Parolin, Tajani e Preziosi presentano “Pasqua di pace”


Non una semplice cronologia di pontificati, ma il disegno svelato di un grandioso mosaico dove ogni tessera, posta con fatica e lungimiranza dai Successori di Pietro, concorre a costruire l’immagine dell’armonia mondiale. È questa l’immagine potente emersa durante la presentazione del libro “Pasqua di pace. Da Giovanni XXIII a Leone XIV verso il Giubileo del 2033” (Edizioni San Paolo), scritto dal giornalista Antonio Preziosi, attuale direttore del TG2. L’evento, svoltosi nella prestigiosa cornice dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede a Palazzo Borromeo, ha visto la partecipazione di istituzioni ecclesiastiche e civili, tra cui il Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin e il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, i quali, insieme all’autore, hanno dato vita a un profondo dibattito sul legame inscindibile tra ecumenismo, diplomazia pontificia e costruzione della pace globale.

Cardinale Pietro Parolin. Foto fermo immagine video youtube Ambasciata

Il Filo Rosso dei Pontificati Post-Conciliari

Il cardinale Pietro Parolin, che ha individuato nel volume il saggio di una “staffetta spirituale e geopolitica” iniziata da Giovanni XXIII con il Concilio Vaticano II e proseguita senza sosta dai suoi successori, fino all’attuale pontefice Leone XIV. Il porporato ha sottolineato come il saggio di Preziosi riesca a mostrare la continuità e la coerenza del Magistero della Chiesa su un tema così vitale. Ogni Papa, pur nelle differenti sensibilità e nei diversi contesti storici, ha aggiunto una tessera fondamentale. “C’è un filo rosso che attraversa questi decenni”, ha spiegato Parolin. “È la convinzione che la Chiesa non possa essere un’isola, ma debba farsi compagna di strada dell’umanità, specialmente nei momenti di smarrimento e conflitto. Questo libro ci ricorda che l’unità dei cristiani non è solo una questione ecclesiale, ma il presupposto necessario per la piena riconciliazione tra i popoli”. Verso il Giubileo del 2033, che segnerà il bimillenario della Redenzione, Parolin ha esortato a guardare a questa “Pasqua di pace” come a un obiettivo concreto. “Non è un’utopia, ma un impegno comune. Da Giovanni XXIII a Leone XIV, abbiamo visto come la pazienza del dialogo e la perseveranza della preghiera possano aprire varchi di speranza anche contro ogni speranza”.

Antonio Tajani. Foto fermo immagine canale youtube Ambasciata

La Diplomazia della Pace e il Ruolo dell’Italia

Il Ministro Antonio Tajani ha portato la prospettiva delle istituzioni civili, evidenziando il valore strategico della diplomazia pontificia e il ruolo dell’Italia come ponte di dialogo. “La ricerca della pace non è solo un compito della Chiesa, ma un dovere morale per la politica e le istituzioni”, ha affermato Tajani. “Il saggio di Antonio Preziosi mette in luce come la voce dei Papi sia stata spesso l’unica capace di superare le barriere ideologiche e di richiamare l’umanità alla sua vocazione fraterna”. Tajani ha elogiato il rigore giornalistico con cui Preziosi ha tracciato questo percorso storicamente documentato. “È fondamentale conoscere la storia di questa ‘staffetta’ per comprendere le sfide del presente. L’Italia, per la sua posizione geografica e la sua storia, ha un ruolo naturale nel facilitare questo dialogo. In un mondo dominato da contrapposizioni di potere e spietata concorrenza economica, il messaggio di ‘Pasqua di pace’ ci invita a rimettere al centro la dignità umana e la cultura dell’accoglienza”.

Antonio Preziosi. Foto fermo immagine canale youtube Ambasciata

Una corsa per la fratellanza

L’autore Antonio Preziosi ha spiegato la genesi e l’obiettivo del suo saggio. “Questo libro nasce dal desiderio di raccontare una corsa”, ha detto Preziosi, “una corsa ideale dove Pontefici diversi, con storie personali differenti e sensibilità varie, si sono passati il testimone con un’unica ossessione: quella per un mondo in cui gli uomini possano riconoscersi parte di un’unica grande famiglia”. Il direttore del TG2 ha sottolineato come il titolo, “Pasqua di pace”, contenga una “singolare coincidenza” georeferenziale e liturgica: il fatto che nel 2025 la Pasqua cattolica e quella ortodossa siano cadute nello stesso giorno. Per Preziosi, questo allineamento astronomico non è un caso, ma una “grande speranza” che lo stesso Leone XIV ha colto per spingere verso la fissazione di una data comune permanente, trasformando la liturgia in un gesto di pace geopolitica. Preziosi ha concluso ringraziando i relatori e i lettori, augurandosi che il libro possa essere uno strumento utile per comprendere la rotta che la Chiesa sta tracciando verso il Giubileo del 2033, dove la riconquista dell’unità ecclesiale diventa la via privilegiata per costruire l’armonia globale.

Il giornalista e direttore del Tg2 Antonio Preziosi e la copertina del suo nuovo libro. Foto gentilmente concessa

Il libro

“Pasqua di pace. Da Giovanni XXIII a Leone XIV verso il Giubileo del 2033” (Edizioni San Paolo) non è un semplice saggio editoriale, ma un punto di riferimento essenziale per chiunque voglia interpretare le sfide del nostro tempo con rigore storico e passione civile. Antonio Preziosi, con uno stile divulgativo ma scientificamente fondato, eleva il tema dall’ambito strettamente ecclesiastico a quello di una geopolitica dell’armonia globale.

La forza del volume risiede nella capacità di documentare con precisione chirurgica come tutto ruoti attorno a una visione mirata: l’ecumenismo e la ricerca dell’unità non sono fini a se stessi, ma strumenti essenziali per contrastare le contrapposizioni di potere e la crescente svalutazione dell’altro. Preziosi traccia la rotta post-conciliare dei Papi mostrandoci come, in un’epoca segnata da conflitti e fratture profonde, la diplomazia pontificia si sia fatta custode del futuro dell’umanità.

Le pagine che descrivono l’allineamento delle Pasque nel 2025 come “grande speranza” sono intense e documentate con precisione, trasformando la liturgia in un gesto di diplomazia ecumenica geopolitica. Con la sua analisi lucida, “Pasqua di pace” offre una chiave di lettura autorevole per comprendere perché la pace rappresenti oggi più che mai un bene vitale, l’unica garanzia per un futuro in cui sperare “anche contro ogni speranza”. Un libro fondamentale, scritto da un interlocutore privilegiato tra il Vaticano e l’opinione pubblica, che invita a sperare, consegnandoci la visione di una Chiesa che, attraverso l’unità, si fa custode del futuro dell’umanità.

 


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Francesco Vitale

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