MANTOVA – Giubbotti e cappelli refrigeranti, aree di sosta coperte con gazebo e perfino braccialetti intelligenti in grado di monitorare la temperatura corporea e avvisare il lavoratore prima che si verifichi un colpo di calore. Sono alcune delle misure che Ats Val Padana chiederà alle aziende agricole di adottare già nei prossimi controlli per rafforzare la tutela dei braccianti impegnati nella raccolta di ortofrutta durante le giornate di caldo estremo.
Le novità sono emerse dall’incontro che si è svolto questa mattina nella sede di Ats Val Padana tra le organizzazioni agricole datoriali (Coldiretti, Confagricoltura e Cia), i sindacati dei lavoratori (Cgil, Cisl e Uil) e il Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro di Ats, convocato dopo i gravi episodi avvenuti nelle ultime settimane, culminati con la morte di un bracciante e altri malori registrati durante il lavoro nei campi. Nel corso della riunione è emersa una sostanziale convergenza tra organizzazioni datoriali e sindacati sulla necessità di andare oltre il semplice rispetto dell’ordinanza regionale che vieta il lavoro all’aperto nelle ore più calde, introducendo anche strumenti tecnici e organizzativi capaci di ridurre concretamente il rischio.
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