A Radio Tutto Napoli Giovanni Scotto analizza il ritiro del Napoli: modulo di Allegri, mercato e caso Buongiorno.
Giovanni Scotto, giornalista de Il Roma, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l’unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.
Sei a Dimaro: quali sono le prime impressioni che stai vivendo dal ritiro del Napoli? “Due allenamenti sono un po’ pochi, però tanto pallone. La squadra lavora in palestra anche prolungando il lavoro per circa un’ora, quindi l’allenamento in campo spesso è iniziato con un’ora di ritardo rispetto all’orario annunciato. Però in campo poca corsa, pochissima: giusto il riscaldamento, poi tanto pallone, tante esercitazioni con la palla e sulla velocità. È uno stile molto diverso da quello di Antonio Conte. Già ieri Allegri, al primo allenamento assoluto, ha fatto una partitella a metà campo con due formazioni da undici. Le sensazioni sono di tante novità anche dal punto di vista del lavoro in campo e l’atmosfera è come sempre festosa, con tanti tifosi. Arriva il weekend e Dimaro vive sempre il ritiro con grande curiosità, quella di scoprire il primo Napoli e cercare di capire che Napoli sarà. La nota tattica arrivata ieri è che, nella partitella che citavo prima, Allegri ha utilizzato due formazioni con il 4-3-3 e questo è un indizio che ci fa capire su quale modulo forse lavorerà, quantomeno durante il ritiro.”
Si sta usando molto il pallone e, almeno per ora, l’approccio sembra più morbido rispetto a quello di Antonio Conte. Pensi che possa essere uno stimolo diverso per i calciatori? “Questo è difficile dirlo. Non amo i paragoni tra i vari allenatori, soprattutto analizzando questi aspetti. È chiaro che quei calciatori che soffrivano il tanto lavoro fisico a cui Conte li sottoponeva, con questo tipo di approccio saranno sicuramente più soddisfatti, saranno un po’ più tranquilli. Non è che comunque il Napoli non si alleni: l’allenamento è molto lungo, però è un lavoro soprattutto con il pallone. Mi ricorda, e faccio questo paragone non perché voglia fare lo spiritoso o spaventare i tifosi, l’approccio che ebbe Garcia, basato proprio sul lavoro con la palla. Tu hai parlato di leggerezza, tra virgolette, e il concetto è un po’ questo. Conte ha fatto della cultura del lavoro, del sacrificio e della fatica il suo motto. I risultati sono arrivati, però non significa che l’allenatore che fa correre tanto i suoi calciatori ottenga sempre risultati e che chi ha uno stile diverso non li faccia. Il curriculum di Allegri parla chiaro e questo è un approccio che va scoperto. Non significa che sia peggiore di quello di Conte o che la squadra non lavori, il messaggio non deve essere assolutamente questo. Conte faceva, diciamo, 70% corsa e 30% esercitazioni con la palla. Allegri fa 80% esercitazioni con la palla e 20% corsa. Se ciò può diminuire il rischio di infortuni lo scopriremo. Se così dovesse essere, ben venga, perché il Napoli continua purtroppo ad avere un conto aperto con gli infortuni.”
L’infortunio di Alessandro Buongiorno può avere ripercussioni anche sul mercato del Napoli? Si tornerà su un difensore dopo Gila? “Per ora no, perché il Napoli aveva provato con Gila pensando di poter fare un affare. Evidentemente Manna sapeva già che c’era qualche problema in agguato con Buongiorno, ma anche Beukema, perché anche Beukema è fermo e quindi gli infortunati in difesa sono due. Sfumata la possibilità di prendere Gila e con la conferma dell’infortunio di Buongiorno, oltre a Beukema da valutare, per il momento la scelta è testare bene Rafa Marin e Marianucci, che sono qui a Dimaro, con la prospettiva di inserire almeno uno dei due in squadra e non più con la prospettiva di cederli. Se ci fossero stati sicuramente Buongiorno e credo anche Beukema sin dal primo giorno, per Rafa Marin e Marianucci sarebbe stata più probabile la cessione. Oggi è più probabile la conferma, a patto però che soprattutto Rafa Marin dia delle garanzie. Allegri vuole un Napoli possibilmente più forte di prima e non più debole. Servirà una valutazione da parte dell’allenatore che, se non sarà positiva nei confronti di Rafa Marin e Marianucci, allora porterà il Napoli a intervenire sul mercato. Il Napoli non può permettersi di perdere Buongiorno per qualche mese, a quanto pare sicuramente un mese e mezzo o due nella migliore delle ipotesi, senza un sostituto che dia garanzie. Vedremo se questo sostituto c’è già ed è Rafa Marin, il maggiore candidato. Se non c’è, il Napoli dovrà tornare sul mercato. Però occorrerà sicuramente un po’ di tempo e non è una risposta che avremo in questi giorni qui in Trentino.”
Lukaku e De Bruyne non sono ancora a Dimaro. Oggi qual è la situazione dei due? “Io credo che nell’idea del Napoli ci sia la cessione di Lukaku, perché ha lo stipendio più alto della rosa e perché, pur facendo un ottimo Mondiale, lo ha fatto da subentrato e non da titolare. Il Napoli ha bisogno di un vice Hojlund che dia garanzie anche di titolarità, perché Hojlund ha giocato sempre nella passata stagione e non dovrebbe farlo di nuovo anche nella prossima. Quindi è Lukaku il giocatore sotto osservazione. Però c’è dietro di lui Lucca, che è anche lui sotto osservazione, e bisognerà capire quale sarà eventualmente la mossa della società. Manna ha citato anche Giovani come una potenziale prima punta e ieri, nella partitella, Allegri lo ha utilizzato comunque come esterno. Su De Bruyne penso ci sia molta più cautela, perché è un calciatore che anche a livello tattico può dare molto, mentre Lukaku oggi si pone sostanzialmente come alternativa, come riserva di Hojlund. De Bruyne invece si pone come un potenziale titolare, uno che può prendere il Napoli per mano. Penso che la valutazione sia un po’ più delicata e passi anche dalla volontà del calciatore, dalla buona volontà del diretto interessato di mettersi a disposizione e dalle idee che ha Allegri. Anche in questo caso sono tutti discorsi da posticipare ad agosto, quando arriveranno entrambi a Castel di Sangro, perché sono sicuro che Allegri, prima di decidere, vorrà quantomeno conoscerli e vederli sul campo, come sta facendo con gli altri giocatori qui a Dimaro.”
Ieri è arrivata anche la notizia del cambio dello staff medico del Napoli. Cosa ti aspetti che cambi? “Nulla, nel senso che non è una rivoluzione. È un’assunzione di responsabilità. Penso che il Napoli abbia fatto pagare al dottor Canonico, in quanto capo dello staff medico, tutta la problematica legata agli infortuni. Però il suo staff resta uguale, ha promosso il suo vice. Le metodologie restano uguali perché De Luca era il vice di Canonico, che a sua volta era il vice di De Nicola. Sono più di vent’anni che questo staff opera nel modo che conosciamo. Quindi a me sembra semplicemente che Canonico abbia pagato un po’ il conto di questi infortuni. Da un lato è anche accettabile perché, essendo lui il capo, è giusto che si prenda delle responsabilità. Però la modalità, per quanto abbiamo capito, non è proprio quella che mi aspettavo. Mi sarei aspettato una comunicazione ufficiale, qualcosa di un po’ più chiaro. Invece, di fatto, si tratta di indiscrezioni che sono comunque confermate. Ci sono anche delle voci poco belle da ascoltare, di Canonico che non viene fatto entrare a Castel Volturno. A me non risultano, non so se siano vere, però sarebbe opportuno che il Napoli facesse chiarezza anche su questo aspetto.”
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