Verona entra nella mappa nazionale dell’imprenditoria femminile innovativa con Vincenza Frasca, CFO di Salus, selezionata tra le FAB50 del Premio GammaDonna 2026. La short list riunisce le cinquanta imprenditrici considerate dall’associazione tra le più innovative dell’anno, protagoniste di progetti capaci di trasformare comparti strategici dell’economia italiana, dalla salute alla manifattura avanzata, dalla transizione ecologica all’intelligenza artificiale.
La presenza veronese si inserisce in una rappresentanza veneta composta da quattro imprenditrici. Oltre a Frasca figurano infatti Paola Campanaro, fondatrice e CEO del Centro Clinico La Quercia di Vicenza, Giulia De Rossi, fondatrice della startup vicentina Nazena, e Maria Cristina Giobbi, alla guida di Insula delle rose, sempre nel Vicentino. Esperienze differenti, accomunate dalla capacità di coniugare crescita aziendale, innovazione organizzativa, sostenibilità e attenzione al capitale umano.
Per Verona, la selezione di Vincenza Frasca mette in evidenza il percorso compiuto da Salus, impresa familiare evoluta in una realtà manageriale impegnata nella gestione di servizi integrati ad alto impatto sociale per le comunità e i territori. Nel ruolo di CFO, Frasca ha introdotto una gestione finanziaria rigorosa e orientata alla sostenibilità, accompagnando la digitalizzazione dei processi, l’integrazione dei servizi e lo sviluppo di un modello organizzativo flessibile.
Il suo impegno si estende anche ai temi della leadership femminile e della parità di genere. Il percorso aziendale ha portato Salus al conseguimento delle certificazioni di qualità e della UNI/PdR 125, la prassi di riferimento dedicata ai sistemi di gestione per la parità di genere. Un risultato che riflette una cultura d’impresa fondata sulla valorizzazione delle persone e sulla costruzione di un’organizzazione capace di misurare il proprio impatto non soltanto sul piano economico, ma anche su quello sociale.
La candidatura veronese assume particolare rilievo in un quadro nazionale nel quale le imprese guidate da donne mostrano indicatori di crescita superiori alla media. In Italia sono oggi 1,48 milioni, quasi un quarto del totale, e nell’ultimo triennio hanno registrato performance migliori rispetto al sistema imprenditoriale complessivo sia per crescita del fatturato sia per solidità finanziaria, secondo i dati dell’Osservatorio Prometeia per Women ONBoarding di UniCredit.
Anche la struttura societaria delle aziende femminili sta cambiando. Mentre il numero complessivo delle imprese italiane arretra, le società di capitali guidate da donne crescono del 2,6%, segnalando un progressivo consolidamento dimensionale e organizzativo. Non si tratta quindi soltanto di nuove attività, ma di imprese che rafforzano governance, capacità finanziaria e prospettive di sviluppo.
Il fenomeno appare evidente anche nei comparti tecnologici. Tra il 2014 e il 2024 le imprese femminili attive nell’ICT sono aumentate del 27%, contro il 19% delle aziende non femminili, secondo l’Osservatorio Rita Levi-Montalcini Svimez-W20. Rimangono problemi strutturali come l’accesso al credito, la sottocapitalizzazione e il divario salariale, ma il quadro restituito dai dati non è più soltanto quello di un’imprenditoria impegnata a resistere: è quello di un sistema che cresce, innova e presidia settori decisivi per la competitività del Paese.
Le FAB50 della ventiduesima edizione del Premio GammaDonna fotografano proprio questa trasformazione. Il 52,8% delle protagoniste selezionate proviene dal Nord Italia, mentre il Centro-Sud raggiunge il 45,3%, a cui si aggiunge una realtà con sede nei Paesi Bassi. L’età media è di 42 anni e la maggioranza delle imprenditrici appartiene alle generazioni Millennial e Gen Z, con candidate nate fino al 1998. Un dato che evidenzia il ricambio generazionale in corso e la crescente capacità delle giovani imprenditrici di sviluppare modelli di business fondati sulla tecnologia, sulla sostenibilità e sull’impatto sociale.

Il Veneto emerge soprattutto nei settori della sanità, del recupero dei materiali e del design. A Vicenza, Paola Campanaro ha sviluppato il Centro Clinico La Quercia come un ecosistema sanitario articolato in cinque sedi e composto da circa settanta professionisti. La struttura integra attività clinica, formazione, ricerca e innovazione, anticipando alcune delle principali emergenze sociali e psicologiche.
Tra i progetti promossi figura “La Patente del Cellulare”, programma dedicato alla prevenzione delle dipendenze digitali. Campanaro ha inoltre sviluppato spazi clinici ispirati al modello olivettiano, nei quali l’ambiente diventa parte del percorso terapeutico e del benessere collettivo. Il Centro, certificato ISO 9001, comprende anche una Longevity Unit e adotta un modello organizzativo orientato a innovazione, prevenzione e impatto sociale. Campanaro opera inoltre come business angel e advisor strategico nel settore della salute mentale.
Sempre a Vicenza, Giulia De Rossi ha fondato Nazena con l’obiettivo di ridurre lo scarto tessile destinato a discariche e inceneritori. La startup ha sviluppato e brevettato un processo che trasforma i residui di tessuto in un nuovo materiale rigido e sostenibile, utilizzabile nei settori dell’arredo e del design.
Nazena collabora con marchi internazionali della moda in progetti di filiera chiusa e dal 2026 ha esteso la propria attività alla gestione autorizzata dei rifiuti, con l’obiettivo di implementare tecnologie di recupero tessile a basso impatto ambientale. Il progetto rappresenta un’applicazione concreta dei principi dell’economia circolare, in un comparto nel quale la gestione degli scarti e il consumo di risorse costituiscono una delle principali sfide industriali.
Nel settore del design e dell’artigianalità di alta gamma opera invece Maria Cristina Giobbi, alla guida di Insula delle rose. L’impresa vicentina unisce progettazione di interni, soluzioni su misura e manifattura di lusso, rivolgendosi a una clientela internazionale interessata a prodotti fortemente personalizzati.
Il modello aziendale mette al centro la customizzazione, la selezione dei materiali e la valorizzazione delle competenze manifatturiere. Attraverso un approccio sartoriale alla progettazione degli spazi, Insula delle rose interpreta il Made in Italy come sintesi tra cultura del progetto, artigianalità e capacità di rispondere alle esigenze dei mercati esteri.
Le quattro esperienze venete mostrano come l’innovazione femminile non sia concentrata in un unico settore. A Verona riguarda la gestione finanziaria, la digitalizzazione e l’organizzazione di servizi sociali; a Vicenza coinvolge la salute mentale, la prevenzione, il recupero dei rifiuti tessili, il design e l’artigianalità di lusso.
«Le FAB50 di GammaDonna raccontano un’imprenditoria femminile che non occupa nicchie, ma presidia gli ambiti in cui si gioca la competitività del Paese: salute, transizione ecologica, manifattura avanzata, economia circolare, con una forte componente di innovazione digitale e di intelligenza artificiale applicata», commenta Valentina Parenti, presidente GammaDonna. «Colpisce anche la qualità dell’innovazione: non solo nuove tecnologie, ma nuovi modelli di impresa, di leadership e di creazione di valore. È questa la trasformazione che GammaDonna sostiene da oltre vent’anni.»
La selezione nazionale comprende imprese impegnate nell’agricoltura di precisione, nella logistica internazionale, nella medicina di precisione, nella moda sostenibile, nella silver economy, nella space economy e nell’applicazione dell’intelligenza artificiale ai processi aziendali. Accanto alle startup figurano imprese familiari che hanno affrontato percorsi di riconversione industriale, crescita manageriale e apertura ai mercati internazionali.
Il Premio GammaDonna, arrivato alla ventiduesima edizione, nasce per individuare e sostenere modelli imprenditoriali femminili innovativi. Dal 2004 l’associazione opera come talent scout, inserendo le imprenditrici selezionate in percorsi di accelerazione del business, esposizione mediatica e crescita professionale, con il coinvolgimento di startup, investitori, grandi imprese e istituzioni.
Ricevi Verona Economia 7! 👇
👉 VUOI RICEVERE IL SETTIMANALE ECONOMICO MULTIMEDIALE DI VERONA NETWORK?
👉 ARRIVA IL SABATO, È GRATUITO!
PER RICEVERLO VIA EMAIL
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Matteo Scolari
Source link



