli, la potente amministratrice comunale Morelli. Ma questo dettaglio è certamente una mera combinazione, uno strano scherzo del destino.
Zazzarino ha gestito il servizio mensa fino ad oggi, 30 giugno 2026. Insomma per l’intero anno scolastico.
Pochi giorni fa si è discusso nel merito il ricorso presentato dall’impresa Mediterranea sul bando “sbagliato”.  Un ricorso “morto” perché, poco prima della discussione l’amministrazione alifana aveva annullato quel bando. Un modo per evitare la soccombenza.
Ma il ricorrente ha chiesto di procedere ugualmente perché vuole la condanna al risarcimento del danno. E  i giudici, sostanzialmente, hanno accolto  le ragioni dei ricorrenti, condannando anche il municipio al pagamento di 3000 euro. Una somma che pagheranno sempre i cittadini di Alife.
Ricapitolando, i cittadini di Alife pagano:
– lo stipendio degli impiegati comunali
– le indennità percepite dagli amministratori (sindaci e assessori)
– il servizio mensa erogato – con affidamento provvisorio – dall’azienda di Zazzarino
– la sanzione erogata dal giudici del Tar per il bando di gara sbagliato dal funzionario comunale
– L’eventuale risarcimento del danno all’azienda ricorrente
Ma chi ha sbagliato materialmente, pagherà? Assolutamente no. Pagheranno solo i cittadini.

 

 

 


La nomina di Carmine Lauriello a nuovo direttore sanitario dell’Asrem (Azienda Sanitaria Regionale del Molise) ha scosso il dibattito politico locale a fine giugno 2026. Le polemiche, sollevate dai consiglieri di minoranza Vittorino Facciolla (PD) e Massimo Romano, riguardano la trasparenza e l’opportunità della procedura.I nodi al centro delle polemicheScelta extra-regione: Lauriello, dirigente della Asl di Caserta, è stato individuato attingendo dall’elenco degli idonei della Regione Campania. Le opposizioni contestano questa scelta poiché il Molise aveva già pubblicato un proprio elenco di figure idonee che avevano fatto richiesta.Criteri di selezione: Si contesta la trasparenza della valutazione comparativa dei curriculum, domandandosi quali parametri siano stati utilizzati e chi li abbia effettivamente valutati.Precedenti travagliati: La nomina di Lauriello giunge dopo le dimissioni di Bruno Carabellese e l’imbarazzante revoca della nomina di Nicola Rocchia, durata solo qualche giorno per una presunta incompatibilità.Profili di opportunità: I consiglieri regionali hanno inoltre evidenziato il passato politico di Lauriello in Campania, caratterizzato da vari cambi di casacca.Per comprendere meglio le dinamiche che spesso si celano dietro le polemiche e le problematiche gestionali in ambito sanitario:
“La motivazione della decisione di ‘scavalcare gli idonei molisani – ha dichiarato l’esponente di Costruire democrazia Massimo Romano, che ha presentato un’interpellanza – è spiegata in base ad una “valutazione comparativa”, che però non è minimamente spiegato chi abbia effettuato, sulla base di quali criteri, considerato che non risulta allegato nessun curriculum e quello del prescelto sarebbe stato trasmesso soltanto 48 ore prima della nomina. Profili, questi, sintomatici di una decisione pubblica che rischia di risultare gravemente ambigua, non trasparente e probabilmente discriminatoria per i professionisti molisani inseriti nell’elenco regionale”.
“C’è qualcosa di poco chiaro nella nomina del nuovo direttore della Asrem, il campano Carmine Laurelli – ha scritto il consigliere del Pd Vittorino Facciolla in un post sulla sua pagina Facebook – Il primo dubbio è proprio questo: perché scegliere un medico dall’elenco campano quando invece è da utilizzare quello molisano? Secondo dubbio: nella nomina si dice che il dottor Lauriello è stato scelto in seguito ad una valutazione comparativa dei curriculum. Bene, ci chiediamo quali sono i parametri in base ai quali è stata effettuata la valutazione e soprattutto chi ha valutato i vari curricula? Infine un dubbio di pura forma: è noto che per attingere ad elenchi di fuori regione devono essersi create delle condizioni, ad esempio devono essere già esauriti gli elenchi regionali, oppure nessuno dei candidati idonei accetta l’incarico o nessuno dei profili dell’elenco regionale risponde ai requisiti”.
“Infine c’è la questione degli accordi tra regioni: per poter attingere legalmente ad elenchi fuori regione, il Molise deve aver previsto questa possibilità nel proprio avviso e deve aver siglato accordi di reciprocità con altre regioni – ha concluso Facciolla – Esiste questo accordo con la Campania? A noi risulta che l’elenco campano sia stato magicamente inviato in Molise solo due giorni prima della nomina di Carmine Lauriello”.
“Una nomina che ha davvero dell’incredibile”, così l’ha definita il consigliere del M5 Roberto Gravina, che oltre alla questione dell’assenza del suo nominativo nell’elenco degli idonei del Molise evidenzia che la nomina è stata fatta in deroga ai limiti di età. “La norma prevede che oltre i 65 anni non si possa ricoprire questo incarico – precisa Gravina – ma si è beneficiato di una proroga di una normativa straordinaria prevista dal Covid, prevista dal ‘Milleproroghe’. Ma ancora più incredibile è che il curriculum del dottor Lauriello è stato acquisito dall’Asrem il 24 giugno. Una nomina dunque fatta in un battibaleno, tanto da farci pensare se è stata fatta su indicazione di qualcuno. Evidentemente è l’ennesima nomina politica”.

 


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