“Forse il caldo di luglio gioca brutti scherzi alla memoria della capogruppo del Partito Democratico Viola Rovai. Fortunatamente, però, i verbali del Consiglio comunale non soffrono le alte temperature e restano a disposizione di chiunque voglia verificare i fatti prima di lanciare accuse“. Così scrive in una nota il gruppo consiliare Fratelli d’Italia Empoli in merito alla risposta di Viola Rovai (Pd) alla polemica sollevata gli scorsi giorni da FdI sull’apertura di una macelleria halal in via Ridolfi, nel centro di Empoli.
“Negli articoli pubblicati oggi, 10 luglio 2026, sulla stampa locale, la capogruppo del PD sostiene che il Gruppo Consiliare Fratelli d’Italia avrebbe votato contro il Regolamento comunale per l’esercizio delle attività economiche nelle aree di valore e pregio del centro storico, cercando così di “ostacolarlo” in aula. Peccato che sia falso. Il 30 marzo 2026 il Gruppo Consiliare Fratelli d’Italia non votò contro il regolamento: si astenne. I risultati ufficiali della votazione sono chiarissimi: 15 voti favorevoli della maggioranza, un solo voto contrario — quello di Empoli del Fare — e sette astensioni, tra le quali quelle di Fratelli d’Italia. Non si tratta di una sottile interpretazione politica: si tratta di saper distinguere un voto contrario da un voto di astensione. (ndr, il PD empolese, attraverso una errata corrige, ha effettivamente corretto il suo comunicato specificando che FdI si è astenuta e non ha votato contro)
Per rinfrescare ulteriormente la memoria alla capogruppo del PD, suggeriamo la lettura dell’articolo pubblicato dalla stampa locale il 1° aprile 2026, dal titolo “Un passo importante, ma anche una mossa tardiva: le diverse reazioni al nuovo regolamento in centro a Empoli”. Il paragrafo dedicato alla nostra posizione aveva un titolo che non lasciava molto spazio all’immaginazione: “FdI si astiene: il regolamento arriva tardi”. Nell’occasione spiegammo dettagliatamente che la nostra astensione non nasceva da una contrarietà pregiudiziale alle misure contenute nel regolamento.
Riconoscevamo, al contrario, che alcuni divieti, gli obblighi di decoro, i requisiti più stringenti per i nuovi minimercati e le sanzioni previste andavano nella direzione giusta.
Contestavamo, però, il grave ritardo con cui l’Amministrazione era intervenuta, dopo anni di ordinanze emergenziali, chiusure di attività storiche, fondi sfitti e progressiva perdita di identità commerciale del centro. Contestavamo inoltre che lo studio commissionato dal Comune sulle dinamiche commerciali del centro storico non fosse stato consegnato ai consiglieri prima della
votazione, nonostante le richieste avanzate dalle opposizioni. Infine, chiedevamo controlli, applicazione concreta e verifiche costanti, affinché il regolamento non restasse soltanto sulla carta.
una previsione del regolamento ha consentito di impedire l’apertura di un minimarket non possiamo che esserne soddisfatti. Ma questo non trasforma retroattivamente la nostra astensione in un voto contrario e, soprattutto, non cancella le responsabilità politiche di chi governa Empoli da decenni.
La verità è che il PD si trova in evidente difficoltà sul tema del centro storico. Lo svuotamento commerciale, la chiusura delle botteghe tradizionali, la perdita di attrattività del Giro e la progressiva sostituzione delle attività storiche con esercizi spesso estranei all’identità commerciale della città non sono fenomeni comparsi improvvisamente nelle ultime settimane. Sono maturati durante gli anni nei quali il centrosinistra amministrava Empoli e aveva tutti gli strumenti per osservare, prevenire e governare questi cambiamenti.
Anche i progetti presentati come strumenti di rilancio hanno prodotto risultati assai lontani dagli annunci. La “call for ideas” collegata ad Apri Empoli, nata per riaprire temporaneamente i fondi sfitti, è stata chiusa anticipatamente per la mancata adesione dei proprietari e per l’insufficienza delle proposte ricevute. Un progetto partito con l’obiettivo di ripopolare commercialmente il Giro si è dunque fermato prima ancora di entrare concretamente in funzione. È comprensibile, quindi, il nervosismo della capogruppo del PD. È certamente più comodo inventare un voto contrario di Fratelli d’Italia che rispondere nel merito delle nostre osservazioni. È più facile accusare l’opposizione di incoerenza che spiegare perché il regolamento sia arrivato soltanto nel marzo 2026, quando le criticità erano evidenti da anni. Ed è più semplice agitare etichette improprie, compresa quella di una presunta propaganda “dal sapore razzista”, che confrontarsi serenamente sul problema della qualità, dell’equilibrio e della compatibilità delle attività commerciali nel centro storico.
Fratelli d’Italia non ha mai messo in discussione l’origine nazionale di chi esercita onestamente un’attività economica. Il tema posto è esclusivamente politico e amministrativo: quale identità commerciale vogliamo per il centro storico di Empoli e quali strumenti concreti intendiamo adottare per tutelare le botteghe, il commercio di prossimità, il decoro, la sicurezza e la qualità urbana?
Invitiamo dunque la capogruppo Rovai a non cadere nella pratica delle false accuse nel tentativo, tanto scoperto quanto poco convincente, di giustificare le responsabilità della propria parte politica.
L’opposizione può essere criticata, naturalmente. Ma almeno la si critichi per ciò che ha realmente detto e votato.
Perché il caldo può confondere la memoria. I verbali, fortunatamente, no”.
Gruppo consiliare Fratelli d’Italia Empoli
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Niccolò Banchi
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