«Le sfide ci hanno reso più forti»


Ci sono imprese che crescono un passo alla volta, senza perdere le proprie radici. È il caso di Artfer Srl, realtà di San Bonifacio che nel 2026 celebra i venticinque anni di attività. Nata dall’iniziativa del fondatore Maurizio Gugole come piccola attività artigianale, oggi l’azienda opera in cantieri di rilievo nazionale e internazionale, con una trentina di collaboratori, una seconda società dedicata e una presenza consolidata nel settore della carpenteria metallica e dell’involucro edilizio. A raccontarne il percorso sono l’amministratrice delegata Katia Tarozzo e il figlio, oggi responsabile tecnico dell’azienda, Marco Gugole, protagonista del passaggio generazionale che guarda già alle prossime sfide.

Katia Tarozzo, venticinque anni rappresentano un traguardo importante. Come nasce Artfer?

L’azienda nasce nel 2001 grazie a mio marito Maurizio Gugole, che ha iniziato come fabbro. Con il passare del tempo il lavoro è cresciuto e si è resa necessaria una struttura più organizzata. Così è nata la società della quale oggi siamo soci entrambi. È stato un percorso costruito giorno dopo giorno, con tanto impegno e tanti sacrifici. Guardandoci indietro sembra passato un attimo, ma questi venticinque anni sono davvero volati.

Marco, qual è oggi il core business dell’azienda?


La nostra specializzazione è la carpenteria metallica. Realizziamo strutture metalliche di ogni tipo, scale, pensiline e tutte le opere legate all’involucro edilizio, come facciate ventilate, serramenti, parapetti, frangisole e vetrate. Il nostro obiettivo è offrire al cliente un unico interlocutore, capace di seguire il progetto in tutte le sue fasi, dalla progettazione fino alla posa finale.

Il 2020 è stato un anno difficile per tutti, ma per voi ha rappresentato anche un momento di svolta.

Sì. In piena pandemia abbiamo sentito l’esigenza di trovare una nuova sede che potesse ospitare una realtà ormai cresciuta rispetto agli inizi. Ci siamo trasferiti nell’attuale stabilimento di San Bonifacio e, nonostante le difficoltà del periodo, abbiamo continuato a investire. I lavori sono aumentati e questo ci ha portato a espandere ulteriormente la struttura aziendale.

Da questa crescita è nata anche una seconda società.

Esatto. Abbiamo costituito Ferart, un’azienda che lavora in stretta sinergia con Artfer. Oggi le due realtà operano in parallelo, condividono competenze, personale e cantieri e ci permettono di rispondere con maggiore flessibilità alle richieste dei clienti. È stata una scelta strategica che ci consente anche di guardare al futuro con maggiore serenità.


Perché questa scelta rappresenta anche una visione di lungo periodo?

Perché ci permette di immaginare eventuali evoluzioni dell’azienda senza intaccare la storia costruita in questi venticinque anni. Artfer rappresenta il lavoro e i sacrifici di mio padre Maurizio. Ferart nasce invece con una prospettiva più orientata al futuro e ci offre la possibilità di sviluppare nuove strategie mantenendo intatto il patrimonio costruito finora.

Katia, negli ultimi anni avete lavorato anche all’estero.

Sì. Una delle esperienze più importanti è stata quella in Francia, dove abbiamo partecipato alla realizzazione della nave da crociera MSC World Europa. È stato un progetto durato circa due anni che ci ha portato anche ad aprire una branch francese e ad assumere personale direttamente sul territorio. In quel periodo, tra Italia e Francia, siamo arrivati a impiegare circa cinquanta collaboratori.

Marco, quali sono invece i cantieri dei quali andate maggiormente orgogliosi?


Abbiamo avuto la possibilità di lavorare per realtà molto importanti. Tra queste la nuova sede Dallara, diversi interventi per Ferrovie dello Stato e uffici di grandi società italiane. Sono commesse che ci rendono orgogliosi perché dimostrano la fiducia conquistata nel tempo grazie alla qualità del nostro lavoro.

Nel frattempo avete mantenuto anche il rapporto con il mercato tradizionale.

Assolutamente sì. Continuiamo a lavorare sia su grandi cantieri sia su interventi dedicati alla serramentistica e alle lavorazioni per edifici residenziali e commerciali. È importante mantenere questa capacità di operare in contesti diversi senza perdere la qualità del servizio.

Katia, qual è la soddisfazione più grande maturata in questi venticinque anni?

Sicuramente vedere nostro figlio Marco entrare in azienda e scegliere di proseguire questa storia. È una grande soddisfazione sapere che esiste una continuità. Nel frattempo l’azienda è cresciuta anche sotto il profilo organizzativo: oggi abbiamo uffici tecnici, amministrativi, commerciali e collaboratori che ci affiancano quotidianamente. È una realtà molto diversa da quella degli inizi, quando Maurizio seguiva praticamente tutto da solo.


Qual è il segreto di una crescita così costante?

Credo sia il rapporto con i clienti. Abbiamo sempre cercato di essere trasparenti e disponibili. Se esiste un problema lo affrontiamo insieme, senza nasconderlo. Il nostro lavoro arriva soprattutto attraverso il passaparola. Sapere che un cliente è soddisfatto e ci consiglia ad altri rappresenta la gratificazione più grande.

C’è ancora un sogno nel cassetto?

Più che un sogno, una speranza: riuscire ad avere un po’ più di tranquillità. In questi anni siamo stati disponibili praticamente tutti i giorni dell’anno perché il nostro settore richiede spesso interventi di manutenzione quando le attività produttive sono ferme. Forse il desiderio più grande è proprio quello di riuscire, dopo tanti sacrifici, a ritagliarci qualche momento in più per noi.

Marco, invece, guarda già al futuro dell’azienda.


Sì, sono molto ambizioso e credo che sia giusto avere obiettivi importanti. Uno di questi è raggiungere i dieci milioni di euro di fatturato nei prossimi anni. Ma il traguardo che considero davvero fondamentale è un altro: costruire un’azienda sempre più autonoma, nella quale mio padre e mia madre possano finalmente lavorare con meno pressione e godersi i risultati ottenuti dopo tanti anni di sacrifici.

Quale sarà la prossima evoluzione di Artfer?

Vorrei che l’azienda diventasse un punto di riferimento per tutto il comparto delle costruzioni, sia nel settore industriale sia in quello privato. L’obiettivo è offrire un servizio completo, dalla progettazione alla fornitura dei materiali fino alla posa in opera, mantenendo sempre quella qualità che ci ha permesso di crescere in questi venticinque anni.


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 Matteo Scolari

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