Genova. Arriveranno a ottobre i primi abitanti delle nuove palazzine costruite dove un tempo c’erano le cosiddette Dighe di Begato. In tutto 60 alloggi ad altissima efficienza energetica, di cui 20 già assegnati da Arte Genova con un bando di edilizia residenziale sociale, ormai pronti al netto delle ultime finiture, che verranno completate nei prossimi mesi. Il nuovo quartiere Diamante è stato svelato oggi durante un sopralluogo col ministro per il Pnrr Tommaso Foti, il presidente della Regione Marco Bucci e l’assessore alle Politiche abitative Marco Scajola.
Poco più di cinque anni di lavoro e un investimento complessivo di oltre 35 milioni di euro, di cui 15 milioni dal Pnrr nell’ambito del Pinqua, per uno dei più importanti progetti di rigenerazione urbana a livello nazionale.
Le fasi del progetto e i tempi per l’assegnazione
Completata la prima fase a maggio 2020 con il recupero di 630 alloggi sfitti dove trasferire 274 nuclei familiari che vivevano nelle due Dighe con un investimento di 12,7 milioni di euro, nel 2021 con la fase due è stato quasi interamente demolito il complesso di edilizia residenziale pubblica costruito negli anni Ottanta, in gran parte ridotto in pessime condizioni strutturali, con infiltrazioni e ascensori spesso rotti. Abbattuti 175mila metri cubi di edificato corrispondenti a 476 alloggi.
Come si presentavano le Dighe di Begato prima della demolizione
La terza fase ha visto la realizzazione delle tre nuove palazzine ad alta efficienza energetica (Nearly Zero Energy Building’- NZEB) in via Maritano: ospitano 60 alloggi, di cui 40 di edilizia residenziale pubblica e gli altri di edilizia residenziale sociale, oltre alla caserma dei carabinieri (compresi quattro alloggi di servizio) al piano terra dell’edificio che ha preso il posto della Diga rossa. Il presidio dell’Arma si aggiungerà a quelli di Rivarolo e Pontedecimo.
Nel frattempo sono stati ristrutturati i 55 alloggi dell’unico troncone rimasto in piedi della vecchia Diga bianca in via Cechov. Anche questi saranno assegnati in regime di edilizia residenziale pubblica.
“Il bando Ers si è già chiuso, quindi i primi alloggi verranno assegnati presumibilmente tra l’estate e l’autunno – spiega l’assessore Scajola -. Per quanto riguarda gli alloggi Erp, invece, il bando verrà fatto dal Comune di Genova, quindi verranno assegnati anche questi nel più breve tempo possibile”. Gli ingressi dovrebbero avvenire a partire da ottobre, come riferisce l’amministratore unico di Arte Genova Paolo Gallo. Una curiosità: tra gli inquilini delle nuove palazzine non ci sarà nessun abitante delle vecchie Dighe.
L’interno di una delle nuove abitazioni
Il progetto ha ottenuto un ulteriore stanziamento nazionale di 2 milioni di euro per la riqualificazione delle aree esterne, con il recupero di aree verdi, spazi associativi, campi sportivi, una casa della cultura e uno skate-park sulla copertura dell’autosilo. Lavori questi ultimi che devono ancora essere terminati.
Inoltre, sugli immobili di edilizia residenziale pubblica siti in via Brocchi 13-16-18 e via Sbarbaro 3-5 e 7-9 si sono conclusi a febbraio 2026 lavori di adeguamento sismico e riqualificazione energetica per 224 alloggi, nell’ambito del programma “Sicuro Verde e Sociale riqualificazione Edilizia Residenziale Pubblica” con un finanziamento di oltre 6 milioni di euro del Fondo nazionale complementare.
Un render delle nuove palazzine
“Questo è un intervento Pinqua decisamente valido e importante, che penso possa rappresentare effettivamente un modello al di fuori della Liguria – dichiara il ministro Tommaso Foti -. Se confrontate le due realtà prima e dopo, vi rendete conto di quanto sia stato importante un intervento di abbattimento, ricostruzione e anche redistribuzione delle persone sul territorio, cosicché tutti possano avere delle abitazioni vivibili. I modelli degli anni Settanta-Ottanta hanno fallito, oggi è il momento di uscire da questo schema e l’intervento sull’ex Diga di Begato dimostra che è possibile, non soltanto sotto il profilo dei disegni, ma anche sotto quello delle realizzazioni”
“Quella di oggi è l’ultima tappa di un percorso iniziato nel 2018, quando, da sindaco di Genova, insieme a Regione Liguria abbiamo scelto di affrontare un problema che per troppo tempo era stato rinviato – ha proseguito il governatore Marco Bucci -. Abbiamo deciso di abbattere quello che era diventato il simbolo di un fallimento urbanistico e sociale per restituire dignità e sicurezza a un intero quartiere. La riqualificazione della Diga di Begato non è stata soltanto un grande intervento edilizio: è stata un’operazione di rigenerazione sociale, che ha migliorato concretamente la qualità della vita di centinaia di famiglie, trasformando un ecomostro in un quartiere moderno, sostenibile e a misura di persona. Oggi abbiamo potuto toccare con mano il risultato di una scelta coraggiosa che qualcuno riteneva impossibile. Noi abbiamo dimostrato che, quando le istituzioni collaborano e hanno il coraggio di decidere, anche le sfide più complesse possono essere vinte. È un risultato straordinario che ci rende orgogliosi e rappresenta un modello di rigenerazione urbana per tutto il Paese”.
“Dove c’erano due ecomostri costruiti negli anni Ottanta con una bassissima qualità della vita per i residenti, oggi c’è un nuovo complesso edilizio con tre palazzine a misura d’uomo e ad alta efficienza energetica – ha aggiunto l’assessore Marco Scajola – che saranno circondate da verde, servizi e spazi anche per i ragazzi con un’attenzione specifica anche per la sicurezza, grazie alla presenza della stazione dei carabinieri. Come Regione Liguria ci abbiamo creduto fin dall’inizio seguendo passo dopo passo questa opera storica. Si tratta di un vero esempio nazionale di riqualificazione urbana, di housing sociale, di una realtà presa come riferimento in tutta Europa. È un risultato straordinario di cui siamo molto orgogliosi, un’operazione vincente per tutti, a partire dai cittadini. Questo è il modo di intendere le case popolari, in un sistema perfettamente integrato in ciascun quartiere. Stiamo portando avanti una nuova visione delle politiche abitative con un’edilizia diffusa su tutto il territorio e una programmazione che metta al centro la dignità della persona”.
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Fabio Canessa
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