A Napoli la settima tappa del ciclo di incontri promosso da AXA Italia con istituzioni e imprese per discutere di prevenzione dei rischi climatici. Presentato uno studio di AXA Climate che prevede un aumento delle temperature fino a 47°C nel capoluogo campano entro il 2050.
AXA Italia ha fatto tappa a Napoli con il ciclo di incontri Cambiamenti Climatici. Prevenire e mitigare il rischio – AXA incontra il territorio, riunendo istituzioni, imprese e associazioni di categoria per promuovere una maggiore consapevolezza sui rischi legati al cambiamento climatico e sulle strategie di prevenzione e adattamento. Nel corso dell’iniziativa il gruppo ha presentato uno studio realizzato da AXA Climate secondo cui, negli scenari più estremi, entro il 2050 Napoli potrebbe registrare temperature all’ombra fino a 47°C, mentre l’intera Campania sarà esposta a ondate di calore fino a 40°C per 60 giorni l’anno.
L’appuntamento rappresenta la settima tappa del percorso promosso da AXA Italia per sensibilizzare amministrazioni pubbliche e mondo produttivo sulla necessità di rafforzare la resilienza dei territori di fronte all’intensificarsi degli eventi climatici estremi, favorendo una collaborazione sempre più stretta tra settore pubblico e privato.
Lo studio: caldo estremo, alluvioni e stress idrico in aumento
Per l’occasione AXA Climate, società del gruppo specializzata nell’analisi dei rischi climatici, ha illustrato uno studio dedicato alla Campania, analizzando quattro principali fattori di rischio: temperature estreme, inondazioni, stress idrico e frane.
Temperature estreme
Sul fronte delle temperature, i modelli di AXA Climate prevedono un aumento su quasi tutta la regione di circa 5 gradi, passando dai 31-34° attuali ai 33-39° nel 2050. Sarà l’entroterra a subire le temperature più elevate, in particolare il nord-est, con temperature fino a 39 gradi a seconda della zona.
Rispetto alla media, nel 2050 sono previsti 5 giorni in più l’anno considerati “pericolosi” per la salute con picchi massimi all’ombra superiori a 40°, concentrati soprattutto nella parte nord ovest del territorio campano.
Il fenomeno delle ondate di calore si intensificherà particolarmente, diventando sempre più frequente: un’ondata di calore di 10 giorni con temperature a 33°che fino ad oggi accadeva una volta ogni 10-30 anni, nel 2050 accadrà, secondo gli esperti, tra una volta l’anno a una volta ogni 5 anni. Sempre in proiezione al 2050, le ondate di calore raggiungeranno temperature e durate mai registrate prima, con temperature fino a 40° per 60 giorni l’anno nei casi più estremi.
Queste condizioni rappresenteranno una grande sfida per le città campane, soprattutto per il capoluogo, Napoli, dove il fenomeno delle isole di calore nelle aree più urbanizzate potrà portare le temperature a 4-6° in più, con massime all’ombra che potranno aumentare del 42% passando dai 33 gradi ai 47 nel 2050.
Inondazioni e stress idrico
Inondazioni ed eventi di piogge intense, che hanno già colpito in modo importante la regione, diventeranno sempre più frequenti con il cambiamento climatico, con particolare attenzione alle aree più esposte: le rive dei principali fiumi – Volturno a Nord e Sele a Sud – e le valli.
Nel capoluogo, l’aumento dei livelli di inondazione rimane limitato, ma alcune zone, come il quartiere di San Giovanni a Teduccio, potrebbero essere interessate da allagamenti fino a un metro d’acqua. In scenari più estremi, invece, alcune aree vicino alla Stazione Centrale e all’aeroporto di Napoli potrebbero essere sommerse da oltre 2 metri d’acqua.
Il territorio campano continuerà inoltre ad essere soggetto a stress idrico, soprattutto nella parte meridionale e orientale, che già oggi può registrare livelli superiori al 300% : una minaccia crescente per le attività agricole e, più in generale, per l’economia della regione.
Frane
Anche il rischio frane rappresenterà un pericolo sempre più importante per l’intero territorio campano, in particolar modo per la parte sud e centrale, nelle province di Avellino e Salerno. Al contempo, anche il fenomeno dei terremoti continuerà a rappresentare un rischio per la regione con relativi impatti diretti e indiretti su popolazione e infrastrutture: sarà la parte est della regione ad essere più soggetta, e in particolare l’Irpinia.
Prevenzione e assicurazione al centro del confronto
L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo assicurativo e delle imprese per discutere di prevenzione, gestione del rischio e strumenti di adattamento ai cambiamenti climatici. La mattinata è stata aperta da Letizia D’Abbondanza, Chief Customer & External Communication Officer di AXA Italia e conclusa dal Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi.
In particolare, Umberto Guidoni, Co-Direttore Generale di ANIA, ha portato uno sguardo sul settore, a cui ha fatto seguito una tavola rotonda che ha visto la partecipazione di Filippo Emanuelli, Amministratore Delegato Belfor Italia; Marco Gambardella, Presidente Piccola Industria Confindustria Salerno; Riccardo Gili, Head of Antifrode Sinistri, Sinistri Internazionali, Claims innovation di AXA Italia e Fabio Grimaldi, Amministratore Delegato di un’azienda locale fortemente impattata da un recente episodio climatico.
“La protezione dalle catastrofi naturali è centrale per il Paese, soprattutto alla luce della fragilità del territorio e degli effetti del cambiamento climatico”, ha affermato Guidoni, “La legge che introduce l’obbligo di assicurazione contro le calamità naturali per le imprese rappresenta una grande opportunità per mettere in sicurezza il tessuto produttivo italiano. Oggi solo il 15% delle aziende dispone di una copertura”.
Tra i temi affrontati, l’esperienza e il vissuto delle aziende del territorio, le iniziative per la gestione del rischio già predisposte e a piano a livello associativo, i programmi di prevenzione e le possibili modalità di intervento messe in atto in occasione di eventi calamitosi da parte di AXA Italia e di aziende partner leader nel settore del risanamento post-sinistro.
“In questi giorni segnati da temperature estreme e ondate di calore che stanno attraversando il nostro Paese, prosegue imperterrito il nostro impegno nel diffondere una maggiore consapevolezza sui rischi legati al cambiamento climatico e sulle strategie di mitigazione e prevenzione applicabili nei territori”, ha dichiarato Letizia D’Abbondanza, Chief Customer & External Communication Officer del Gruppo AXA Italia. “I dati del nostro studio confermano quanto la questione climatica sia sempre più urgente e non più rimandabile. È fondamentale affrontarla con iniziative di sensibilizzazione, formazione e strategie di adattamento, attraverso una collaborazione tra pubblico e privato”.
A conclusione dell’iniziativa, AXA ha presentato anche Altitude, la piattaforma sviluppata dal Gruppo per consentire ad aziende e investitori di valutare l’esposizione dei propri siti ai rischi climatici e alla perdita di biodiversità, supportando la definizione di strategie di adattamento e resilienza basate sui dati

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Valentina Carella
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