Insight Foto Festival cresce edizione dopo edizione e porta a Varese una proposta rara nel panorama culturale locale: un festival diffuso dedicato alla fotografia contemporanea, capace di unire artisti italiani e internazionali, scuole, università, istituzioni e spazi della città. La sesta edizione, in programma dal 16 al 25 ottobre 2026, si annuncia come la più ampia realizzata finora. Sono previste circa 40 mostre in 15 sedi, accompagnate da incontri, performance, proiezioni, presentazioni di libri, passeggiate con gli artisti, eventi sonori e interventi all’aperto. Il risultato è un percorso che non resta chiuso dentro una sala espositiva, ma attraversa Varese e invita il pubblico a riscoprirla. Ville, parchi, piazze, spazi universitari, luoghi culturali e ambienti della vita quotidiana diventano parti di un unico racconto costruito attraverso le immagini. E, novità di quest’anno: la residenza artistica di Yirong Wu, artista nata nel 1997 a Wenzhou, in Cina, e residente da anni a Milano, città dove ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera e che restituirà alla città delle opere site specific.
Un festival che trasforma Varese
Nato nel 2021 come progetto artistico partecipativo, Insight si è progressivamente consolidato come appuntamento stabile della città. In cinque edizioni ha coinvolto quasi 200 artisti provenienti da diversi Paesi europei, realizzato circa 90 mostre e organizzato più di 80 appuntamenti pubblici tra talk, performance e presentazioni. La fotografia resta il punto di partenza, ma il programma si apre anche a video, installazioni, suono, libri d’artista, performance e progetti pensati appositamente per i luoghi che li ospitano.
È questa una delle peculiarità del festival: non limitarsi ad appendere fotografie alle pareti, ma mettere le opere in relazione con le architetture, gli spazi urbani e le persone che li attraversano. Tra le sedi indicate per il 2026 figurano Villa Mirabello, la Sala Ottagonale, la Sala Nicolini, il campus di Bizzozero dell’Università dell’Insubria, il foyer del Cinema Teatro Nuovo, i Magazzini TuMiTurbi e il PhotoSquare dell’aeroporto di Malpensa. Il percorso comprenderà anche Parco Mirabello, i Giardini Estensi, il Porticato Estense, piazza Monte Grappa e altri spazi aperti della città
Quasi 200 candidature da tutto il mondo
A raccontare la crescita di Insight sono anche i numeri dell’open call per il 2026. Le candidature ricevute sono state 198: 145 dall’Italia e 53 dall’estero, con proposte arrivate da 23 Paesi. L’Ucraina è risultata la nazione straniera più rappresentata, con 17 candidature. Sono arrivati progetti anche da Colombia, Cina, Iran, Stati Uniti, Germania, Francia, Svizzera, Armenia, Russia, Australia, Nigeria, India, Bangladesh e altri Paesi. Un interesse internazionale che rafforza il ruolo di Varese come luogo di incontro tra esperienze, sensibilità e linguaggi differenti. Il festival si rivolge in particolare ad artisti emergenti e mid-career, accompagnandoli nello sviluppo dei lavori e nel loro adattamento agli spazi espositivi. La selezione non è quindi soltanto una vetrina. Gli artisti vengono coinvolti in un percorso curatoriale che comprende confronto, progettazione e relazione con il territorio.
Scuole e studenti partecipano alla costruzione del festival
Uno degli elementi più riconoscibili di Insight è il rapporto con il mondo della formazione. Dal 2021 sono stati coinvolti direttamente circa 500 studenti di scuole e università, i ragazzi non partecipano soltanto come pubblico. Attraverso stage, laboratori e attività sul campo possono osservare da vicino le diverse fasi che permettono di realizzare una mostra: dalla curatela all’allestimento, dalla comunicazione all’accoglienza degli artisti e dei visitatori. Per il 2026 sono previste collaborazioni con Enaip Varese, ISISS Don Lorenzo Milani di Tradate, Liceo Artistico Angelo Frattini e Istituto professionale Luigi Einaudi di Varese. La rete comprende inoltre l’Università degli Studi dell’Insubria, l’Accademia di Belle Arti di Brera e IED Fashion and Photography school (in EN) . Proprio agli studenti e agli ex studenti di Brera era riservata una specifica open call per una residenza artistica. Le candidature ricevute sono state 20 La selezione ha portato a Varese Yirong Wu, giovane artista cinese diplomata all’Accademia di Brera. Durante una settimana di lavoro svilupperà una ricerca dedicata agli alberi monumentali della città e al loro rapporto con il tessuto urbano. Il percorso si concluderà con un’installazione site-specific ai Giardini Estensi, mettendo ancora una volta in relazione la ricerca di un’artista con un luogo riconoscibile di Varese.
“Abito”, il tema della sesta edizione
Il tema scelto per il 2026 è “Abito”, una parola che può essere letta sia come sostantivo sia come verbo. Da una parte richiama il corpo, l’apparenza, l’identità e le forme con cui ciascuno si rende riconoscibile. Dall’altra riguarda il modo in cui le persone vivono gli spazi, attraversano le città, costruiscono relazioni e occupano un posto nella società. Il tema permetterà agli artisti di muoversi tra dimensione personale e collettiva, memoria e presente, appartenenza e trasformazione. La sua natura trasversale favorirà il dialogo tra fotografia, video, installazione, performance e suono. Tra le novità dell’edizione ci saranno anche “IN_BETWEEN”, sezione dedicata a letture, azioni sonore, performance e interventi visivi diffusi, e “IN_OFFICINA”, uno spazio di incontro dove il pubblico potrà conoscere libri, stampe, fanzine, illustrazioni e altre produzioni degli autori.
Una crescita che ha bisogno della città
La crescita del festival richiede però risorse, lavoro professionale e continuità. Per questo Gattabuia Aps, che realizza Insight in partenariato con il Comune di Varese, ha avviato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Ideaginger. L’obiettivo è raccogliere 4.500 euro. Il raggiungimento di questa soglia permetterebbe di confermare il contributo di 25mila euro messo a disposizione dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto. Il festival si svolgerà comunque nel 2026, ma la perdita di queste risorse renderebbe molto più complesso progettare le edizioni successive. «Insight è gratis, ma non è gratuito – spiegano gli organizzatori di Gattabuia Aps –. Dietro ogni mostra ci sono progettazione, allestimenti, comunicazione, rapporti con gli artisti, relazioni istituzionali e molte ore di lavoro. La scelta di non introdurre biglietti d’ingresso o quote di partecipazione nasce dalla volontà di rendere la cultura accessibile anche a chi non può sostenere una spesa.
Dal catalogo ai workshop
Le donazioni serviranno anche ad arricchire il programma. Tra le iniziative previste ci sono un workshop fotografico aperto anche a chi non possiede competenze specifiche, il primo catalogo del festival e un evento inaugurale con dj set. È possibile sostenere la campagna con un’offerta libera a partire da 5 euro. Per le donazioni di importo superiore sono previste ricompense come kit del festival, cartoline delle precedenti edizioni, locandine, ingressi alle proiezioni cinematografiche, workshop di cianotipia, visite guidate e aperitivi con il gruppo organizzativo. Per aziende e studi professionali sono previste anche attività di team building. Le donazioni consentono inoltre di accedere ai vantaggi fiscali previsti dalla normativa. «Sostenere Insight significa non essere soltanto spettatori, ma contribuire a mantenere vivi spazi condivisi di cultura, incontro e partecipazione» – sottolineano da Gattabuia Aps –. La campagna diventa così parte della stessa idea su cui il festival è cresciuto: costruire a Varese non soltanto una serie di mostre, ma una comunità che partecipa alla vita culturale della città».
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