Ditemi la data della mia audizione, lo chiedo da due anni


Nella mattinata di oggi il presidente del M5S, Giuseppe Conte, ha inviato una lettera al presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria Covid, Marco Lisei (FdI), e – per conoscenza – ai presidenti delle Camere per chiedere nuovamente di “conoscere la data della mia audizione, considerato che, allo stato, non ho ricevuto dagli Uffici di Presidenza nessun riscontro”.

Nella lettera, l’ex premier, che si trovò a gestire l’inizio della pandemia e i successivi sviluppi dell’emergenza, ricorda che aveva “chiesto ai presidenti delle Camere” di intercedere perché “fosse concordata al più presto la data della mia audizione, anche per spazzare via le false e menzognere accuse che lei per primo [Lisei], insieme agli altri componenti della Commissione del suo partito, mi state rivolgendo”.

“Da due anni chiedo di essere ascoltato, il presidente Lisei non mi risponde”

Il leader del M5s, nel dirsi pronto a dimettersi dalla Commissione d’inchiesta non appena verrà fissata la data della sua audizione, accusa la maggioranza di usare la Commissione stessa come strumento politico. A proposito dei lavori parlamentari che stanno appurando se vi siano state irregolarità nella gestione dell’emergenza sanitaria, Conte, in un’intervista al Corriere della Sera, ricorda che “da due anni ho chiesto di essere audito e ho stabilito di comune accordo con i presidenti delle Camere di dimettermi non appena verrà concordata la data dell’audizione. Ma il presidente Lisei di FdI continua a non rispondermi, salvo attaccarmi ogni giorno con dei video deliranti”.


“Invece – aggiunge subito dopo l’ex premier – con Bignami hanno subito concordato l’audizione. Siamo alla pantomima: si fanno tra loro le domande e si danno tra loro le risposte”. Secondo il leader dei Cinque stelle, la Commissione “non ha reale interesse” ad ascoltarlo. “La magistratura ha indagato per anni e non sono stato neppure sfiorato su queste vicende, ma loro hanno messo in piedi questo ‘circo’ per alimentare una campagna del fango con i giornali e le trasmissioni tv dei loro amici. Pensano di intimorirmi, ma a Palazzo Chigi, dove hanno orchestrato tutto, non mi conoscono bene”.

Sulle accuse del M5s al governo, di aver voluto trovare un accordo con l’imprenditore Dario Bianchi senza attendere la sentenza d’appello, Conte evidenzia che “la sentenza di primo grado era abnorme e sottoscrivere la transazione senza attendere neppure il provvedimento d’urgenza è una grave irresponsabilità”. Poi, prosegue: “Abbiamo chiesto per mesi alla Commissione aggiornamenti sulla causa ma non ci hanno mai risposto e lo stesso Bianchi è tornato in audizione tacendo di avere sottoscritto la transazione. Se erano in buona fede, perché gestire tutto nella massima segretezza?”.

Mi possono vivisezionare, non troveranno mai l’ombra di un interesse privato” aggiunge ancora il leader dei Cinque stelle. “Credo sia questo che li faccia impazzire. Non si capacitano che io non abbia approfittato quando ero a Palazzo Chigi dell’emergenza per arricchire me o i miei amici”.


Il senatore di FdI Marco Lisei (Ansa)

06/07/2026

Replicano i parlamentari di Fratelli d’Italia: “Smontiamo le sue falsità, chieda scusa”

“Prosegue la maldestra campagna di delegittimazione della Commissione Covid da parte di Giuseppe Conte. Il leader del Movimento 5 Stelle oggi esce con un’intervista sul Corriere della Sera intrisa di ridicole accuse, di falsità e di vittimismo” dichiarano in una nota i parlamentari di Fratelli d’Italia, componenti della stessa Commissione sulla gestione dell’emergenza Covid. “Rispondendo a una domanda del giornalista sulle sue dimissioni da componente della Commissione, l’allora premier – proseguono i deputati FdI- esordisce asserendo di aver chiesto di poter essere audito da due anni, lamentandosi di non essere stato preso in considerazione dal presidente Lisei. Questo è un assurdo ribaltamento della realtà, basta infatti una ricerca su internet per risalire a un video eloquente di due anni fa: nel corso di una seduta della Commissione, di fronte alla prospettiva proposta dal presidente Lisei di dimettersi, essere audito e poi rientrare, Conte si oppone. Per altro – osservano ancora i parlamentari del primo partito di maggioranza – quella è stata una delle rarissime occasioni in cui il leader M5s ha presenziato in Commissione (circa il 5% del totale delle sedute), dimostrando così di usarla solo come scudo per evitare di rispondere delle sue responsabilità davanti agli italiani”.


Conte controreplica: “Costruito un plotone d’esecuzione, sono finti patrioti”

Giuseppe Conte, sulla richiesta (finora non accolta) di essere audito in Commissione, è tornato anche nel corso di un’altra intervista televisiva, quando ha sottolineato che “è evidente che hanno costruito un plotone di esecuzione, tra l’altro strumentalizzando anche per finalità politiche una Commissione parlamentare d’inchiesta che poteva essere molto utile per capire perché ci siamo trovati impreparati rispetto a una pandemia così travolgente, così tragica”.

L’ex presidente del Consiglio ha aggiunto: “La verità è che pensano di colpire me, ma io sono stato in tutti i tribunali che mi hanno chiamato, non troveranno mai nulla, non ho paura di nulla. Piuttosto, stanno emergendo questioni e dettagli inquietanti. Abbiamo chiesto 6 milioni per lo screening dei tumori al seno, hanno trovato un solo milione – ha evidenziato ancora Conte. Questi sono dei finti patrioti, durante il Covid io me li ricordo bene, molti italiani lo ricordano. Sono stati disertori quando c’era da impegnarsi con le forze sane del Paese per salvarlo. Oggi pensano di fare i leoni, sono finti leoni”.

E Calenda su X: “La Commissione mi sembra un’inutile ritorsione politica”

“Come sapete, non ho particolari simpatie per Conte, tuttavia l’intera Commissione Covid mi sembra una inutile ritorsione politica. Abbiamo affrontato insieme uno dei più difficili periodi della nostra storia. Errori ci sono stati, né poteva essere altrimenti, visto lo shock subito. Sicuramente non ne siamo usciti migliori – penso ai medici e agli infermieri dimenticati il giorno dopo la fine della pandemia -, cerchiamo però di non uscirne peggiori. Mi pare purtroppo che siamo su quella strada” scrive sui social il leader di Azione, Carlo Calenda.



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