L’aumento della potenza di calcolo sta trasformando la ricerca scientifica, l’intelligenza artificiale e l’industria. Un fenomeno che negli ultimi anni è stato spesso accompagnato (quello della potenza di calcolo) dalla poca sostenibilità dei sistemi attuali. All’efficienza di calcolo, c’è un altro parametro che oggi pesa quasi quanto le prestazioni e cioè il consumo energetico. Un supercomputer di ultima generazione può assorbire decine di megawatt di potenza, l’equivalente del fabbisogno elettrico di una città di medie dimensioni. Per questo motivo, accanto alla classifica dei 500 sistemi più potenti al mondo (TOP500), esiste anche la Green500, che valuta quali siano i supercomputer più efficienti dal punto di vista energetico.
L’ultima edizione della Green500, pubblicata nel giugno 2026, è una corsa che coinvolge università, centri di ricerca, aziende private e governi, compresa l’Italia con il sistema HPC6 di Eni, tra i protagonisti della classifica TOP500 e tra i grandi supercomputer più efficienti della sua categoria.
I primi 20 supercomputer più green al mondo
La classifica Green500 viene aggiornata due volte all’anno insieme alla TOP500 e prende in considerazione esclusivamente i sistemi che hanno eseguito il benchmark LINPACK, lo stesso utilizzato per misurare la potenza dei supercomputer. La differenza è che, anziché ordinare le macchine in base alla velocità assoluta, le classifica secondo l’efficienza energetica.
Nell’edizione di giugno 2026 il primo posto è occupato da KAIROS, installato presso l’Università di Tolosa in Francia. Il sistema raggiunge un’efficienza di oltre 73 gigaflops per watt, un valore che rappresenta oggi il riferimento mondiale. Alle sue spalle si conferma ROMEO-2025, anch’esso francese, mentre nelle prime posizioni compaiono numerosi sistemi equipaggiati con la piattaforma NVIDIA Grace Hopper, oggi dominante nella corsa all’efficienza energetica.
La classifica completa dei primi venti sistemi è disponibile sul sito ufficiale della Green500, che aggiorna i risultati due volte l’anno in occasione della International Supercomputing Conference (ISC) e della conferenza Supercomputing (SC).
Dove si trovano i supercomputer più green
Osservando la distribuzione geografica emerge un quadro piuttosto diverso rispetto alla classifica dei supercomputer più potenti.
La Francia è oggi il Paese che domina la Green500 grazie ai sistemi KAIROS e ROMEO-2025, entrambi sviluppati con architettura Eviden BullSequana XH3000 e acceleratori NVIDIA Grace Hopper. Anche Germania e Regno Unito figurano stabilmente nelle prime posizioni grazie a importanti investimenti nei centri di supercalcolo dedicati alla ricerca scientifica.
Gli Stati Uniti, però, pur continuando a guidare la classifica della potenza di calcolo con sistemi exascale come El Capitan, Frontier e Aurora, puntano sempre più anche sull’efficienza energetica, grazie all’impiego di sistemi di raffreddamento diretto a liquido e nuove architetture hardware.
Anche l’Europa sta consolidando il proprio ruolo attraverso il programma EuroHPC, che finanzia la realizzazione di infrastrutture comuni per la ricerca. Nell’aggiornamento del giugno 2026 diversi sistemi europei risultano contemporaneamente competitivi sia nella TOP500 sia nella Green500, dimostrando che prestazioni elevate ed efficienza energetica possono procedere insieme.
L’Italia è presente con HPC7, il supercomputer installato nel Green Data Center di Eni a Ferrera Erbognone (Pavia). Sebbene non occupi le primissime posizioni della Green500, rappresenta uno dei grandi sistemi più efficienti al mondo nella fascia dei supercomputer con oltre un milione di core di calcolo. Le sue applicazioni spaziano dall’esplorazione geologica allo sviluppo di materiali innovativi, fino all’intelligenza artificiale e alla ricerca sulla transizione energetica.
Come viene calcolato il “green” di un supercomputer
La Green500 utilizza come indicatore i gigaflops per watt (GFLOPS/W).
Un gigaflop rappresenta un miliardo di operazioni matematiche in virgola mobile eseguite in un secondo. Il valore espresso in GFLOPS/W indica quindi quante di queste operazioni il supercomputer riesce a svolgere consumando un solo watt di energia elettrica.
Non viene quindi premiato il sistema che consuma meno energia in assoluto, ma quello che produce la maggiore quantità di calcolo per ogni watt utilizzato. È un principio analogo a quello utilizzato nel settore automobilistico quando si confrontano i chilometri percorsi con un litro di carburante: ciò che conta è il rendimento, non il consumo totale.
Per garantire confronti omogenei, tutti i sistemi devono eseguire il benchmark High Performance LINPACK (HPL), lo stesso utilizzato per la TOP500. Durante il test vengono misurate contemporaneamente sia le prestazioni di calcolo sia l’energia assorbita dall’intero sistema, seguendo regole molto rigorose sulla modalità di rilevazione dei consumi. Il rapporto tra questi due valori determina il punteggio finale della Green500.
Negli ultimi anni l’efficienza energetica è diventata uno dei principali obiettivi dell’intero settore HPC. I moderni supercomputer integrano acceleratori sempre più efficienti, sistemi di raffreddamento a liquido, alimentatori ad alto rendimento e software capaci di distribuire i carichi di lavoro riducendo gli sprechi energetici.
Si tratta di un’evolozione destinata ad assumere un ruolo ancora più importante con la crescita dell’intelligenza artificiale generativa. L’addestramento dei grandi modelli linguistici richiede infatti enormi quantità di potenza di calcolo e, di conseguenza, grandi consumi elettrici. Migliorare il rapporto tra prestazioni e watt significa non solo ridurre i costi operativi, ma anche e soprattutto limitare l’impatto ambientale dei futuri data center e delle infrastrutture di ricerca che alimenteranno l’attuale e la prossima generazione di applicazioni basate sull’AI.
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