Muraca (ESGimpact): con il Digital ESG Check aiutiamo le aziende a misurare sostenibilità nel turismo


La sostenibilità e la trasformazione digitale rivestono un ruolo centrale nelle strategie di sviluppo del turismo italiano. Non si tratta più soltanto di temi legati alla compliance o alla comunicazione aziendale, ma di fattori che incidono direttamente sulla competitività delle imprese, sulla capacità di attrarre nuovi clienti e sull’accesso a finanziamenti e opportunità di crescita.

Da questa consapevolezza nasce SmartTourism Digital ESG Check, il nuovo servizio gratuito messo a disposizione dal Ministero del Turismo attraverso il Portale Operatori del Tourism Digital Hub (TDH), l’infrastruttura digitale realizzata nell’ambito del PNRR per accompagnare la modernizzazione del comparto turistico nazionale. Lo strumento consente a strutture ricettive, imprese e operatori del settore di effettuare un percorso guidato di autovalutazione per misurare il proprio livello di maturità in ambito sostenibilità e digitale, individuando punti di forza, criticità e possibili aree di miglioramento.

Il progetto è stato sviluppato da ESG Impact, startup italiana fondata nel 2024 e specializzata nella misurazione, valutazione e rendicontazione delle performance sostenibili attraverso soluzioni digitali proprietarie. La società ha inoltre avviato il percorso per operare come agenzia di rating ESG. Ne abbiamo parlato con Gianni Muraca, fondatore di ESG Impact, che ci ha raccontato come è nato il progetto, quali sono i principali ambiti di valutazione dello strumento e quale potrebbe essere il suo contributo alla diffusione della cultura della sostenibilità nel settore turistico italiano.


Com’è nata questa iniziativa con il Ministero del Turismo?

L’iniziativa nasce dalla volontà di rendere i temi della sostenibilità accessibili a tutto il comparto turistico, non soltanto alle grandi catene alberghiere, che già da tempo stanno investendo in percorsi ESG, ma anche alle migliaia di piccole strutture che costituiscono il tessuto portante del turismo italiano. L’obiettivo era quello di trovare un modo semplice per avvicinare alla sostenibilità operatori che spesso non dispongono né delle competenze interne né delle risorse necessarie per affrontare percorsi complessi di valutazione e rendicontazione.

Per questo abbiamo avviato una collaborazione con l’Università di Bari e l’Università del Salento, sviluppando una ricerca scientifica dedicata agli standard GSTC, il principale riferimento internazionale per la sostenibilità nel turismo. Lo studio ha analizzato il modo in cui questi standard dialogano con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 e con i principali framework di rendicontazione ESG.

Da questa attività è nata l’idea di sviluppare due strumenti di assessment, uno dedicato alla sostenibilità e uno alla maturità digitale, costruiti con un linguaggio semplice e comprensibile. L’intenzione non era creare un ulteriore adempimento burocratico, ma offrire un primo strumento di autovalutazione che permettesse agli operatori di comprendere il proprio livello di maturità e iniziare un percorso di miglioramento.

Il progetto è stato successivamente presentato al Ministero del Turismo, che ne ha riconosciuto il valore nell’ambito del Digital Tourism Hub. Da qui è nata la collaborazione che ha portato all’integrazione del Digital ESG Check all’interno della piattaforma ministeriale, mettendolo gratuitamente a disposizione degli operatori del settore.


Come funziona il percorso di autovalutazione e quali indicatori vengono utilizzati per misurare la sostenibilità e la maturità digitale?

Il percorso è stato progettato per essere il più semplice possibile. Non esistono quindi questionari differenti per dimensione aziendale, le domande sono state costruite per essere applicabili sia a una piccola struttura familiare sia a una realtà più organizzata, consentendo a tutti di effettuare una prima autovalutazione.

L’ESG Check si compone di circa 18 domande che coprono i tre pilastri della sostenibilità: ambiente, sociale e governance. In questo percorso si affrontano temi come l’efficienza energetica, la gestione delle risorse idriche, l’accessibilità delle strutture, la tutela della biodiversità, la protezione dei dati dei clienti, la formazione del personale e il coinvolgimento degli stakeholder. Ogni quesito è accompagnato da esempi pratici e spiegazioni che aiutano l’operatore a comprendere meglio il tema affrontato. Ad esempio, alla domanda relativa alla riduzione dei consumi energetici vengono forniti riferimenti concreti all’utilizzo di illuminazione LED, sensori di movimento, fonti rinnovabili, pannelli solari o interventi di isolamento termico. L’idea è quella di trasformare il questionario in un vero strumento di sensibilizzazione, consentendo anche a chi non possiede competenze specifiche di avvicinarsi ai principi ESG senza la necessità di ricorrere immediatamente a un consulente.

Inoltre ogni domanda è collegata a diversi standard internazionali. Per esempio sono stati presi come riferimento gli SDGs dell’Agenda 2030, gli standard GRI e gli ESRS europei, sia nella loro componente obbligatoria sia in quella volontaria dedicata alle PMI (VSME). Questo permette di garantire una forte interoperabilità tra i diversi framework  utilizzati nel mondo della sostenibilità.

Accanto all’ESG Check è stato sviluppato il Digital Tourism Check, che misura il livello di maturità digitale attraverso aspetti quali la gestione delle prenotazioni online, il marketing digitale, la presenza sul web, l’utilizzo dei dati, le esperienze digitali offerte ai clienti e l’adozione di strumenti tecnologici per migliorare l’efficienza operativa.


Al termine della compilazione il sistema genera automaticamente una valutazione complessiva che permette di individuare immediatamente i propri punti di forza, le criticità e le aree di miglioramento.

Quali vantaggi può ottenere una struttura ricettiva dopo aver completato il Digital ESG Check?

Il primo beneficio è una maggiore consapevolezza del proprio livello di maturità, sia dal punto di vista della sostenibilità sia da quello della digitalizzazione. Molte piccole strutture ricettive, infatti, svolgono già attività che hanno un impatto positivo in questi ambiti senza però avere strumenti per misurarle o comprenderne il reale valore.

In particolare, sul fronte digitale, il questionario aiuta gli operatori a comprendere quanto siano evoluti aspetti spesso sottovalutati dalle microimprese turistiche, come quelli già citati prima. Sul fronte ESG, invece, permette di ottenere una valutazione complessiva degli impatti e una classificazione del livello di rischio, accompagnata da indicatori specifici per i pilastri Environmental, Social e Governance. Una volta completato il percorso, il sistema genera automaticamente una valutazione che attribuisce punteggi specifici a diverse aree di analisi. L’operatore riceve quindi un report dettagliato, di circa quindici pagine, che evidenzia punti di forza, punti di debolezza e aree di miglioramento sulla base delle risposte fornite.

Un altro beneficio è che, oltre alla valutazione, il documento contiene suggerimenti pratici e indicazioni operative per migliorare il proprio approccio sia all’innovazione sia alla sostenibilità, consentendo all’impresa di individuare azioni concrete e facilmente implementabili.


Quali sono gli ambiti più rilevati per le aziende del settore turistico italiane in ambito di sostenibilità?

È ormai chiaro che la sostenibilità non può essere considerata una moda passeggera, ma rappresenta una trasformazione che coinvolgerà sempre di più il settore turistico. I consumatori infatti stanno diventando progressivamente più attenti a questi aspetti e le informazioni relative alle performance ESG iniziano a influenzare le scelte di acquisto e di prenotazione.

Temi come l’efficienza energetica, la gestione delle risorse naturali, la riduzione degli sprechi e la tutela del territorio assumono un ruolo centrale per tutte le strutture ricettive. Allo stesso tempo stanno acquisendo crescente importanza anche aspetti sociali quali l’inclusione, la formazione del personale, la valorizzazione delle comunità locali e la qualità delle relazioni con gli stakeholder.

Un altro elemento decisivo riguarda la capacità delle imprese di comunicare in modo trasparente il proprio impegno. Pensiamo, ad esempio, agli indicatori di sostenibilità presenti sulle principali piattaforme di prenotazione online, come la “foglia verde” di Booking.com. Sempre più strutture ne dispongono ed è importante fornire ai clienti una trasparenza sui criteri utilizzati per attribuire queste valutazioni, consentendo ai clienti di comprendere concretamente perché una struttura viene considerata sostenibile, quali iniziative ha adottato e quali risultati ha raggiunto.

Infine, assume un ruolo sempre più importante il coinvolgimento degli stakeholder: clienti, dipendenti, investitori, banche e soggetti finanziatori. Le ricerche dimostrano infatti che le aziende che affrontano in modo strutturato i temi ESG sviluppano una maggiore capacità di adattamento ai cambiamenti e una maggiore resilienza sul mercato. Per questo la sfida più importante consiste nell’integrare sostenibilità e strategia aziendale, superando la distinzione tra obiettivi economico-finanziari e obiettivi ESG e costruendo una visione unica orientata alla creazione di valore nel lungo periodo.


Qual è lo stato di integrazione delle tematiche ESG nell’hotellerie italiana?

Al momento è ancora presto per tracciare una fotografia completa del livello di integrazione delle tematiche ESG nell’hotellerie italiana. I primi dati raccolti attraverso il Digital ESG Check non sono ancora sufficienti per elaborare valutazioni statisticamente significative e sarà necessario attendere un campione più ampio di compilazioni per ottenere evidenze realmente rappresentative del settore.

Ciò che emerge dalla ricerca alla base del progetto è che le principali catene internazionali hanno già avviato da tempo percorsi strutturati di sostenibilità, integrando strategie ESG nelle proprie attività operative e di governance. Esistono casi particolarmente avanzati che rappresentano veri e propri benchmark per il settore e che dimostrano come la sostenibilità possa essere trasformata in un fattore competitivo e organizzativo. Pensiamo a NH Hotel o Mandarin Hotel, giusto per citarne un paio.

Per quanto riguarda le piccole e medie strutture ricettive, invece, non disponiamo ancora di un quadro sufficientemente chiaro. Proprio per questo il Digital ESG Check è stato concepito anche come uno strumento di osservazione del settore. L’auspicio è che nei prossimi mesi, grazie anche al coinvolgimento degli operatori presenti sul Digital Tourism Hub, si possa costruire un campione più ampio e rappresentativo da comprendere quanto i temi ESG siano già integrati nelle strutture italiane e quali siano le aree che richiedono maggiore supporto e sensibilizzazione.


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