Una battuta di Meryl Streep, un teatro di Broadway sempre tutto esaurito. Un premio – il terzo – che ha sbaragliato la concorrenza e un’attrice che il pubblico mondiale conosce soprattutto per un ruolo in una sit‑com. Bastano questi 4 elementi per capire perché, nelle ultime settimane, il nome di Laurie Metcalf sia tornato protagonista delle cronache dello spettacolo internazionale.
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Perché Meryl Streep ha detto di volersi ritirare dalle scene
Il motivo? Meryl Streep ha dichiarato di volersi ritirare dalle scene. O meglio, ci ha scherzato sopra parlando con la rivista People. Raccontando di aver assistito a una delle rappresentazioni di Morte di un commesso viaggiatore, la storica pièce di Arthur Miller, con la regia di Joe Mantello.
Parlando dell’interpretazione di Laurie Metcalf, protagonista nei panni di Linda, Streep, considerata la più grande attrice vivente, ha fatto una confessione inaspettata. «Non so come si faccia a recitare. Quando vedo gente che lo fa, penso: “Come ha fatto?”». E ha aggiunto, tra il serio e il faceto: «Non riesco a credere quanto sia brava Laurie Metcalf. E ho pensato: “Meglio che mi ritiri, perché non capisco come diavolo abbia fatto”». Il commento finale? «Che artista. Che artista».
Chi è Laurie Metcalf, l’attrice che ha fatto dire alla 77enne Meryl Streep, dopo averla visto a teatro: «Basta, adesso mi ritiro dalle scene» (foto Getty Images)
Chi è Laurie Metcalf e la sua Linda Loman
Una battuta che Laurie Metcalf non si è certo scordata. Tanto da ammettere, ospite dello show televisivo Live with Kelly and Mark, che non esiste complimento più grande, il più bello mai ricevuto in tutta la sua carriera.
Il pubblico italiano associa il volto di Metcalf soprattutto a Mary Cooper, la madre di Sheldon in The Big Bang Theory. E, prima ancora, in Pappa e ciccia (ma è stata candidata all’Oscar per Lady Bird, esordio alla regia di Greta Gerwig). Dietro quei ruoli da sit‑com, però, si nasconde una delle interpreti più rispettate del teatro americano, capace in decenni di carriera di scavare nelle pieghe più nascoste dei personaggi che porta in scena. Lo dimostra anche il suo Linda Loman in Morte di un commesso viaggiatore, accanto a Nathan Lane nei panni del marito Willy.
Della parte, spesso ridotta dalla tradizione teatrale a un ruolo passivo, Metcalf ha raccontato che «non sapevo cosa aspettarmi da Linda Loman. Avevo sempre sentito dire… non voglio dire “tappetino”, ma è quello che avevo sentito». Da quella resistenza è nata una domanda diversa, che ha riscritto il personaggio. «Come può Linda essere una vera compagna per Willy se resta semplicemente ai margini?», si è chiesta scavando nel testo di Miller. La risposta ha cambiato tutto. «In realtà è lei la catalizzatrice che fa partire gli eventi», ha spiegato. «Non avevo mai pensato a lei in questo modo, come a colei che fa rotolare la palla del disastro verso la fine». Una lettura che si estende anche alla devozione di Linda verso il marito, fatta di amore ma anche di una certa complicità nelle sue menzogne. «Credo che si possa essere quel tipo di persona fino al punto di permettere all’altro di mentire a sé stesso. Per questo so che lei lo fa con Willy».
Laurie Metcalf, 71 anni, con il suo terzo Tony Award, vinto nel 2026 per Morte di un commesso viaggiatore (foto Getty Images)
Il metodo di lavoro e la lezione di Survivor
Una delle ragioni di questa libertà interpretativa, secondo l’attrice, è una regola che si è data da tempo: non assistere mai a spettacoli che potrebbe un giorno interpretare lei stessa. «Sì, è sempre stato il mio metodo», ha raccontato ridendo. «Mi si stanno esaurendo le occasioni di andare a teatro ormai, ma sono davvero contenta di non averlo mai fatto, perché non volevo avere in testa la versione di qualcun altro: è troppo difficile scrollarsela di dosso. Finisci sempre per ricordarla in un certo modo».
Senza l’ombra di un’altra interpretazione a guidarla, ha aggiunto, si è sentita «più libera di andare ovunque» nel testo di Miller. Una curiosità per il comportamento umano che Metcalf coltiva anche fuori dal palco, nelle ore di decompressione dopo lo spettacolo: da tempo è diventata un’appassionata di Survivor, reality show della stessa famiglia dell’Isola dei famosi, che considera tutt’altro che un semplice passatempo. «Per me la reality tv è più uno studio del comportamento umano nella sua forma più cruda», ha spiegato. «Quelle persone non so come fanno, ma si dimenticano che la telecamera è lì e sono semplicemente loro stesse. È questo che trovo affascinante. Mi piacciono le gare e le eliminazioni, ma soprattutto mi piace osservare i comportamenti. È lì che imparo di più».
Johnny Galecki, Laurie Metcalf e Jim Parsons in una scena di The Big Bang Theory (foto Getty Images)
Il Tony Award e gli altri progetti di Laurie Metcalf
Tanto lavoro ha pagato. Il riconoscimento per quella interpretazione, infatti, è arrivato alla 79esima edizione dei Tony Award, dove Laurie Metcalf ha vinto il premio come miglior attrice non protagonista. Il suo terzo Tony in carriera, dopo quelli per Tre donne alte e A Doll’s House – Part 2.
Un anno particolarmente intenso, in cui Metcalf ha recitato anche in Scream 7 e nella serie Netflix Big Mistakes, di cui tornerà presto a girare la seconda stagione. «Probabilmente ho preso un po’ troppi impegni quest’anno», aveva commentato poco prima della vittoria, «ma mi sento molto fortunata. È raro che arrivi un grande ruolo in un anno, figuriamoci tanti. E Linda è uno dei ruoli della vita. Sono felicissima di interpretarla».
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Sara Sirtori
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