Mentre cresce il numero degli anziani che necessitano di assistenza, diminuiscono le persone disponibili a prendersene cura. E quelle che restano sono sempre più anziane.
Dal 2016 a fine 2025 le badanti sono passate da 17.147 a 14.690
È quanto emerge da una nuova elaborazione dell’Osservatorio Cisl Romagna su dati Inps, che analizza l’andamento delle badanti regolarmente occupate nelle province di Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena dal 2016 al 2025 e ne stima l’evoluzione fino al 2036. I numeri descrivono una trasformazione profonda del principale pilastro dell’assistenza familiare italiana. Nel 2016 le badanti presenti nelle tre province romagnole erano 17.147. Nel 2025 sono scese a 14.690. In dieci anni il territorio ha perso 2.457 lavoratrici, pari a una riduzione del 14,3%. La contrazione più marcata si registra a Ravenna, dove le badanti passano da 6.110 a 4.950 (-19%). Segue Forlì-Cesena con un calo del 14,9%, mentre Rimini limita la perdita all’8,3%.
In forte calo le assistenti familiari under 50
Ma il dato più preoccupante riguarda l’età delle lavoratrici. Nel 2016 quasi una badante su due aveva meno di 50 anni. Oggi questa componente si è drasticamente ridotta. Nelle tre province romagnole le assistenti familiari under 50 sono passate da 7.648 a 4.110 unità: una diminuzione del 46,3%. In pratica, in dieci anni è scomparsa quasi una badante giovane su due. A Ravenna il calo raggiunge il 51,6%; a Forlì-Cesena il 44%; a Rimini il 41,8%. Parallelamente cresce il numero delle lavoratrici più anziane. Le over 60 sono aumentate del 70% nell’insieme della Romagna, passando da 3.279 a 5.578 unità. A Rimini l’incremento raggiunge il 76,9%, a Forlì-Cesena il 68,4%, a Ravenna il 64,4%. Oggi nel Riminese oltre quattro badanti su dieci hanno più di 60 anni. Per la prima volta gli over 60 hanno superato numericamente la fascia tra i 51 e i 60 anni. Le proiezioni elaborate dalla CISL Romagna indicano che la tendenza è destinata a proseguire anche nel prossimo decennio. Nello scenario base, entro il 2036 le badanti potrebbero scendere a 3.337 unità a Ravenna, 3.963 a Rimini e 3.609 a Forlì-Cesena. Complessivamente la Romagna perderebbe altre 3.781 lavoratrici rispetto a oggi, scendendo sotto quota 11 mila addetti. La trasformazione anagrafica appare ancora più significativa. Entro il 2036 le lavoratrici con più di 60 anni rappresenterebbero il 55,8% del totale a Ravenna, il 60,1% a Forlì-Cesena e il 67,4% a Rimini. Nella provincia riminese quasi due badanti su tre avrebbero più di 60 anni. Ancora più impressionante il dato relativo alle fasce giovani. Nel 2036 Ravenna potrebbe contare appena 325 assistenti familiari con meno di 50 anni, Rimini circa 400 e Forlì-Cesena poco più di 500. In totale, nelle tre province romagnole rimarrebbero poco più di 1.200 badanti under 50, contro le oltre 7.600 presenti nel 2016.
Peggiora il rapporto tra badanti e over 80: a Ravenna da 1 ogni 5,5 a un assistente ogni 7,1 anziani
Nelle province romagnole il rapporto tra badanti e anziani over 80 ha subito un deterioramento progressivo. Nel 2016 si contava 1 assistente familiare ogni 5,5 over 80 a Ravenna, 1 ogni 5,2 a Forlì-Cesena e 1 ogni 4,4 a Rimini. Nel 2025 il rapporto è già peggiorato a 1 ogni 7,1 a Ravenna, 1 ogni 6,9 a Forlì-Cesena e 1 ogni 5,7 a Rimini. Le proiezioni al 2035 indicano 1 ogni 10,5 a Ravenna, 1 ogni 9,9 a Forlì-Cesena e 1 ogni 7,9 a Rimini: in meno di vent’anni la copertura assistenziale privata si sarà quasi dimezzata, in un contesto in cui la popolazione da assistere continua invece a crescere.
Il commento ai dati del segretario Marinelli: “nei prossimi 10 anni aumenteranno gli anziani non autosufficienti”
“Questi dati raccontano una trasformazione che va ben oltre il mercato del lavoro – afferma il segretario generale della Cisl Romagna Francesco Marinelli – e parlano della capacità futura delle nostre comunità di rispondere ai bisogni di cura di una popolazione che invecchia. Per anni il lavoro delle assistenti familiari ha rappresentato una componente fondamentale del welfare territoriale. Oggi vediamo però una forza lavoro che diminuisce e che, contemporaneamente, invecchia. È un segnale che non possiamo ignorare. Sappiamo che nei prossimi dieci anni aumenteranno gli anziani non autosufficienti e aumenterà la domanda di assistenza. Se contemporaneamente diminuisce l’offerta di lavoro di cura, il rischio è quello di scaricare un peso sempre maggiore sulle famiglie e sui servizi pubblici. Per questo serve una programmazione che metta al centro il lavoro di cura, la non autosufficienza e il rafforzamento della rete territoriale dei servizi. I dati ci consentono di vedere oggi ciò che potrebbe accadere domani. Per questo è necessario aprire una riflessione seria sul futuro dell’assistenza domiciliare, valorizzando il lavoro di cura e costruendo risposte adeguate ai bisogni delle persone e delle famiglie”.
“Se questa tendenza non verrà invertita, il problema non riguarderà soltanto il mercato del lavoro di cura, ma la tenuta stessa delle famiglie. La progressiva riduzione delle assistenti familiari e il loro costante invecchiamento rischiano di lasciare sempre più famiglie sole nella gestione quotidiana degli anziani non autosufficienti, con un carico assistenziale sempre più difficile da sostenere. In questo scenario, la mancanza di assistenza domiciliare adeguata può tradursi in un aumento della pressione sul servizio sanitario territoriale, con più accessi ai pronto soccorso, più ricoveri ospedalieri e una domanda crescente di servizi già sotto pressione. Per questo è necessario intervenire con urgenza – conclude Marinelli – rafforzando il lavoro di cura e sostenendo concretamente le famiglie, perché senza un sistema di assistenza domiciliare solido e accessibile il rischio è quello di scaricare sulle famiglie e sul sistema sanitario locale un peso sempre più insostenibile”.
Le tabelle con i dati
Tabella 1 – Badanti nelle province romagnole: confronto 2016-2025
| Territorio | Under 50 | Quota | 51-60 anni | Quota | Over 60 | Quota |
| Ravenna | 1.404 | 28,40% | 1.785 | 36,10% | 1.761 | 35,60% |
| Rimini | 1.247 | 25,70% | 1.552 | 32,00% | 2.047 | 42,20% |
| Forlì-Cesena | 1.459 | 29,80% | 1.665 | 34,00% | 1.770 | 36,20% |
Tabella 2 – Evoluzione per fascia d’età (2016-2025)
| Territorio | Under 50 2016 | Under 50 2025 | Var.% | Over 60 2016 | Over 60 2025 | Var.% |
| Ravenna | 2.901 | 1.404 | -51,60% | 1.071 | 1.761 | 64,40% |
| Rimini | 2.141 | 1.247 | -41,80% | 1.157 | 2.047 | 76,90% |
| Forlì-Cesena | 2.606 | 1.459 | -44,00% | 1.051 | 1.770 | 68,40% |
Tabella 3 – Composizione delle badanti nel 2025
| Territorio | Under 50 | Quota | 51-60 anni | Quota | Over 60 | Quota |
| Ravenna | 1.404 | 28,40% | 1.785 | 36,10% | 1.761 | 35,60% |
| Rimini | 1.247 | 25,70% | 1.552 | 32,00% | 2.047 | 42,20% |
| Forlì-Cesena | 1.459 | 29,80% | 1.665 | 34,00% | 1.770 | 36,20% |
Tabella 4 – Scenario base al 2036
| Territorio | Badanti 2025 | Badanti 2036 | Variazione | Quota over 60 nel 2036 |
| Ravenna | 4.950 | 3.337 | -32,60% | 55,80% |
| Rimini | 4.846 | 3.963 | -18,20% | 67,40% |
| Forlì-Cesena | 4.894 | 3.609 | -26,30% | 60,10% |
Fonte: elaborazione CISL Romagna su dati INPS – Osservatorio Lavoratori Domestici 2016-2025. Proiezioni al 2036 a fini analitici.
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