Più solide e meno pubbliche: così cambiano le banche italiane – PPN ADI


L’Assemblea ABI 2026 fotografa un sistema bancario solido con crediti deteriorati all’1%. Se Patuelli chiede meno debito pubblico per migliorare il rating nazionale, il governatore della Banca d’Italia Panetta frena sui rischi geopolitici e chiede più capitale di rischio. Svolta storica del ministro Giorgetti, che annuncia la fine del Tesoro azionista, mentre si accelera sulla via dell’euro digitale.

Un sistema bancario solido, ma chiamato a navigare in un contesto macroeconomico e geopolitico complesso. Emerge questo dall’Assemblea annuale 2026 dell’ABI, l’Associazione bancaria italiana, che ha fatto il punto della situazione tra le tensioni internazionali e l’avvento e lo sviluppo repentino dell’intelligenza artificiale. Le relazioni del presidente dell’ABI Antonio Patuelli, del governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta e del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti tracciano la complessa rotta della finanza italiana, chiamata a muoversi su un crinale strettissimo: sostenere la crescita e l’innovazione tecnologica tutelando, al tempo stesso, la qualità degli attivi e la propria solidità patrimoniale.

I numeri di Patuelli

Patuelli ha aperto i lavori e ha rivendicato i grandi sforzi di patrimonializzazione compiuti dagli istituti di credito nazionali. Ha poi scandito che un basso debito pubblico e banche sane, solide e rispettate sono indispensabili per la stabilità finanziaria, lo sviluppo e per ancor migliori rating internazionali che l’Italia merita. A supporto di questa solidità parlano soprattutto gli investimenti nell’innovazione: nel solo 2025 le banche in Italia hanno investito ben 6,3 miliardi di euro in nuove tecnologie e intelligenza artificiale, secondo i dati di ABILab. Sul fronte dei pagamenti digitali, sempre più comuni, che incrementano la tracciabilità e riducono l’evasione, il presidente ha richiamato le stime della Banca d’Italia, secondo cui ogni punto percentuale in più di spesa digitale sul totale delle transazioni genera quasi 0,5 punti di gettito IVA aggiuntivo per lo Stato.

La radiografia di Panetta: dall’IA al credito

Il governatore di Bankitalia Fabio Panetta ha tracciato una radiografia del sistema concentrandosi sull’intelligenza artificiale e sul credito: “L’intelligenza artificiale è destinata ad avere effetti rilevanti sulla produttività e sulla crescita. I benefici restano tuttavia incerti nei tempi e nella distribuzione. Nei prossimi mesi l’evoluzione del credito dipenderà dagli sviluppi del conflitto in Medio Oriente, dalle condizioni dei mercati finanziari e dalla percezione del rischio da parte degli intermediari. Il protrarsi delle ostilità e l’emergere di nuove pressioni sui mercati energetici – ha concluso il governatore – potrebbero accrescere la cautela delle banche e tradursi in criteri di offerta più selettivi”.


Uno dei dati più significativi riguarda il crollo dei crediti deteriorati netti nei bilanci delle banche: se dieci anni fa i prestiti deteriorati superavano l’8% del totale dei finanziamenti, oggi la quota si è ridotta ad appena l’1%. Al lordo delle svalutazioni, lo stesso rapporto si attestava al 15,2% nel 2016 e si è ridotto al 2,4% alla fine del 2025. La centralità delle banche nel finanziamento delle imprese italiane resta comunque elevatissima, dato che i debiti bancari rappresentano il 14% del totale del passivo aziendale e il 46% dei soli debiti finanziari. Nonostante la debolezza del quadro macroeconomico globale, segnato da un’inflazione dell’area euro stimata intorno al 3% fino all’inizio del 2027, i finanziamenti alle imprese italiane hanno mostrato una forte reattività. A maggio, infatti, i prestiti societari hanno registrato un’accelerazione al 6,2% su base trimestrale annualizzata, in netto recupero rispetto al 2,3% registrato a febbraio.

Tuttavia, Panetta ha lanciato un chiaro monito sul futuro: per finanziare l’innovazione e gli investimenti immateriali non basta il canale bancario, ma serve molto più capitale di rischio. In Italia il private equity e il venture capital sono ancora troppo deboli per accompagnare la crescita dimensionale delle imprese. Il private equity rappresenta appena lo 0,5% degli investimenti complessivi delle compagnie assicurative e lo 0,7% di quelli dei fondi pensione, mentre il venture capital ha un peso del tutto trascurabile in entrambi i comparti.

Giorgetti, tra l’azionariato pubblico e l’euro digitale

A chiudere la giornata il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha posto l’accento sul ruolo del dicastero all’interno del sistema finanziario: “Sono felice che questa sia l’ultima assemblea dell’ABI in cui il governo è socio di alcuni importanti istituti bancari, giacché considero che il ruolo che l’azionista pubblico ha svolto si sia esaurito”, ha concluso Giorgetti. Il governo guarda con forte favore alla solidità del comparto, che consente allo Stato di alleggerire gradualmente alcune storiche partecipazioni bancarie nate in contesti di emergenza. L’obiettivo è concentrare l’intervento pubblico sul supporto selettivo alle imprese meritevoli, anche attraverso la razionalizzazione di strumenti come il Fondo Centrale di Garanzia per evitare distorsioni di mercato e prevenire l’azzardo morale.

Giorgetti si è poi concentrato sull’euro digitale: “È un pilastro concreto e realistico dell’autonomia strategica europea. Mi auguro che le banche vogliano favorire questo percorso, perché tutti noi europei avremmo da guadagnare da un’infrastruttura sovrana sui pagamenti. Proprio sul fronte dei pagamenti digitali – ha continuato il ministro – l’Italia ha registrato, con l’impegno comune di Governo e operatori, importanti passi avanti. I pagamenti elettronici, per valore, sono cresciuti notevolmente anche nelle transazioni presso i punti vendita”, ha poi aggiunto.

Le conclusioni

L’Assemblea dell’ABI del 2026 sancisce quindi una transizione fondamentale per il Paese: le banche italiane si presentano oggi non più come un fattore di vulnerabilità finanziaria, bensì come un solido pilastro di stabilità da cui far ripartire gli investimenti e l’innovazione tecnologica nazionale.



#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Antonio Contu

Source link

Di