Marco Rizzo è una delle figure più originali e riconoscibili del panorama politico italiano. Da sempre distante dalle logiche del bipolarismo tradizionale, ha costruito il suo percorso politico attorno a temi come la sovranità economica, la tutela del lavoro, la difesa della sanità pubblica e una visione critica dell’Unione Europea e della globalizzazione.
Le sue posizioni alimentano il dibattito pubblico e offrono una prospettiva alternativa sulle principali sfide che il Paese è chiamato ad affrontare. In questa intervista esclusiva per Capitalist, Rizzo analizza lo stato dell’economia italiana, il Governo Meloni, il ruolo dell’Europa, la guerra in Ucraina, la crisi del potere d’acquisto e la sua proposta di un’Italia più autonoma sul piano economico e geopolitico. Un confronto diretto e senza filtri con uno dei protagonisti più originali della politica italiana.
Il governo Meloni rivendica maggiore credibilità internazionale e alcuni indicatori economici positivi, però molte famiglie percepiscono una perdita di potere d’acquisto. A suo giudizio, qual è il principale divario tra i dati macroeconomici e l’economia reale?
Diciamo che il dato macroeconomico più in generale è quello storico. Nel 1992 il Corriere della Sera titolava l’Italia quarta. Nel 2026, oggi, siamo all’ottavo posto in questa classifica, ma le statistiche più attendibili ci dicono che tra dieci anni saremo al ventiquattresimo posto, in una classifica che vedrà in ordine l’India, la Cina e gli Stati Uniti come i primi tre paesi che hanno l’economia più forte del mondo. Nei primi dieci, al decimo posto ci sarà solo la Germania e l’Italia sarà al ventiquattresimo posto. È chiaro che si vede la discesa, il declino: si è passati dal quarto posto al nono in trent’anni e nei prossimi anni si rischia di precipitare. Quindi il tema è la previsione. Il compito della politica, non guardo più destra e sinistra perché secondo me non esistono più, sarebbe quello di impedire questo declino o perlomeno rallentarlo. Questi sono i dati macroeconomici veri. Poi, se parliamo della statura internazionale dei governi italiani, diciamo che dopo la caduta della Prima Repubblica noi siamo sempre stati un Paese occupato dagli americani e dagli inglesi. Con la Prima Repubblica c’era una certa titolarità dal punto di vista energetico, fino a un certo punto: quando Mattei voleva darci davvero autonomia e indipendenza energetica l’hanno ammazzato. Da un punto di vista geopolitico hanno ammazzato Moro, hanno fatto fuori Craxi, hanno fatto fuori anche Berlusconi, se vogliamo dire. Certamente non per le signorine, ma per i rapporti con il gas, con Putin e con il petrolio libico. Nell’ultima parte della storia del nostro Paese, al di là di destra e sinistra, non contiamo assolutamente niente. La Prima Repubblica era meglio, la Seconda Repubblica è una discesa agli inferi anche da questo punto di vista. E non è colpa né del governo di destra né di sinistra: sono due allocuzioni che ormai non servono a niente. Io mi sto spendendo per la neutralità dell’Italia, perché in una situazione come questa, dove è possibile, visto che c’è una rottura tra Europa e Stati Uniti, lavorare per la neutralità del nostro Paese.
Ma quando lei parla di neutralità, onorevole, cosa intende? Significa uscire dalle alleanze internazionali? Vuole ridefinire il ruolo dell’Italia nella NATO? Vuole adottare una politica estera diversa?
Come minimo si tratta di ridefinire tutte le alleanze. Mi spiego meglio: noi dovremmo far rientrare i nostri soldati dall’estero. Siamo presenti in quasi cinquanta teatri di guerra, non ha alcun senso. Costa un miliardo e mezzo ogni sei mesi. Le Forze Armate italiane devono difendere i confini italiani e noi abbiamo ben da difenderci, non dai russi, ma da un esercito industriale di riserva che viene scaraventato nel nostro Paese per abbattere i diritti dei lavoratori e cancellare lo Stato sociale. Gli operatori delle Forze Armate e anche delle Forze di Polizia devono guadagnare molto di più perché devono difendere la sicurezza degli italiani. I soldi risparmiati dalle missioni all’estero servirebbero per pagare meglio i nostri militari. Poi ci sono i temi della geopolitica: se fossimo neutrali non daremmo soldi all’Ucraina, anche se potremmo non darli anche senza essere neutrali, perché diamo 13 miliardi di euro a un Paese che non è nell’Unione Europea e non è nella NATO. Poi dovremmo dare 100 miliardi di euro per questo 5% del PIL alla NATO: perché? Per quale motivo? Chi è che si vuole aggredire? Chiaramente potremmo spendere una parte di questi soldi per la difesa, perché un Paese neutrale deve essere un Paese forte, ma questa è la difesa dell’Italia. Poi c’è il tema economico: se fossimo neutrali tratteremmo i dazi con Trump senza passare dalla Commissione europea. Ma la Commissione fa gli interessi italiani o quelli tedeschi? Mi pare faccia gli interessi tedeschi. E poi, se fossimo neutrali, potremmo riconsiderare le sanzioni alla Russia, potremmo riconsiderare l’acquisto del gas russo a basso costo, potremmo trattare con tutto il mondo. L’indipendenza che ti dà la neutralità è un beneficio anche economico.
Pensa che l’Italia sia pronta a essere così neutrale?
Se non siamo pronti, andiamo a fondo. Quindi qualcosa va tentato.
Lei sostiene che l’Italia deve recuperare la propria sovranità economica. Quali sono oggi le tre decisioni fondamentali che un governo non riesce più a prendere autonomamente e che ritiene indispensabile riportare sotto il controllo nazionale?
In tanti trattati economici con l’Unione Europea. Prendiamo prima di tutto il Mercosur. Noi avevamo un’economia agricola già in difficoltà e gli diamo una crepa definitiva, perché il Mercosur farà importare materie che costeranno molto meno e che ammazzeranno il nostro settore agricolo. Peraltro ci sono ventidue prodotti, dai fitofarmaci agli antibiotici, che fino a poche settimane fa erano vietati perché dannosi e adesso con il Mercosur non lo sono più. Le prime importazioni sottoposte a controlli, come la grande partita di pollame arrivata in Grecia, sono risultate affette da salmonellosi. Poi c’è stato un secondo caso. È chiaro perché: là non ci sono controlli, arrivano su navi che non possono garantire questi alimenti. Così distruggiamo la nostra economia agricola. Per quale motivo? Perché i tedeschi riescono a penetrare con la loro manifattura il mercato sudamericano e lo dobbiamo pagare noi, come sempre? No, basta. Però la Meloni ha votato, il governo italiano ha votato e la finta opposizione di sinistra l’ha appoggiata. Sono tutti d’accordo.
L’industria italiana affronta costi energetici elevati, concorrenza globale e transizione tecnologica. Se fosse lei al governo, quali sarebbero le prime due misure?
Toglierei subito la palla del Green, perché è una cosa terrificante che colpisce non solo l’Italia. L’altra settimana ha chiuso quattro stabilimenti e ha licenziato centomila lavoratori. È una palla che colpisce tutta l’Unione Europea. Mi permetto di dire brevemente quello che penso: il mondo ha quattro miliardi e mezzo di anni di età. Negli ultimi trecentomila anni fa la Terra era una palla gelata, c’era una glaciazione. Poi, più vicino a noi, cinquanta milioni di anni fa la Terra aveva otto gradi in più di adesso. Quindi altro che riscaldamento globale: era un cambiamento geologico e si sta preparando di nuovo una glaciazione. L’uomo arriva un milione di anni fa, quindi vuol dire che l’uomo non interviene sul cambiamento del clima. Interviene su un’altra cosa che è l’inquinamento. Ma il 70% dell’intero inquinamento del mondo è prodotto dai primi sette punti nazionali. Quindi perché si continua a colpevolizzare chi guida una Panda, chi fuma una sigaretta o usa l’aria condizionata? Sono tutte armi di distrazione di massa che però fanno sì che le automotive in Italia, in Germania e in Francia venga distrutto. I signori che vanno a Davos con i loro elicotteri e aerei privati consumano quello che noi consumiamo in tutta la vita, però a noi non fanno andare in giro. Tolta questa palla sul Green, potremmo cominciare a ragionare anche sull’energia nucleare e su tante altre cose.
Lei è d’accordo con il nucleare?
Diciamo che si tratterà di discutere su quello che è il nucleare nuovo, certamente non quello che abbiamo conosciuto nel passato, anche perché noi importiamo energia elettrica dalla Francia, con centrali nucleari vetuste che sono a 100 km dal Piemonte e dalla Lombardia: se saltano in aria fanno fuori tutto il Nord del Paese. Perché non possiamo discutere di un nucleare pulito, sicuro, prossimamente? Perché non si vuole discutere tutto questo? Perché la previsione non sta nella politica: la politica serve solo a pensare alle prossime elezioni e a null’altro.
Le dico una cosa. Adesso c’è la polemica su Mario Roggero. Mi sono impegnato, ma questi grandi partiti che adesso si intestano tutta questa battaglia, se volevano salvare Roggero alle elezioni europee del 2024, due anni fa, la condanna c’era già, mancava solo l’ultima. Lo candidavano con la certezza, Se lo avessero candidato alle elezioni europee, Roggero sarebbe stato fuori. Io, sto facendo la pressione mediatica che può fare Marco Rizzo. Ci sono qualche milione di follower.
La strage del Ponte Morandi, guardiamo i tempi: 32 morti, strage, 2018. Nel 2026 siamo al primo giudizio, gli danno 12 anni, l’imputato più alto in grado di condanna, e siamo al primo giudizio. La vicenda di Ruggiero è del 2021, è già conclusa, rapidissima. è stata quasi immediata. E quindi i tempi, poi gli danno 15 anni e uno che ha 72 anni è l’ergastolo. Quindi ci sono diversità nei tempi, ci sono diversità nelle pratiche. Questa possibilità di decidere anche al di là delle leggi mi pare un po’ così. Ripeto, ci voleva applicare anche il buon senso nella giustizia
I salari reali italiani sono tra quelli cresciuti meno in Europa negli ultimi anni, ma secondo lei il problema è il mercato del lavoro, il modello produttivo, la mancanza di una politica industriale e la sinistra italiana?
La sinistra italiana ha perso completamente. Io, infatti, non mi reputo più di sinistra. Questa sinistra non è la mia sinistra. La mia sinistra era Berlinguer e i cancelli della FIAT con gli operai, con mio padre. Questa sinistra è la Schlein sul carro del Gay Pride. Non ho nulla in contrario, ma non è la mia sinistra. Non c’entra niente. La sinistra ha violato, ha tradito le sue radici, ha sostituito i diritti sociali con i diritti civili. Sostituito, non aggiunto. Quindi questo va rimarcato. Dopodiché il mercato del lavoro oggi è talmente cambiato. Se pensiamo alla precipitata del ceto medio, io ho la necessità di unire il ceto medio, la classe media con la classe lavoratrice, la piccola e media impresa con i lavoratori per costruire un fronte unico del popolo contro l’élite economica e finanziaria. Quindi non più destra-sinistra, fascismo-antifascismo, ma popolo contro l’élite. Questo è il mio progetto politico, il progetto politico di Marco Rizzo. Stiamo cercando di sostanziarlo. Poi l’energia in Italia la paghiamo più che da tutte le parti. I salari in Italia sono fermi da 25 anni. La sinistra ha tradito. La destra non sta molto meglio. Non si investe più niente. Serve un cambio di paradigma. Servono delle riforme importanti.
La sanità pubblica è in crisi e questo si sa da tanto tempo. Molti cittadini rinunciano anche a curarsi oppure si rivolgono al privato.
Adesso stiamo facendo una privatizzazione. Questa entrata dei fondi. Quando anche questo governo, ma il sindacato è in testa, parlano di fondi, di assegnare la previdenza, di assegnare la sanità al mercato, compiono il colpo di grazia alla sanità pubblica e alla previdenza pubblica, perché costruiscono dei meccanismi per cui si apre il mercato dei fondi. Affidiamo tutto al mercato. Affidiamo anche le cose serissime che sono il fondamento dello Stato sociale: la scuola, la sanità, le pensioni, al settore privato, alla bolla finanziaria. Quando salta tutto, sarà divertente vedere cosa accadrà.
Se ci fosse la possibilità di privatizzare la sanità come in America, un modello simile americano?
Ma io preferisco la sanità pubblica italiana a quella americana. In America, se cadi per terra, ti guardano nel portafoglio per vedere se hai la carta di credito. Il problema è come finanziare questa riforma. Noi sprechiamo tanti soldi. Abbiamo dato 13 miliardi di euro…
Quindi i soldi si trovano?
Ma certo! In Ucraina hanno aumentato le pensioni del 12% dal primo di marzo. È un dato reale. Sto raccontando: hanno aumentato tutte le pensioni degli ucraini del 12%. Le paghiamo noi. E io preferirei pagare la sanità pubblica agli italiani piuttosto che le pensioni degli ucraini.
Se il presidente Trump riuscisse a ottenere un cessate il fuoco in Ucraina, lo sosterrebbe anche con concessioni territoriali da parte di Kiev o ritiene che una pace di questo tipo sarebbe inaccettabile?
Il segretario di Stato Rubio ha detto una cosa: la guerra tra l’Ucraina e la Russia in realtà è la guerra tra gli Stati Uniti e la Russia per interposta persona. Gli europei continuano a mantenere questa linea, ma adesso anche Trump pare staccarsene. C’è un primo Trump in questa legislatura e un secondo Trump. Il secondo Trump forse è tenuto così dagli israeliani. Quindi io credo che ci sia una forte contraddittorietà tra Trump e Netanyahu. Bisogna capire
A suo avviso esiste oggi una figura che potrebbe ricostruire una sinistra credibile e popolare in Italia? E se sì, chi vede come possibile leader?
Questa sinistra è bene che non si riprenda più. Questa sinistra non merita di esistere. Il tema è il bipolarismo dell’alternanza. Se noi guardiamo gli ultimi trent’anni, vince uno, governa male, arriva l’altro, governa male, ritorna l’altro. Ogni tanto c’è un intermezzo peggiore, è quello dei governi tecnici, Draghi e Monti. Sono quelli che ammazzano poi definitivamente, che privatizzano, che fanno le cose che neanche la destra e la sinistra hanno il coraggio di fare. Però io credo che davvero questa cosiddetta teoria dell’alternanza debba essere superata. Faccio un esempio. Vannacci, se fa saltare il bipolarismo, mi piace. Se Vannacci sostituisce Salvini dentro la destra-destra, non me ne frega niente, è sempre la stessa roba.
Matteo Renzi ha dichiarato che se perde la sinistra la presidente Meloni andrà al Quirinale e l’onorevole Vannacci si ritroverà in Parlamento. Secondo lei sarà così?
Non lo so. Non mi interessa Renzi pensa solo agli affari suoi.
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Daniela Salemi
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