Santa Teresa, presentato il bilancio: perdita di 1,4 milioni di euro. “L’obiettivo non è il profitto ma la carità. 600 persone aiutate nel 2025”


I numeri del bilancio 2025 presentati questa mattina nell’Agorà dell’Opera Santa Teresa. Presente l’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni, il direttore dell’Opera, don Alain Gonzalez Valdès e il vicedirettore, Matteo Casadio. “Ci impegniamo a continuare questi servizi ai poveri: è la missione di Santa Teresa”

Seicento persone aiutate nel 2025, tanti italiani

«Santa Teresa non è un’azienda che punta all’utile economico». Lo chiarisce da subito, il vicedirettore dell’Opera di Santa Teresa, Matteo Casadio, illustrando i dati del bilancio 2025. Un bilancio in perdita, dal punto di vista economico, di 1,4 milioni di euro. Che produce però un valore sociale difficilmente esprimibile in numeri, se non per quello relativo alle persone aiutate nei tanti servizi di carità dell’Opera (Docce e Guardaroba, Casa della carità, dormitorio, studentato, ambulatorio della solidarietà), quasi 600 nel 2025.


“Il futuro di Santa Teresa è nelle mani di tutti”

«È la fiducia di tante persone che rende possibile quest’opera di carità – commenta il direttore di Santa Teresa, don Alain Gonzalez Valdès nel suo intervento alla presentazione – che è in forte perdita. Ma se qualcosa ho imparato da don Lolli in questi miei primi mesi alla guida di Santa Teresa è a confidare sulla Providenza. Per questo ci impegniamo a continuare questi servizi perché chi è in condizione di disagio possa trovare accoglienza a Ravenna: è la missione di quest’Opera che a breve compirà 100 anni e vuole continuare a dare il suo contributo». «I poveri li abbiamo sempre con noi – aggiunge l’arcivescovo di Ravenna-Cervia e presidente della Fondazione Santa Teresa, monsignor Lorenzo Ghizzoni, citando una famosa parabola del Vangelo – e abbiamo intenzione di continuare ad accoglierli, non solo materialmente ma creando occasioni concrete per la loro promozione umana. Non è vero che si tratta soprattutto di stranieri: molti sono ravennati, italiani, sempre di più. L’Opera risponde alle povertà di oggi e ha bisogno di essere sostenuta. Da questo punto di vista, il futuro di Santa Teresa è nelle mani di tutti».

Venduta Santa Teresa Faenza

Il disavanzo, approfondisce il vicedirettore, è dovuto soprattutto agli elevati costi di gestione e agli ammortamenti del consistente patrimonio immobiliare della fondazione. «L’obiettivo dell’Opera non è il profitto, ma la carità – ha spiegato -. Non siamo un’azienda, non possiamo evidentemente ridurre la produzione, anche perché i bisogni sono sempre di più. Tuttavia, una perdita di queste dimensioni non può diventare strutturale. Per questo sono già state avviate azioni di razionalizzazione, tra cui la recente cessione della residenza per anziani di Faenza, che consentirà un risparmio annuo di oltre 400mila euro tra minori oneri finanziari ed ammortamenti».

I numeri del bilancio: 520mila euro di donazioni

Il flusso finanziario annuale “standard” dell’Opera di Santa Teresa – spiegano dall’Opera Santa Teresa – indica necessità di risorse per circa 1,9 milioni, “costi poco comprimibili”. Le voci principali di costo sono: 520 mila euro di utenze, 380mila per il personale, 175mila per la manutenzione ordinaria, 140mila per le pulizie e i servizi tecnici, 400mila per assicurazioni e promozione, 187mila di imposte e poi ci sono 120mila di integrazione delle rette degli ex ospiti di Santa Teresa nella Cra della cooperativa Dolce. A questi importi, nel 2025, vanno aggiunti 850mila euro di investimenti per l’ampliamento della casa della carità e l’apertura del dormitorio. I ricavi cubano un milione di euro e derivano soprattutto dalla valorizzazione degli immobili di proprietà (circa 240mila euro), utili dalle partecipate (250mila da Polo sanitario e Farmacia) e dalle erogazioni liberali: dalla Diocesi (con fondi 8per mille), dalle donazioni e dai lasciti e dalle eredità. Quest’ultima cifra, spiegano dall’Opera Santa Teresa si è molto ridotta nel 2025 (-430mila euro) così come le plusvalenze patrimoniali, a causa della vendita di diversi immobili da parte della Fondazione. Dalle donazioni, nel 2025, in totale sono arrivate all’Opera 520mila euro.

Le direttrici per il futuro

La fondazione lavorerà su tre direttrici principali per il miglioramento dei conti, ha spiegato Matteo Casadio: valorizzazione del patrimonio immobiliare, accesso agli incentivi previsti per il Terzo Settore finalizzati all’efficientamento energetico della struttura e potenziamento della raccolta fondi.

L’ampliamento dello studentato interno

In particolare è stato annunciato l’ampliamento dello studentato gestito direttamente dall’Opera con un aumento di 15 posti letto, da 25 a 41, che verrà inaugurato durante le Giornate di Santa Teresa, il prossimo 2 ottobre. «Ci crediamo tantissimo – spiega il direttore dell’Opera, don Alain Gonzalez Valdès -. Vorremmo che diventasse un luogo di formazione a 360 gradi, anche spirituale, punto di riferimento per tanti studenti che vengono da fuori, anche dall’estero. Un luogo di cultura, cattolica, che per sua stessa natura non esclude nessuno. Anzi l’obiettivo è far incontrare culture e persone e offrire una formazione a tutti. Io verrò ad abitare qui con l’obiettivo di essere un punto di riferimento per questo progetto».


Giornate di Santa Teresa: uno sguardo sul programma

Nel corso dell’incontro sono stati anticipati alcuni appuntamenti delle Giornate di Santa Teresa 2026, in programma dal 30 settembre al 2 ottobre, che accompagneranno il percorso verso il Centenario dell’Opera, previsto il 25 gennaio 2028. Il 30 settembre all’Alighieri, il cardinale Matteo Maria Zuppi e il presidente dell’Abi e de La Cassa di Ravenna, Antonio Patuelli, dialogheranno sul tema “Orientare l’economia alla dignità”, moderati dal direttore di Avvenire Marco Girardo. Il primo ottobre sarà dedicato alle celebrazioni in occasione della ricorrenza di Santa Teresa del Bambino Gesù, mentre il 2 ottobre verranno inaugurati i nuovi alloggi dello studentato universitario dell’Opera.


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 Daniela Verlicchi

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