approvata all’unanimità la mozione su Solaro



Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità una mozione che impegna la Regione a sostenere la vertenza Electrolux e a chiedere il ritiro del piano di riorganizzazione annunciato dall’azienda. Il documento, presentato dal consigliere Onorio Rosati (Alleanza Verdi e Sinistra), punta a salvaguardare i livelli occupazionali e produttivi dello stabilimento di Solaro, dove il piano prevede 217 esuberi, ai quali si aggiungono 106 lavoratori a tempo determinato che erano destinati alla stabilizzazione.


La mozione chiede alla Giunta regionale di attivarsi, insieme al Governo e alle altre Regioni interessate, per ottenere un nuovo piano industriale fondato sul mantenimento della produzione e dell’occupazione, promuovendo anche un confronto a livello europeo sulle condizioni di competitività del settore degli elettrodomestici.

Rosati: «In gioco il futuro di un patrimonio industriale»

Presentando il documento in Aula, Onorio Rosati ha sottolineato come la vicenda vada ben oltre il destino del singolo stabilimento.


«La difesa dello stabilimento di Solaro non riguarda soltanto centinaia di posti di lavoro, ma il futuro di un patrimonio industriale, di competenze e di professionalità che rappresenta un valore strategico per la Lombardia e per il Paese. Le istituzioni hanno il dovere di fare squadra affinché il confronto con l’azienda porti a un piano industriale credibile, capace di coniugare competitività, investimenti e tutela dell’occupazione, evitando che il prezzo della crisi ricada ancora una volta sui lavoratori e sulle loro famiglie. La vertenza Electrolux non rappresenta una semplice crisi aziendale, ma costituisce un passaggio decisivo per il futuro del comparto industriale europeo».

La mozione evidenzia inoltre come la competitività del settore non possa essere costruita sulla riduzione del costo del lavoro, ma debba poggiare su innovazione, investimenti, politiche energetiche efficaci e tutela delle filiere produttive. Nel testo si ricorda anche che Electrolux ha beneficiato negli anni di risorse pubbliche per ricerca e sviluppo, chiedendo che tali contributi siano vincolati al mantenimento della produzione e dell’occupazione.

Il dibattito in Aula

Nel corso della discussione è emersa una sostanziale convergenza tra maggioranza e opposizione.


Per Christian Garavaglia (Fratelli d’Italia) «i due aspetti centrali della crisi sono l’assenza della proprietà nei momenti di confronto e il mantenimento degli impegni assunti da parte delle imprese che hanno ricevuto risorse pubbliche. Con questa mozione teniamo alta l’attenzione senza dimenticare che c’è un canale aperto a livello ministeriale e regionale per portare la proprietà a ritirare i licenziamenti e proporre un nuovo piano industriale che garantisca la continuità produttiva dell’azienda».

Michela Palestra (Patto Civico) ha definito la proposta dell’azienda «non un piano di ridimensionamento, ma la dismissione di un sito industriale. In questo scenario il tema politico della vicenda è come l’utilizzo di risorse pubbliche possa garantire lo sviluppo del comparto industriale italiano. Da parte dell’azienda finora non ci sono state risposte concrete. Per questo il livello di preoccupazione è alto».


Per Paola Pizzighini (Movimento 5 Stelle), la situazione dello stabilimento di Solaro comporta «il licenziamento di 217 dipendenti su 615, quasi un terzo della forza lavoro. Questa situazione rappresenta un attacco al cuore della manifattura della nostra regione in un comparto strategico come quello degli elettrodomestici. Questa crisi significa perdere competenze industriali e impoverire il tessuto socio-economico del territorio».

Paolo Romano (Partito Democratico) ha parlato di «una crisi esemplare dei problemi industriali del nostro Paese. Prendere i soldi allo Stato e poi scappare è un atteggiamento predatorio nei confronti delle tasche dei cittadini. Per questo abbiamo bisogno di tornare a un modello industriale in cui la logica del profitto è affiancata dalla responsabilità sociale dell’impresa. In questo senso serve con urgenza una nuova legge regionale contro le delocalizzazioni in Lombardia».

Secondo Silvia Scurati (Lega), «il destino del sito di Solaro non può essere lasciato alla libera discrezione delle proprietà. È necessario trovare un compromesso tra le esigenze di mercato dell’impresa e l’impatto sociale della crisi. L’obiettivo deve essere il rilancio dell’impianto di Solaro per mantenere l’occupazione stabile».


Anche Marcello Ventura (Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Attività produttive) ha ribadito la necessità di salvaguardare il sito produttivo: «L’impianto di Solaro è un patrimonio industriale che non possiamo permetterci di perdere. Serve un nuovo piano industriale per garantire produzione e capacità competitiva dell’azienda. Per questo dobbiamo mantenere aperto uno spazio di confronto e trattativa».

Tironi: «Lavoriamo per un piano senza licenziamenti»

A nome della Giunta è intervenuta l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro Simona Tironi, che ha illustrato il lavoro avviato dalla Regione.


«Stiamo lavorando per arrivare a un nuovo piano industriale che non preveda licenziamenti, ma il rilancio di tutti gli stabilimenti, anche grazie agli investimenti pubblici. L’obiettivo è aprire prospettive industriali e occupazionali per tutti i siti coinvolti, soprattutto per quello di Solaro».

Con l’approvazione unanime della mozione, il Consiglio regionale impegna il presidente della Regione a sostenere in tutte le sedi istituzionali il ritiro del piano di esuberi, promuovere un piano straordinario per la competitività del settore degli elettrodomestici e riferire periodicamente all’Aula sull’evoluzione della vertenza.





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