Il caso del film “proibito” in Germania proiettato in una sala di Roma: scontro tra Pd e Municipio a Tor Bella Monaca


Il film “Citizen Vigilante”, bandito dalle sale in Germania e sostenuto da Elon Musk, è stato proiettato nella Capitale

Un film escluso dalla distribuzione cinematografica in Germania per i suoi contenuti anti-immigrazione approda in una sala di Roma e scatena uno scontro politico. Così Citizen Vigilante, sostenuto nelle scorse settimane anche da Elon Musk, è stato proiettato a Tor Bella Monaca tra le proteste del Pd locale e la difesa dell’amministrazione municipale. È accaduto ieri, lunedì 13 luglio, nella sala cinema del Municipio VI, davanti a una cinquantina di persone, dopo giorni di botta e risposta sui social tra gli esponenti dem all’opposizione in Consiglio e gli organizzatori dell’evento che ne denunciavano i tentativi di censura.


Le liti all’interno del Consiglio

«Il PD del Sesto Municipio è sul piede di guerra: in un lungo comunicato si scaglia contro la nostra iniziativa di proiettare il film Citizen Vigilante nella sala cinema del Municipio Le Torri»: questo il commento di Welcome to Favelas, nota e discussa pagina social che denuncia il degrado urbano e sociale nelle periferie, in un post di qualche giorno fa. Sono loro, del resto, i promotori della proiezione della pellicola che ha ricevuto ospitalità tra le mura istituzionali di Tor Bella Monaca. Un messaggio che lascia intendere malumori nella stessa amministrazione municipale, alla cui presidenza siede Nicola Franco, esponente di Fratelli d’Italia.

La proiezione è stata preceduta da un dibattito al quale hanno preso parte il vicepresidente del Municipio VI, Andrea La Fortuna (Forza Italia), insieme ad alcuni esponenti del centrodestra e a Massimiliano Zossolo, fondatore di Welcome to Favelas. In sala, anche l’influencer del degrado, Simone Carabella. Al centro del confronto i temi della sicurezza urbana, del degrado delle periferie e le polemiche nate attorno alla proiezione del film.

Un film che scoperchia un vaso di Pandora

Andrea La Fortuna, vicepresidente del Municipio, intervenendo per primo nel dibattito ha attenuato i toni della polemica, prendendo subito le distanze dalla giustizia fai-da-te raccontata nel film: «L’unico modo per risolvere i problemi è rivolgersi alle forze dell’ordine». Poi, la difesa della scelta dell’amministrazione di concedere la sala comunale per la proiezione di un film dai contenuti non da tutti condivisi, spiegando che lo spazio «è aperto alla cultura a 360 gradi, senza distinzioni politiche» e che chiunque può chiedere di usarlo.


Resta però il tema del perché sia stata scelta proprio questa pellicola e non un’altra: a spiegarlo è Zossolo, promotore dell’evento: «È un film fatto male», ammette, ma il regista scoperchia un vaso di Pandora portando sullo schermo «un disagio che nasce da un senso di profonda ingiustizia» nelle periferie europee e che spesso è taciuto o censurato. Di certo, continua, è un film tutt’altro che inattuale. La scena iniziale vede l’accoltellamento immotivato di una donna da parte di un passante di origini africane: solo negli ultimi giorni, afferma, «questa stessa situazione è capitata per due volte a Milano».

Chi ha autorizzato la proiezione e le proteste dei membri del Pd all’opposizione

Non tutti erano d’accordo con la scelta del Municipio di autorizzare la proiezione del film Citizen Vigilante in uno dei locali di Roma Capitale. Così sulla loro pagina social, le opposizioni del Pd avevano bollato l’evento con una parola: «Inaccettabile». «Trasmettere un film profondamente razzista che è stato vietato in alcuni paesi europei la dice lunga su quello che è il suo concetto di istituzione», continuava il messaggio riferendosi a Nicola Franco. Ma anche: «è inaccettabile che nei locali di Roma Capitale si autorizzi questa proiezione, un gesto infamante di cui il centrodestra locale si dovrebbe vergognare». Infine, l’appello: «Intervenga immediatamente Giorgia Meloni», seguito però solo dal silenzio della diretta interessata.

Di cosa parla il film

Il film, diretto dal regista Uwe Boll (che ne ha annunciato un secondo capitolo presto in arrivo, ndr) è stato vietato in Germania per i suoi contenuti violenti contro le comunità straniere in Europa. Ambientato in una città dai contorni incerti, ma che le insegne sparse in diverse scene tradiscono come croata, segue le gesta del giustiziere Michael Sanders, interpretato dal divisivo Armie Hammer, negli ultimi anni accusato di abusi fisici, violenza sessuale e fantasie di cannibalismo.

Ex soldato, Sanders decide di vendicare stupri e delitti compiuti perlopiù da giovani immigrati. Dalla sua, una formazione da militare che gli permette non solo di avere la meglio sui singoli criminali, tutti pestati a sangue o uccisi, ma anche di sconfiggere le forze dell’ordine che lo vogliono fermare. L’intento, quello di opporsi a una «sinistra Woke accecata» che si piega agli islamisti auto-incolpandosi della loro mancata integrazione.


Dal pugno duro in Germania alla simpatia di Elon Musk per Citizen Vigilante

A far discutere nelle ultime settimane, a fronte del mancato permesso per la distribuzione nelle sale da parte della FSK, l’autorità tedesca che regola le uscite cinematografiche, era stata la forte simpatia e diffusione del progetto da parte di Elon Musk. Mentre la FSK si era affrettata nel classificarlo come “KK”, ossia non sottoposto a classificazione d’età e quindi escluso dalla normale distribuzione, Musk diffondeva in lungo e in largo locandine e persino un link sul quale per 48 ore si sarebbe potuto vedere gratuitamente. Nonostante l’esclusione dalla distribuzione cinematografica tedesca, il film resta comunque disponibile su diverse piattaforme online, da YouTube (dove conta 44mila visualizzazioni, ndr) ad Apple Tv, e continua ad alimentare il dibattito politico anche fuori dalla Germania.





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 Roberta Brodini

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