MODENA – Trenta ragazze e ragazzi delle scuole medie hanno partecipato al campo scuola “Anch’io sono la Protezione civile”, organizzato dal Comitato di Modena della Croce Rossa Italiana nell’ambito del progetto nazionale promosso dal Dipartimento della Protezione civile.
L’iniziativa, alla quale il Comitato modenese ha aderito per la quarta volta, si è svolta dal 29 giugno al 4 luglio 2026 alla scuola secondaria di primo grado “G. Ferraris” di Modena, che ha ospitato il campo grazie alla disponibilità della dirigenza scolastica, dei docenti e dei rappresentanti dei genitori.
Il progetto nazionale nel 2026 ha coinvolto oltre 9mila ragazze e ragazzi in più di 350 campi scuola organizzati in tutta Italia. A Modena i partecipanti hanno trascorso una settimana a contatto con il mondo della Protezione civile, attraverso laboratori, incontri, visite guidate, simulazioni e attività pratiche.
Durante il campo hanno visitato diverse strutture ed enti che fanno parte del sistema dei soccorsi e della sicurezza: la Centrale operativa del 118, l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, il Comando dei Vigili del Fuoco, il Centro di addestramento nazionale droni della Croce Rossa Italiana, i nuclei cinofili della Guardia di Finanza e della Croce Rossa, la Polizia di Stato, la Polizia stradale, l’Arma dei Carabinieri, i Carabinieri forestali e la Polizia locale.
Il percorso ha previsto anche la partecipazione a una seduta del Consiglio comunale di Modena, per avvicinare i ragazzi al funzionamento delle istituzioni locali.
L’obiettivo del campo era far conoscere il significato del “Sistema di Protezione civile” e spiegare, con un linguaggio adatto all’età dei partecipanti, come si affrontano i principali rischi del territorio, dagli incendi agli eventi alluvionali. Al centro delle attività anche i comportamenti corretti da adottare per proteggere sé stessi, gli altri e l’ambiente.
Non solo teoria, quindi, ma anche esperienze concrete, attività all’aperto e momenti di vita comune. Il campo ha rappresentato anche un’occasione per rafforzare la collaborazione tra enti, istituzioni e associazioni del territorio.
Per garantire la gestione delle attività, il Comitato di Modena della Croce Rossa Italiana ha impiegato ogni giorno oltre 60 volontari, impegnati negli aspetti organizzativi, logistici, educativi e di sicurezza. I ragazzi hanno soggiornato continuativamente all’interno del campo, allestito con cinque tende esoscheletro, una tensostruttura da 8 per 10 metri, un punto ristoro, una segreteria, una sala operativa e una cucina mobile da campo.
I volontari addetti alla ristorazione hanno preparato ogni giorno colazione, pranzo, cena e merenda per oltre 100 persone. Nello stesso periodo è stato organizzato anche un corso di formazione per addetti alla ristorazione in emergenza, al quale hanno partecipato circa 20 volontari provenienti da diverse province dell’Emilia-Romagna.
A coordinare il campo è stata Paola Mascaretti, capo campo dell’edizione 2026. «Si è trattato della mia prima esperienza in questo ruolo – racconta –. È stata molto impegnativa, ma anche estremamente gratificante. Ho dovuto occuparmi di molti aspetti, dal montaggio del campo alla supervisione della sicurezza. La parte più emozionante, però, è stata il rapporto con i ragazzi. Gestire ventiquattr’ore su ventiquattro situazioni molto diverse, comprese quelle che coinvolgono i genitori, non è sempre semplice, ma porto a casa un bagaglio importante di esperienze, competenze e crescita personale».
Mascaretti sottolinea anche il cambiamento osservato nei partecipanti durante la settimana: «Il primo giorno li ho visti divisi in piccoli gruppi, quasi isolati gli uni dagli altri. Con il passare dei giorni hanno iniziato a conoscersi, collaborare e sostenersi. Un contributo fondamentale è arrivato anche dai giovani volontari della Croce Rossa, che con entusiasmo e vicinanza hanno reso l’esperienza ancora più coinvolgente».
Anche Giada Longagnani, consigliera ed educatrice presente al campo, evidenzia il valore relazionale dell’iniziativa: «Viviamo in una società in cui ragazze e ragazzi, già molto giovani, trascorrono tanto tempo con telefoni, tablet e computer. Questo può favorire forme di isolamento. Le attività proposte durante la settimana, vissute senza l’uso del cellulare, li hanno aiutati a socializzare e a riscoprire il piacere di stare insieme».
Un segnale, spiega Longagnani, è arrivato proprio negli ultimi giorni: «Prima delle attività del pomeriggio molti ci hanno chiesto di continuare a giocare con i giochi di società. Volevano semplicemente stare insieme. Anche il momento della telefonata a casa è cambiato: il primo giorno alcuni trattenevano il cellulare per 30 o 40 minuti, mentre negli ultimi giorni lo riconsegnavano spontaneamente dopo una breve chiamata, per tornare alle attività con il gruppo».
Il campo si è concluso con una cena alla presenza dei genitori, dei rappresentanti della scuola, delle istituzioni e delle autorità. Tra i presenti il presidente della Commissione Politiche per la salute e il sociale Giancarlo Muzzarelli, in rappresentanza del presidente della Regione Michele de Pascale; l’assessora alle Politiche educative Federica Venturelli; Luca Ricci dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile; l’assessore alla Partecipazione, Quartieri e Decentramento Vittorio Ferraresi; il direttore del Pronto soccorso e Medicina d’urgenza Geminiano Bandiera; Leonardo Lazzari dei Vigili del Fuoco; e rappresentanti del Consiglio regionale della Croce Rossa Italiana Emilia-Romagna.
Nel corso della serata sono stati consegnati gli attestati di partecipazione alle ragazze e ai ragazzi. La cena, come tutti i pasti del campo, è stata preparata dal gruppo di Addetti alla ristorazione in emergenza della Croce Rossa, che ha potuto esercitare anche le proprie competenze nella gestione di una cucina da campo, attività che rientra tra gli interventi della Croce Rossa nell’ambito della Protezione civile.
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Redazione Sul Panaro
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