Fincantieri accelera sull’underwater e costruisce un campione globale della subacquea


Quattro acquisizioni strategiche per Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm per circa 600 milioni di euro. Nasce un operatore industriale integrato lungo tutta la catena del valore underwater con ricavi pro-forma 2026 oltre 1,1 miliardi di euro nel segmento e forte accelerazione del piano industriale 2026-2030

Fincantieri imprime una decisa accelerazione alla propria strategia nel comparto underwater con la firma di accordi vincolanti e operazioni in fase avanzata per l’acquisizione della maggioranza di Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm. Il programma industriale prevede quattro acquisizioni strategiche che comportano un esborso iniziale complessivo di circa 600 milioni di euro e rappresentano un passaggio chiave nella trasformazione del gruppo verso un modello sempre più integrato nella subacquea civile, dual-use e difesa.

L’operazione segna un’evoluzione industriale profonda per il gruppo guidato da Pierroberto Folgiero, che punta a consolidare un ecosistema verticale in grado di presidiare l’intera catena del valore underwater, dalle tecnologie di comunicazione subacquea ai sistemi unmanned, dalle geoscienze marine ai servizi operativi offshore, fino alle piattaforme integrate di gestione dei dati e dei mezzi.

Un nuovo operatore industriale della subacquea

Con questa iniziativa Fincantieri dà vita a un operatore industriale integrato della subacquea strutturato su un ecosistema di otto realtà leader nei rispettivi segmenti, in grado di operare in maniera sinergica lungo tutta la filiera. Il nuovo assetto consente di orchestrare soluzioni end-to-end che integrano hardware, software, telecomunicazioni, sistemi autonomi e servizi operativi a mare, beneficiando di sinergie di cross-selling, sviluppo congiunto di prodotto ed economie di scala e di scopo.

Il progetto rappresenta una naturale evoluzione rispetto alle acquisizioni già completate nel 2024 e nel 2025 con Remazel e WASS, che hanno costituito la prima fase di consolidamento del gruppo nel dominio underwater. In questa seconda fase Fincantieri rafforza il proprio ruolo non più soltanto come fornitore di piattaforme e sistemi, ma come vero e proprio operatore industriale di servizi integrati lungo l’intera catena del valore.


Le quattro acquisizioni e il nuovo perimetro tecnologico

Il perimetro delle operazioni comprende quattro realtà altamente complementari che contribuiscono a rafforzare le capacità industriali e tecnologiche del gruppo.

Next Geosolutions è una società attiva nelle survey marine e nelle geoscienze applicate ai settori offshore, energia e infrastrutture sottomarine, oltre che nei servizi per le costruzioni marine e i cavi sottomarini. L’operazione prevede l’acquisizione del 52,60% del capitale dalla società Marnavi sulla base di un equity value pari a 780 milioni di euro, con successiva offerta pubblica di acquisto finalizzata al delisting. La società ha registrato nel 2025 circa 300 milioni di euro di ricavi e rappresenta un tassello centrale nella costruzione del modello underwater as a service.

WSense è una scale-up deep tech nata come spin-off dell’Università La Sapienza di Roma e attiva nei sistemi di comunicazione subacquea e nell’Internet of Underwater Things. Le sue tecnologie consentono la trasmissione dati in tempo reale tra dispositivi subacquei anche in ambienti complessi, abilitando reti distribuite sicure e scalabili. L’ingresso nel gruppo avviene attraverso una struttura progressiva che porterà Fincantieri dal 61,95% iniziale fino al 75% entro 24 mesi dal closing, con successivo consolidamento di circa il 95% della società.

Graal Tech, spin-off dell’Università di Genova, opera nello sviluppo di robotica subacquea modulare e sistemi unmanned di piccole e medie dimensioni. Le soluzioni della società sono già impiegate in ambito civile offshore e in applicazioni dual-use e difesa. L’operazione prevede il controllo iniziale del 51% con il restante capitale soggetto a opzioni legate alle performance, rafforzando il ruolo della società nello sviluppo di sistemi integrati con piattaforme navali e sistemi di lancio e recupero.

Defcomm è una start-up italiana specializzata nei droni autonomi di superficie, dotati di sistemi di guida autonoma e comunicazioni avanzate radio e satellitari. L’ingresso nel perimetro avviene con una partecipazione iniziale del 49% destinata a salire al 51% tramite opzione call, con applicazioni che spaziano dalla difesa al monitoraggio delle infrastrutture critiche fino ai servizi civili offshore.


Un’integrazione lungo tutta la catena del valore

Le quattro acquisizioni si inseriscono in un disegno industriale che consente a Fincantieri di presidiare in modo completo la catena del valore underwater, integrando competenze che spaziano dai sottomarini ai sistemi di difesa subacquea, dalle tecnologie di comunicazione ai droni autonomi fino ai servizi operativi a mare.

Il modello industriale punta a una forte interconnessione tra le società del gruppo, con applicazioni che combinano survey, ispezione e manutenzione dei fondali con l’impiego di mezzi unmanned, sistemi di comunicazione subacquea e piattaforme digitali di controllo e gestione. L’integrazione si estende anche alla collaborazione con navi da lavoro e sistemi di lancio e recupero, creando un ecosistema industriale completamente connesso.

Numeri pro-forma e accelerazione del piano industriale

Il segmento underwater rappresenta una delle leve di crescita più rilevanti per il gruppo. Nel 2025 ha generato ricavi pari a 667 milioni di euro, pari al 6,7% del portafoglio complessivo. Su base pro-forma, il comparto raggiungerà nel 2026 ricavi superiori a 1,1 miliardi di euro e un EBITDA di circa 220 milioni di euro, anticipando di circa quattro anni gli obiettivi del piano industriale 2030.

Le acquisizioni contribuiscono inoltre per oltre 60 milioni di euro all’utile di gruppo pro-forma 2026 e determinano un incremento dell’EBITDA consolidato del 13% e dell’utile netto del 40% su base pro-forma. L’impatto sul perimetro industriale si traduce anche in una crescita dell’utile per azione pari al 30% al 2028 e al 20% al 2030, confermando la forte accrescitività dell’operazione.

Un mercato strategico in forte espansione

La strategia si inserisce in un contesto di mercato in rapida evoluzione, con il segmento underwater stimato in circa 155 miliardi di euro cumulati nel periodo 2026-2030. La crescita è sostenuta dall’espansione delle tecnologie unmanned, dalla crescente centralità delle infrastrutture critiche sottomarine e dall’aumento della domanda di sicurezza energetica e digitale.


I fondali marini ospitano risorse strategiche come idrocarburi e terre rare, mentre la quasi totalità del traffico internet globale dipende da una rete di circa 1,5 milioni di chilometri di cavi sottomarini. In questo scenario il Mediterraneo assume un ruolo particolarmente rilevante come area di transito e concentrazione di infrastrutture critiche, con implicazioni crescenti sul piano della sicurezza e della deterrenza.

Dual-use e trasformazione del modello industriale

Un elemento centrale della strategia è la natura dual-use delle tecnologie, applicabili sia alla difesa sia ai settori civili. Le nuove capacità comprendono sistemi unmanned, reti di comunicazione subacquea, robotica avanzata e piattaforme digitali per l’analisi e la gestione dei dati marini.

In questo contesto Fincantieri consolida un modello industriale che evolve da produttore di piattaforme a service provider integrato, con un ruolo crescente nella gestione operativa e nei servizi lungo tutto il ciclo di vita delle infrastrutture subacquee.

Il commento del management

L’amministratore delegato Pierroberto Folgiero ha definito l’operazione una trasformazione industriale storica per Fincantieri, sottolineando come il gruppo stia costruendo un campione internazionale dell’underwater grazie all’integrazione completa di tecnologie, competenze e capacità operative lungo tutta la catena del valore. Folgiero ha evidenziato inoltre il rafforzamento della redditività e la crescente rilevanza della componente dual-use nel settore, insieme alla scelta di preservare la continuità dei management team delle società acquisite come elemento chiave per garantire esecuzione e crescita.

Struttura finanziaria e impatto sul gruppo

La prima fase delle operazioni sarà finanziata attraverso le risorse derivanti dall’aumento di capitale da 500 milioni completato a febbraio 2026 e da ulteriori fonti disponibili del gruppo. Le acquisizioni non modificano la guidance 2026 sul rapporto PFN/EBITDA e contribuiscono al miglioramento degli obiettivi del piano industriale 2026-2030. Con questa operazione Fincantieri consolida un posizionamento industriale unico nel panorama internazionale della subacquea, costruendo un ecosistema integrato che unisce tecnologie avanzate, servizi e piattaforme operative in un settore sempre più strategico per energia, difesa e infrastrutture critiche globali.



#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 manager

Source link

Di