un patto per raccontare la sicurezza a Varese



Si è svolto nel pomeriggio di venerdì 17 luglio, nella sala biblioteca della Prefettura di Varese un incontro tra il Prefetto Salvatore Pasquariello, i vertici delle forze dell’ordine e i rappresentanti delle principali testate del territorio per discutere il rapporto tra comunicazione istituzionale, informazione giornalistica e percezione della sicurezza in provincia.


Un dialogo aperto, con alcuni nodi da sciogliere

Dal confronto è emerso un riconoscimento condiviso: il canale di dialogo aperto dalla Prefettura viene considerato positivo dai rappresentanti della stampa. L’obiettivo indicato è costruire una narrazione completa e corretta dei fatti, che però non comprometta le attività di polizia giudiziaria in corso. Su questo punto sono state segnalate alcune criticità: i tempi e le regole della comunicazione istituzionale rallentano il lavoro delle redazioni, mentre i social diffondono le notizie più rapidamente e talvolta in modo impreciso. Per superare questo scarto è stata proposta l’istituzione di un “patto” operativo tra i referenti delle testate e quelli delle forze dell’ordine, che preveda conferme minime e spiegazioni di contesto in tempi più rapidi. Come esempio di buona pratica sono stati citati i servizi congiunti già realizzati in occasione di alcune operazioni, come i controlli antidroga, con regole definite per le riprese e la presenza dei giornalisti sul posto.

incontro stampa - prefettura

Percezione d’insicurezza e dati reali non sempre coincidono

Un secondo tema affrontato riguarda lo scarto tra la percezione di insicurezza avvertita dai cittadini e i dati sui risultati operativi delle forze dell’ordine. Alcune testimonianze locali raccolte nel corso dell’incontro indicano miglioramenti in specifiche aree della città, come via Morosini, via parallela a via Como, rispetto al degrado registrato in passato. Restano invece criticità nei pressi delle stazioni ferroviarie, dove si segnalano episodi di ubriachezza nelle ore mattutine e il ritorno ciclico di fenomeni già affrontati in precedenza a Varese, e criticità rilevate anche a Saronno e Gallarate. Il tema è stato ricondotto a una prospettiva più ampia: la necessità di una “riappropriazione” degli spazi urbani attraverso presenze quotidiane e iniziative che ne migliorino la vivibilità, in un’ottica di città a misura d’uomo sostenuta anche da presidi di comunità.


Una mappa condivisa dei punti critici

Tra le proposte discusse figura anche l’idea di realizzare una mappatura del territorio che individui in modo operativo le aree in miglioramento e quelle ancora problematiche, allo scopo di ottimizzare l’impiego delle risorse. Inoltre, dalla Prefettura è arrivato l’appello alla Stampa per collaborare per definire i nodi critici, che possano eventualmente evidenziare nuove “zone rosse” o comunque segnali di attenzione: così insieme alle stazioni e alcune piazze di Saronno, Gallarate, Busto Arsizio, si è citata anche Luino. È stato comunque ribadito che si tratta di fenomeni circoscritti e non di una situazione fuori controllo, pur con la presenza di punti sensibili da monitorare.

Giovani, alcol e movida: la richiesta di un patto con gli esercenti

Un capitolo a parte ha riguardato i giovani e il consumo di alcol nei contesti della movida. È stato segnalato un peggioramento nelle reazioni e nei livelli di aggressività tra i ragazzi, insieme al problema, ritenuto diffuso, della somministrazione di alcolici a minorenni in alcuni locali. Su questo fronte è stata rilevata anche la difficoltà dei genitori nel gestire la sicurezza e la responsabilità dei figli fuori dalle mura domestiche. La proposta emersa è quella di un patto tra locali, associazioni di categoria e commercianti, per costruire una responsabilità condivisa e una forma di controllo sociale informale, da ridefinire semestralmente.

I limiti della comunicazione in presenza di indagini

Sul fronte più tecnico, i rappresentanti delle forze dell’ordine hanno ricordato i vincoli legali che regolano la comunicazione delle indagini: le informazioni devono passare attraverso le Procure e i Gip, e un’anticipazione impropria di elementi investigativi rischia di compromettere le indagini stesse. A questo si contrappone però la pressione esercitata dai social media, che rende più urgente fornire risposte alle notizie incontrollate che si diffondono rapidamente. Le forze dell’ordine hanno comunque ribadito la propria disponibilità al dialogo, chiedendo però che vengano tenuti in considerazione i limiti oggettivi del sistema, in vista di soluzioni comunicative condivise.


Verso nuove pratiche di informazione

Nel corso dell’incontro è stato suggerito di dare più spazio, nelle pagine e nei servizi, alle iniziative positive e alle soluzioni adottate, non solo alle criticità. È stata inoltre proposta la realizzazione di documentazione video con testate selezionate, secondo regole operative condivise. Non è mancata un’autocritica da parte della stampa presente, che ha riconosciuto la necessità di evitare sensazionalismo e superficialità, rafforzando invece correttezza e responsabilità sociale nel racconto dei fatti.

I prossimi passi

Dall’incontro sono emersi alcuni impegni per il prosieguo del confronto: la definizione di un protocollo di comunicazione tra Prefettura, forze dell’ordine e referenti delle testate, che disciplini le conferme minime e il contesto delle notizie; l’avvio di una mappatura condivisa delle aree critiche e di quelle migliorate; il coinvolgimento delle associazioni di categoria e dei gestori dei locali per un accordo sulla somministrazione di alcol ai minorenni e sulla sicurezza della movida; la programmazione di servizi congiunti, anche video, sulle operazioni di prevenzione, con regole definite per la presenza dei giornalisti; e infine una maggiore attenzione, nelle comunicazioni future, alle soluzioni e alle iniziative di riqualificazione urbana già in corso.






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