La prima volta è arrivato in laguna al fianco di Jennifer Lopez, nei panni del rapinatore gentiluomo di Out of Sight. Era il 1998 e da allora George Clooney non ha più smesso di tornare alla Mostra del Cinema di Venezia. Che negli anni è diventato – parole sue – il suo festival d’elezione. Difficile contraddirlo: è stato qui ben 11 volte in meno di 30 anni!
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Ora quel legame trova la sua consacrazione più alta: la Biennale ha appena comunicato di volergli assegnare il Leone d’Oro alla carriera 2026. Cioè il massimo riconoscimento del Festival del cinema di Venezia. La consegna avverrà durante l’83esima edizione, in programma dal 2 al 12 settembre prossimi.
Attore, regista, produttore e attivista per i diritti umani, Clooney arriva a questo traguardo dopo un percorso che lo ha portato dai corridoi televisivi di ER – Medici in prima linea al successo planetario al cinema di Ocean’s Eleven. Passando per i due Oscar per Syriana e Argo. E l’immagine di ultimo vero divo della Hollywood che fu.
L’amore così grande di George Clooney per Venezia viene ricambiato: a lui il Leone d’Oro alla carriera 2026 alla prossima Mostra del cinema (foto Getty Images)
A George Clooney il Leone d’Oro alla carriera: la reazione ironica del divo
Clooney ha accolto la notizia con l’ironia che lo contraddistingue da sempre. La stessa con la quale ha sempre affrontato tappeti rossi e traguardi importanti senza mai prendersi troppo sul serio. Il rapporto con la Mostra, ha raccontato l’attore, resta uno dei più cari della sua carriera.
«Ho vissuto tantissimi momenti straordinari a Venezia. La Mostra è senza dubbio il mio festival preferito, e ricevere il Leone d’Oro è un onore immenso». Poi è arrivata la battuta che ha chiuso il pensiero e che è già diventata il titolo della giornata: «Probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così».
Perché la Mostra del Cinema di Venezia 2026 ha deciso di premiare George Clooney
La decisione di premiare Clooney è stata comunicata dal Consiglio di amministrazione della Biennale, che ha accolto la proposta del direttore artistico Alberto Barbera. Nelle motivazioni ufficiali, Barbera descrive Clooney come un professionista capace di muoversi con la stessa naturalezza davanti e dietro la macchina da presa.
«Nella sua triplice veste di attore, regista e produttore, George Clooney è un artista completo e carismatico, appassionato e originale, avendo saputo trasformare una vocazione profonda in una delle parabole più luminose del cinema contemporaneo», scrive Barbera. «Quello di Clooney è un carisma costruito sulla credibilità, non sull’immagine, perché il suo lato seduttivo non è mai stato solo estetico. Perfetta combinazione di glamour da star di altri tempi, grande professionalismo e sensibilità moderna, l’attore ha attraversato i generi con versatilità preziosa».
La prima volta di George Clooney alla Mostra del cinema di Venezia è stata nel 1998: con lui per presentare Out of sight c’era Jennifer Lopez (foto Ansa)
Chi è George Clooney: una carriera tra cinema e impegno civile
Prima di diventare uno dei volti più noti di Hollywood, Clooney ha costruito il successo passo dopo passo, tra piccoli ruoli televisivi e il personaggio del dottor Doug Ross in E.R., serie che lo ha reso celebre in tutto il mondo. Da lì la carriera cinematografica si è allargata con una versatilità rara, dai film di guerra come Three Kings e Syriana al thriller Michael Clayton, dalla commedia sofisticata di Ocean’s Eleven e Fratello, dove sei? fino alla fantascienza di Gravity e Solaris.
Come regista ha firmato opere più ricercate quali Confessioni di una mente pericolosa, Good Night and Good Luck, Le idi di marzo e Suburbicon, film in cui l’attenzione ai temi civili è diventata spesso il cuore della narrazione. Il palmarès conta due premi Oscar, come miglior attore non protagonista per Syriana e come produttore del miglior film per Argo, oltre a quattro Golden Globe, quattro Sag Awards, un Bafta e un Emmy.
Fuori dal set, Clooney ha portato avanti da anni un impegno umanitario sulle crisi in Darfur, Haiti e Sudan, ricoprendo anche il ruolo di Messaggero di Pace delle Nazioni Unite.
Undici volte a Venezia: una storia lunga quasi trent’anni
Il rapporto con Venezia di George Clooney si è consolidato edizione dopo edizione. Nel 2003 è tornato con Prima ti sposo, poi ti rovino dei fratelli Coen, nel 2005 ha debuttato come regista con Good Night, and Good Luck, premiato con l’Osella per la migliore sceneggiatura. Sono seguiti Michael Clayton nel 2007, Burn After Reading nel 2008 e L’uomo che fissa le capre nel 2009, quest’ultimo presentato al fianco dell’allora fidanzata Elisabetta Canalis.
Nel 2011 ha aperto il Festival con Le idi di marzo e nel 2013 con Gravity, accanto a Sandra Bullock. Più di recente è tornato al Lido con Wolfs, insieme a Brad Pitt, e con Jay Kelly di Noah Baumbach, film in cui interpreta un attore hollywoodiano alle prese con la propria identità artistica. Il legame con l’Italia è passato anche dalla vita privata: a Venezia, nel 2014, ha sposato l’avvocat per i diritti umani Amal Alamuddin.
George e Amal Clooney il giorno delle loro nozze a Venezia nel 2014 (foto Getty Images)
I prossimi progetti: da Dix Pour Cent a Ocean’s 14
Starà anche invecchiando, come dice lui. Ma George Clooney non ha intenzione di andare in pensione. Tra i diversi progetti che ha in cantiere, ne spiccano un paio. Il primo è Dix Pour Cent, trasposizione cinematografica della celebre serie tv francese conosciuta in Italia come Call My Agent, film già pronto e che potrebbe arrivare proprio a Venezia. Il secondo è Ocean’s 14, nuovo capitolo della saga dedicata a Danny Ocean e alla sua banda di ladri gentiluomini, ancora in fase di pre produzione.
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Sara Sirtori
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