Una Woodstock medievale. È la sintesi che Ippolita Baldini fa della sua “Ballara per Chiara”, lo spettacolo che, giovedì 9 luglio, presenterà alla XIV Cappella del Sacro Monte di Varese, all’interno del Festival Tra Sacro e Sacro Monte.
La santa d’Assisi si presenta in modo inedito, lontana dall’immagine di rigore e clausura che l’immaginario comune le attribuisce.
Una figura uscita da una scrittura a 4 mani con Luigi Guarnieri su incarico del comune di Rovere:
È proprio Ippolita Baldini, la cabarettista milanese nota al grande pubblico per “Lucy la single”, personaggio di Zelg e Colorado, a raccontare la donna, meno mistica ed eterea di quando immaginiamo.
Una Chiara comica, non mistica
«Santa Chiara è una figura che, di solito, è un po’ di clausura, quindi molto seria – racconta Baldini – e, invece, sarà tutto su un taglio comico e ironico».
Per arrivare al personaggio, Ippolita Baldini ha volutamente lasciato sullo sfondo la dimensione mistica di Chiara, il suo rapporto con il Signore e la pratica della penitenza fisica, elementi molto connotati e legati all’epoca: «Mi piace molto dipingere questi santi tirandoli giù dalle nicchie – dice l’attrice – immaginarli nei problemi della vita: non è che sono nati santi, nati già nella pace, nella gioia. Hanno dovuto attraversare anche loro i dolori e le fatiche di questo pellegrinaggio».
I personaggi intorno a Chiara
Per raccontare questa Chiara “concreta e sanguigna“, Baldini ha ideato lo spettacolo attraverso diversi personaggi e punti di vista che ruotano intorno alla protagonista: la madre di Chiara e un’altra madre, rivale della prima; Lucy, il celebre personaggio televisivo dell’attrice, che nello spettacolo tenta, fallendo, ma raccontandolo con il consueto entusiasmo, di entrare nel convento di San Damiano. C’è poi un momento dedicato alle tensioni tra le sorelle del convento, che rischiano di far “sbroccare” Chiara: «altro che via di santità – dice ridendo Baldini – qua c’è il rischio che diventi una serial killer».
Il lavoro di preparazione: libri, clarisse e Chiara Frugoni
La preparazione del personaggio è partita dallo studio: «ho letto di tutto e di più – racconta l’attrice – tra testi teologici scritti da clarisse e un confronto diretto con due clarisse del convento di Milano. Un ruolo centrale nella costruzione dello spettacolo lo ha avuto anche il confronto con i testi storici di Chiara Frugoni, medievalista specializzata sulla figura di Chiara e Francesco: l’aspetto storico è quello che mi ha incuriosito di più, ed è il taglio che mi ha permesso di parlare di Chiara».
Proprio dalla ricostruzione storica nasce una delle immagini centrali dello spettacolo: lo scandalo suscitato da Chiara e Francesco, che spinse molti giovani di famiglie nobili o borghesi ad abbandonare tutto per seguirli: «una specie di “Woodstock” del Duecento, un’immagine che permette di restituire leggerezza senza tradire la portata di quello che i due santi stavano davvero facendo».
Lo spettacolo, che le era stato commissionato dal comune di Rovere, è scritto a quattro mani con Luigi Guaineri, che vi ha portato il proprio punto di vista, in piena sintonia sull’idea del “Woodstock medievale”. Una versione che Ippolita ha sentito molto affine: «Anche io provengo da una famiglia aristocratica come Chiara, e un lavoro precedente, su un altro personaggio storico la Regina Margherita, raccontata da ragazza, quando il matrimonio era ancora questione politica più che sentimentale, mi aiutata a comprendere meglio la portata della scelta della santa, e la reazione durissima dello zio, che arriva a minacciare la sorella che vuole seguire Chiara a San Damiano: una vicenda legata più a questioni economiche e di equilibri familiari che a un dramma privato».
“Il teatro è un misto tra atto religioso e politico”
Il teatro, alla fine, è lo specchio della vita: «un misto tra un atto religioso e politico, che innalza l’anima e la civiltà».
Religioso per la ritualità dell’esperienza: “l’attore è presente in scena e ti costringe ad andare in quel luogo e a quell’ora come per la messa in chiesa. Ma è anche un atto politico perché permette all’uomo di guardarsi da fuori, nelle proprie debolezze e contraddizioni, aiutando a leggere meglio anche ciò che accade attorno. E il teatro può essere catartico, come nell’antica Grecia, ma anche attraverso la risata».
L’attesa per il Sacro Monte
Per Baldini quella di giovedì sarà la prima volta alla XIV Cappella del Sacro Monte di Varese. Sa che si tratta di un palcoscenico speciale, più affascinante e stimolante di quelli abituali: « Mi attende una sfida stimolante: portare in un luogo abituato a testi impegnativi e profondi uno spettacolo brillante come “Una ballata per Chiara”. Sono consapevole di dover “tenere alta l’attenzione” del pubblico proprio perché le parole, in quel contesto, risuoneranno in modo diverso».
IPPOLITA BALDINI
Una ballata per Chiara
con IPPOLITA BALDINI
Da un’idea di Walter Spelgatti
Drammaturgia Ippolita Baldini, Luigi Guaineri
Regia Luigi Guaineri
Produzione Teatro de Gli Incamminati
XIV Cappella | Sacro Monte, Varese | Giovedì 9 luglio – ore 21.00
COSTO BIGLIETTI: 12,00 euro + DP
COSTO BIGLIETTO IN CASSA LOCALE: 13,00 euro
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