Il candidato democratico del Maine al Senato degli Stati Uniti, Graham Platner, è stato accusato di violenza sessuale da parte di una donna ed è ora ad un passo dal ritiro. Platner è una figura piuttosto controversa, amato dall’ala più progressista di dem e osteggiato da quella più moderata, sia per le sue posizioni politiche che per i diversi scandali che lo hanno visto come protagonista. Graham viene definito come un progressista “populista”, giudicato da membri del partito democratico come una risorsa importante e un’opportunità per riavvicinare gli elettori delusi al Partito Democratico. Tuttavia, l’ultimo scandalo, che gli sta costando il ritiro da una campagna da lui dominata, è solo l’ultimo di una serie che alimentava già lo scetticismo di molti membri del suo partito e non solo.
Da veterano di guerra a politico
Platner è un neofita della politica: si è candidato senza alcuna esperienza ed è riuscito a trionfare facilmente nelle primarie del Partito Democratico, dopo che la sua principale avversaria, la governatrice del Maine Janet Mills, si è ritirata dopo aver appurato l’eccessivo divario nei sondaggi tra lei e Platner. Il suo passato è certamente peculiare: ha trascorso 8 anni all’interno delle forze armate statunitensi, con esperienze in prima linea in Afghanistan e in Iraq, per poi acquistare un allevamento di ostriche, grazie ai sussidi ricevuti dalla disabilità per un disturbo post traumatico dopo l’esperienza sul campo. La sua storia di veterano di guerra ha dato forma poi al suo coinvolgimento nella politica locale e alla sua attenzione a temi cruciali per la working class e il ceto medio impoverito. Tuttavia, benché Platner si è sempre definito un membro della classe lavoratrice, la sua famiglia è benestante. Le sue proposte abbracciano la corrente più progressista del partito, tanto da esser diventato un beniamino di Bernie Sanders e Ro Khanna, che si sono impegnati personalmente nella sua campagna. Platner si concentrava sul costo della vita e l’oligarchia dei miliardari e delle multinazionali, che hanno corrotto la politica; sulla sanità pubblica e sui diritti dei lavoratori. Queste posizioni hanno portato l’ala più moderata dei democratici a guardare alla sua figura con scetticismo, con la paura che le sue proposte più di sinistra potessero spaventare l’elettorato centrista. Soprattutto, però, la vasta quantità di scandali e controversie accumulate dal veterano di guerra sono giudicate inaccettabili anche dai suoi sostenitori.
L’accusa di violenza sessuale…
Una donna ha rilasciato una serie di interviste esclusive a Politico in cui denuncia la violenza sessuale subita da Graham Platner. In queste rivelazioni, la donna ha raccontato di aver avuto una relazione altalenante con il candidato dem per due anni e che troncò i rapporti con lui dopo che, nel 2021, lui si presentò a casa sua ubriaco e senza invito e la obbligò ad un rapporto sessuale senza il suo consenso. La donna ha poi detto di aver esitato a rendere pubblica l’accusa perché condivideva le sue posizioni politiche e perché non voleva essere identificata come una vittima di stupro. Platner ha negato prontamente le accuse tramite un comunicato, tuttavia, diverse sono le controversie che lo vedono al centro e che hanno screditato nel tempo la sua figura di candidato del Partito Democratico.
…e gli altri scandali
A pochi giorni prima del voto delle primarie dello scorso giugno, il New York Times aveva pubblicato un articolo con le testimonianze di diverse donne che avevano avuto una relazione sentimentale o un rapporto lavorativo con Graham Platner. Tra queste figurava anche la donna che poi lo ha accusato di violenza sessuale. Tutte rivelano un personaggio dai comportamenti poco rispettosi e talvolta aggressivi nei loro confronti. Il caso si è poi sgonfiato quando è emerso che le testimonianze arrivavano soprattutto da parte di attiviste repubblicane. Prima di questo erano emersi anche dei commenti pubblicati anni fa su Reddit, dove Platner utilizzava frequentemente espressioni offensive nei confronti di donne, persone omossessuali o afroamericane. In altre occasioni minimizzava alcune accuse di stupro e violenza ai danni di donne nell’esercito. Inoltre, si era scoperto che dai suoi 18 anni Platner aveva sul petto un tatuaggio di un teschio con le tibie incrociate: un’immagine che ricordava non poco il Totenkopf, uno degli emblemi delle SS naziste. Il candidato dem aveva prima dichiarato di non conoscerne il significato quando fece il tatuaggio da giovane, per poi scusarsi, affermando di averlo coperto. Da alcune ricostruzioni giornalistiche emerge, tuttavia, come Platner non solo fosse a conoscenza del significato dell’emblema, ma che lo chiamasse anche “il mio Totenkopf”.
Il ritiro e la ricerca di un sostituto
Dopo le recenti accuse, in molti nel partito democratico hanno chiesto il ritiro di Graham Platner come candidato democratico per il Maine. Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha affermato che era “ora che si ritirasse dalla corsa” e anche chi più lo aveva sostenuto, come Bernie Sanders, è stato portato a ricredersi e concordare con il suo ritiro. Il Comitato Democratico per le Campagne Senatoriali 8che fornisce milioni di dollari a sostegno del partito) ha dichiarato la sua intenzione di non investire “nella corsa al Senato del Maine se Platner rimarrà in lizza”. La corsa del Maine è considerata infatti un’occasione cruciale per i Dem per conquistare un seggio al Senato statunitense e aspirare a riottenere il controllo della Camera alta del Congresso. I democratici possono scegliere un nuovo candidato, ma i tempi stringono: Platner deve concludere la sua campagna elettorale entro le 17.00 (ora locale dello Stato Usa) del 13 luglio e i democratici hanno due settimane di tempo per scegliere un sostituto. Tra i nomi che figurano vi sono quello di Nirav Shah, ex vicedirettore del Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie del Maine (CDC), Shenna Bellows, attuale Segretario dello Stato del Maine e Troy Jackson, ex presidente del Senato del Maine. Tutti e tre hanno richiesto le dimissioni immediate di Platner, soprattutto Jackson che ha affermato che il partito democratico non può “chiedere alla donne di affidarci il loro futuro mentre chiudiamo un occhio quando uno di noi le ferisce”.
In tutto ciò il team di Graham Platner è stato accusato, in questi giorni, di aver tentato di influenzare il processo di selezione del suo successore. Il direttore esecutivo del partito democratico del Maine, Devon Murphy-Anderson, ha rivelato le continue pressioni ricevute dal team di Platner che ha contattato ripetutamente la sezione nel tentativo di influenzare l’esito del processo di sostituzione del candidato. “Abbiamo ripetutamente ribadito al team di Graham Platner che non hanno alcun ruolo nella scelta del prossimo candidato democratico al Senato degli Stati Uniti, né nella definizione delle modalità di questo processo”, ha sottolineato Murphy-Anderson.
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Margherita Coletta
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