(AGENPARL) – Roma, 4 Luglio 2026 – RESTITUITO ALLA COMUNITÀ. QUI C’ERA UN IMPORTANTE INSEDIAMENTO PICENO
La Città di San Severino Marche ha salutato lariapertura del Castello di
Pitino. L’intervento di restauro e valorizzazione è stato realizzato
grazie ai fondi comunitari europei stanziati nell’ambito del Piano
Nazionale Complementare per le aree colpite dal sisma, per un importo
complessivo di 1 milione 731 mila euro, gestiti dall’Ufficio del
Commissario Straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016.
Per l’Amministrazione settempedanasi tratta della quarta e ultima opera
del Pncche giunge a compimento, dopo il recupero del giardino storico
monumentale “Giuseppe Coletti”, i lavori di rigenerazione urbana di via
Cesare Battisti e il ripristino della strada comunale di Straccialena.
I complessi lavori hanno visto una sinergia di diverse imprese tra cui
la societàLancia Srl, cheha curato le opere edili, i professionisti de
Il Compassom chesi sono occupati del meticoloso restauro delle pitture,
mentre gli esperti di ArcheoLab hanno diretto con rigore scientifico la
parte archeologica.
L’imponente cantiere ha completamente trasformato il complesso
attraverso una serie di interventi mirati. Il primo grande passo è
consistito nel ripulire l’intera area da cumuli di macerie, rovi e
arbusti selvatici, provvedendo contestualmente alla messa in sicurezza
delle mura perimetrali rimaste in piedi. Salendo a piedi dall’ingresso
principale, il primo fabbricato che si incontra è stato interamente
ricostruito nel rispetto assoluto della storia. Basandosi sui vecchi
rilievi, l’edificio è stato rifatto identico nelle dimensioni originali,
recuperando le pietre originarie per il rivestimento esterno a faccia
vista a secco. Oggi questo spazio rinasce come biglietteria e punto
informazioni per i turisti ed è statodotato di locali tecnici e servizi
igienici precedentemente del tutto assenti.
Le opere hanno poi interessato il consolidamento della chiesa di Santa
Maria della Pietà. La facciata d’ingresso dell’edificio, infatti,si
stava pericolosamente ribaltando in avanti. Oltre al consolidamento
generale, l’utilizzo di speciali apparecchiature capaci di scansionare
il sottosuolo ha permesso di scoprire cavità e stanze sotterranee
nascoste che stavano cedendo. Queste sono state svuotate e i pavimenti
sono stati rinforzati, mettendo in totale sicurezza le volte interrate.
All’interno, i restauratori hanno riportato all’antico splendore i
preziosi affreschi e gli apparati decorativi.
Grazie ai lavori si è proceduto poi al recupero della chiesa di
Sant’Antonio Abate. In questo piccolo edificio in parte interrato, che
presentava la volta parzialmente crollata, sono state rimosse le macerie
ed è stato riaperto l’antico ingresso originario che in passato era
stato murato.
L’area esterna, prima abbandonata a prato incolto e piena di insidie, è
stata interamente recuperata. Sono stati realizzati nuovi percorsi
pedonali con una pavimentazione speciale in cemento drenante che fa
passare l’acqua piovana senza creare fango, delimitata da cordoli in
pietra.
Tutti i percorsi sono stati progettati senza barriere architettoniche
per permettere a chi ha difficoltà a camminare, chi usa un bastone o si
muove in carrozzina, di passeggiare nel castello in totale comodità.
Inoltre èstato installato un moderno impianto di illuminazione pubblica
per valorizzare il castello di notte, rendendolo frequentabile durante
le sere d’estate, supportato da un impianto di videosorveglianza
direttamente collegato alla Polizia Locale per garantire la massima
sicurezza contro i vandalismi.
Il sindaco della Cittàdi San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha
sottolineato l’importanza vitale di questo recupero per la comunità: “La
riapertura del Castello di Pitino è un traguardo che ci riempie di
orgoglio. Non restituiamo ai settempedani solo una struttura storica di
valore inestimabile, ma un pezzo fondamentale della identità della
nostra comunità. Il Castello di Pitino, infatti, da sempre è il custode
della nostra sstoria, dei nostri ricordi, delle nosstre radici di
settempedani e dell’identità di tutto il territorio di San Severino
Marche. Oggi riconsegniamo a tutti un pezzo straordinario della nostra
anima collettiva che torna finalmente a vivere”.
Il primo cittadino ha infine lanciato un appelloalla struttura
commissariale perché siano messi a disposizione i fondi necessari per
completare il recupero delle antiche mura del Castello.
Il Commissario straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, senatore
Guido Castelli, ha espresso grande soddisfazione per il raggiungimento
di un traguardo importante come quello della riapertura al pubblico del
monumento: “La riapertura del Castello di Pitino rappresenta un
risultato importante del Piano Complementare Sisma e conferma come la
ricostruzione possa diventare occasione di rigenerazione, tutela e
valorizzazione del patrimonio. Oggi restituiamo alla comunità un luogo
che custodisce memoria, identità e paesaggio, un sito straordinario dove
si intrecciano oltre duemila anni di storia e che torna finalmente ad
essere pienamente fruibile in condizioni di sicurezza.
Pitino è un presidio culturale, un simbolo dell’identità settempedana e
un balcone affacciato sulle Marche capace di raccontare il legame
profondo tra uomo, territorio e bellezza. Qui la storia incontra la
natura e diventa esperienza da vivere, patrimonio condiviso e
opportunità per il futuro delle aree interne.
Ringrazio il sindaco Rosa Piermattei, il presidente della Regione
Francesco Acquaroli per il costante sostegno al percorso di rilancio dei
territori colpiti dal sisma, l’Usr Marche e tutti i tecnici, i
professionisti e le imprese che hanno contribuito a questo intervento.
La ricostruzione significa anche consegnare alle nuove generazioni
luoghi sicuri, accessibili e capaci di continuare a custodire la memoria
collettiva, trasformandola in una risorsa per la crescita culturale e
turistica del territorio”.
Il Castello di Pitino fu costruito originariamente nel XIII secolo sulla
sommità del colle omonimo, a circa 11 chilometri dal centro storico e a
660 metri di altitudine, in una posizione strategica a controllo
dell’alta valle del Potenza. Il sito sorge su un antichissimo e ricco
insediamento piceno, il più importante dell’entroterra maceratese, che
ha visto una vita ininterrotta dal VII al V secolo a.C. testimoniata
dalle tre necropoli di Monte Penna, Frustellano e Ponte di Pitino, oltre
a reperti risalenti fino al Paleolitico rinvenuti nelle campagne di
scavo del Novecento. Secondo alcuni scritti la fondazione successiva si
deve al nobile settempedano Marco Petilio nel XII secolo. Nel Medioevo,
il possesso strategico del castello scatenò lunghissime controversie
armate tra San Severino Marche, Treia, Cingoli, Tolentino e Camerino.
Nel 1239 l’imperatore Federico II di Svevia lo cedette al Comune di San
Severino, che ne mantenne definitivamente il controllo anche dopo il
passaggio sotto il controllo pontificio. L’ultimo assedio storico risale
all’estate del 1426, quando fu invaso dalle truppe pontificie in lotta
contro la signoria degli Smeducci. Dichiarato di notevole interesse
storico-artistico e sottoposto a vincolo nel 1974, il complesso è stato
infine acquistato dal Comune di San Severino Marche il 7 gennaio 1988
per avviarne la tutela definitiva.
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